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CHAMPOLUC - MASCOGNAZ - PUNTA PIURE
EE
Con i suoi 2907 metri di quota la Punta Piure la vetta rocciosa che sovrasta la parte bassa di Champoluc; nella sua zona superata in altezza dal solo Corno Bussola (escursione 42), ma sicuramente non condivide con quest'ultimo la frequentazione nè la semplicità della salita: la Piure è infatti una meta pressochè sconosciuta, con l'eccezione del canale nord-ovest (visibile nella foto a sinistra) spesso utilizzato per lo scialpinismo nel periodo invernale. Sono però pochi gli escursionisti che ogni anno ne affrontano la salita.
L'itinerario è infatti poco documentato, per lo più assente sulle carte, completamente privo di sentiero, segnavia e di qualsivoglia indicazione sul terreno oltre ad alcuni ometti di pietre poco visibili; è un percorso faticoso con lunghe salite molto ripide su terreno cespuglioso e comprende alcuni passaggi obbligati difficilmente individuabili che permettono di aggirare ed evitare ulteriori difficoltà su roccia.
Il raggiungimento della cima non prevede necessariamente il superamento di passaggi in arrampicata se non brevi e isolati passi valutabili in I grado; ciononostante è opportuno precisare che, pur rimanendo nel campo dell'escursionismo, non si tratta di un'impresa per tutti. Il dislivello, superiore ai 1300 metri, e la pendenza, pronunciatissima per lunghi tratti, richiedono un allenamento adeguato; ci vuole grande familiarità con le distese di sfasciumi per non dilatare a dismisura i tempi di percorrenza sprecando energie preziose con rischi inutili, e un traverso su terreno erboso a 40° va affrontato con attenzione, prudenza e un pizzico di sangue freddo. Possono essere presenti nevai e resti di valanghe fino a stagione inoltrata.
La sommità è però capace di premiare chi la raggiunge con un panorama entusiasmante in tutte le direzioni (chiuso solo a sud dalla sagoma del Bussola).
Tratto 1: Champoluc - Mascognaz E

Sentiero: 14.
Tempo di percorrenza: 20 - 30 minuti.
Difficoltà: nessuna.

1. Alla fine di Rue de l'Ostorion si supera un ponte.
2. Bivio dopo il ponte: seguire la diramazione a destra.
3. Arrivo a Mascognaz.
La partenza di questo itinerario ricalca quella di altri percorsi che interessano il Vallone di Mascognaz.
Dal retro della sede dell'AIAT Champoluc in Route Varasc ha inizio Rue de l'Ostorion (sono presenti da subito indicazioni sui consueti pannelli gialli). La strada sale verso sud-est e termina nei pressi di un ponte (foto 1) che attraversa il torrente a valle di una cascata; scartato il sentiero 14D a sinistra si supera il ponte e subito dopo ci si trova di fronte a un nuovo bivio (foto 2). Il ramo a sinistra porta semplicemente alla base della sovrastante cascata, mentre per Mascognaz si prosegue a destra.
Il sentiero inizia a salire nel bosco; si tralascia una diramazione con segnavia 15 che scende verso destra e si raggiunge così il Mon Du Bier, roccia affiorante su cui è stato costruito un pilone votivo.
In corrispondenza del Mon Du Bier il sentiero svolta a sinistra incontrando poco più avanti una cappella, nei pressi della quale è presente una diramazione (14B) che scende a destra e che va scartata.
In pochi minuti si arriva poi a Mascognaz (foto 3); l'ultimo tratto di sentiero prima del paese scorre tra due staccionate.
Tratto 2: Mascognaz - P. Piure EE

Sentiero: 14, poi non segnato.
Tempo di percorrenza: 3h30' - 4h30'.
Difficoltà: assenza di sentiero, pendii molto ripidi, grandi pietraie, traverso su erba.

4. Ripartenza da Mascognaz. Svoltare a destra e risalire sulla strada.
5. Il ponte lungo la strada, subito dopo l'Alpe Vieille.
6. Tra i due tornanti nei pressi dell'Alpe Chavannes. Sullo sfondo il gruppo Falconetta - Tournalin.
7. Il bivio dopo l'Alpe Chavannes: proseguire dritti.
8. Si lascia la strada in questo punto.
9. Il primo guado seguito dall'abbandono definitivo della strada.
10. Inizio della risalita del canalone.
11. Salita a sinistra del torrente (in questo caso è presente un grosso nevaio).
12. La confluenza dei due torrenti: portarsi in mezzo e risalire quello a sinistra.
13. La roccia con incrostazioni rosse (a sinistra): passare alla sua base e lasciarla a destra.
14. A sinistra la cascatella; il torrente va guadato subito sopra.
15. Su pendio meno ripido puntare alla sella indicata dalla freccia.
16. Il primo altopiano.
17. Attraversamento dell'altopiano.
18. L'altopiano superiore con la zona detritica che precede la conca terminale.
19. La conca terminale e il percorso da seguire per procedere.
20. Risalita ripidissima verso l'uscita dalla conca.
21. La valletta che porta verso la Piure.
22. Risalita del canale. Sullo sfondo la Punta Ruines, e alla sua sinistra il Colle Ruines o Colle del Camoscio.
23. Attraversamento del pendio ovest della Piure.
24. Il traverso su erba e la successiva risalita.
25. Salita nell'ultimo canale detritico.
26. Aggiramento a sinistra del pinnacolo nel canale.
27. Ultimi metri di salita prima della cresta.
28. La vetta della Piure.
Dalla piazzetta di Mascognaz con la fontana (dove è opportuno fare scorta d'acqua) si seguono le indicazioni del sentiero 14; si sale così verso destra (foto 4) andando ad intercettare la strada che, salendo dalla zona del pratone di Champoluc, si inoltra poi nel Vallone di Mascognaz prendendo il nome di "Chemin Chavannes".
Si inizia così a seguire la strada verso sinistra incontrando presto una deviazione, sempre a sinistra, che conduce ad un alpeggio (un cartello "fontina" è stato appeso ad un albero); la si ignora proseguendo sulla strada principale.
Nei pressi dell'Alpe Vieille (a destra della strada) si attraversa un ponte che conduce sulla destra orografica del torrente (foto 5); sono presenti segnavia 14 e 14A.
Dopo circa 900 metri si affrontano due tornanti (il primo a sinistra) sul versante nord della valle (foto 6); al secondo tornante si supera così l'alpe Chavannes.
Rimanendo sulla strada per altri 200 metri si incontra un bivio (foto 7) al cui centro è posizionata una croce; la strada a sinistra, denominata da qui 14A, sale agli alpeggi superiori e al Lago Perrin, la si evita proseguendo dritti (è presente un'indicazione del sentiero 105 in corrispondenza del bivio).
Infine, dopo altri 200 metri, mentre la strada continua a salire dolcemente verso l'alpe Pra Sec la si lascia deviando sulla destra dove è visibile un'altra strada (foto 8), probabilmente non più utilizzata, che scende verso il torrente e porta poi ai resti di un alpeggio sul versante opposto.
Si guada il torrente con la dovuta attenzione (foto 9) e si abbandona anche questa strada deviando a sinistra, iniziando così (foto 10) la risalita del profondo e ripido canalone che separa la Piure dal Corno Bussola. Da qui in avanti non si troveranno più nè indicazioni nè tracce visibili fino alla vetta.
Il canalone è solcato da un torrente, ed è consigliabile tenerlo sulla destra nel primo tratto (foto 11); poco più in alto si incontra il punto in cui si fondono i due rivoli che, uniti, formano il torrente risalito fino a quel punto.
CI si porta così nell'area compresa tra i due corsi d'acqua, rimanendo però subito a destra del ramo sinistro (foto 12) salendo su terreno ripidissimo tra cespugli, erba e rododendri.
È opportuno cercare di identificare quanto prima uno dei passaggi quasi obbligati: passando alla base di una roccia caratterizzata da parti ricoperte di muschio rossastro (foto 13) e lasciandola sulla destra si sale puntando alla cascatella formata dal torrente a sinistra; subito sopra la cascata lo si guada quindi nuovamente (foto 14) continuando a salire.
Portatisi poi in vista della parte terminale del canalone, dove la pendenza si fa finalmente più limitata, si devia a destra puntando verso un'evidente sella (foto 15). Si incontra un altopiano (foto 16) dove sono presenti alcuni ometti di pietre; attraversatolo (foto 17) si risale ancora su terreno formato da sassi ed erba verso il punto più basso dell'apparente cresta in fondo all'altopiano, sbucando così su un nuova piccola area pianeggiante, separata dalla conca terminale del canale da una zona detritica (foto 18).
Superato anche quest'altopiano si sale così tra le rocce con pendenza non eccessiva (non ci sono passaggi obbligati da cercare), attraversando o aggirando sulla destra la conca terminale del canalone (foto 19). Qui è indispensabile identificare il punto da attaccare per uscire dalla conca; lo sbocco infatti non è visibile perchè nascosto dalla parete destra. Sempre nella foto 19 è riportato il percorso obbligato.
Si riprende così a salire su prato molto ripido (foto 20), raggiungendo così l'ingresso di un'inaspettata valletta isolata compresa tra la Piure e la cresta che unisce la Piure e la Ruines (foto 21).
Si segue il canale che, prima erboso ma ben presto detritico, piega subito verso destra aggirando di fatto la cima della Piure (foto 22); non esiste una traccia obbligata da seguire, ma sono comunque presenti alcuni ometti.
Il canalone conduce nella sua parte terminale alla cresta Piure - Ruines; al termine del canale ci si affaccia sulla conca deserta che sovrasta Extrepieraz.
Procedendo sempre verso la Piure si mantiene pressappoco la quota corrente attraversando il pendio ovest (foto 23), rimanendo inizialmente alla base della parete rocciosa a destra, ma separandosene poi quando questa risale troppo.
Si effettua un traverso su ripido terreno erboso cosparso di brecciolino (foto 24), la cui pendenza verso sinistra è di circa 40°. Si tratta del punto critico dell'intera salita, e si consiglia pertanto la necessaria attenzione a non scivolare.
Il prato non è lunghissimo; all'estremo opposto si incontra un costone roccioso e lo si risale inoltrandosi poi in un breve e ripido canale detritico (foto 25).
Questo canale nella sua parte sommitale è caratterizzato dalla presenza di un pinnacolo roccioso, che si aggira a sinistra (foto 26) giungendo infine, con gli ultimi metri di salita ancora piuttosto ripida (foto 27), sulla cresta.
Si svolta a sinistra incontrando pochi metri dopo il punto più elevato: la vetta della Punta Piure (foto 28).
L'anticima nord, più spaziosa e dotata di ometto di pietre visibile con un binocolo da Champoluc, è poco più avanti.

29. Panorama su tutto il massiccio del Rosa dall'anticima nord della Piure.
L'elenco delle cime che è possibile osservare dalla vetta è pressochè infinito, e tra le più alte comprende praticamente tutto il massiccio del Rosa, il Cervino, il Bianco, il Gran Paradiso, il Rutor, il Grand Combin, il Velan; più vicini si trovano tutti i monti dell'alta Val d'Ayas, primo fra tutti lo Zerbion (escursione 4). Seguono, procedendo verso destra, il Tantanè (escursione 23) , la Falconetta (escursioni 10 e 10b), il Bec Trecare (escursione 14), i Tournalin (escursioni 35 e 35b), il Croce (escursione 40b) e il Roisettaz (escursione 40). Sul versante opposto spiccano il Rothorn (escursione 44), il Testa Grigia (escursione 20), la Gran Cima (escursione 43b), il M. Perrin (escursione 43b), il Corno Vitello (escursioni 25 e 43), la Punta Valfredda (escursione 28), la Punta Valnera (escursione 26)e il Bieteron (escursione 21). Chiude il panorama a sud (e nasconde il gruppo Nery - Dame di Challand) il più alto Corno Bussola (escursione 42), con la sua croce di vetta ben visibile.
Tratto 3: P. Piure - Mascognaz EE

Sentiero: non segnato, poi14.
Tempo di percorrenza: 2h30' - 3h.
Difficoltà: assenza di sentiero, pendii molto ripidi, grandi pietraie, traverso su erba.

30. Discesa dalla cresta della Piure verso il pendio detritico sottostante.
31. Attraversamento del tratto erboso.
32. L'ultimo altopiano: attraversamento verso la sella a destra.
33. Nei pressi del guado chiave: la posizione del masso di riferimento è indicata dalla freccia.
Il percorso di discesa dalla Piure a Mascognaz ricalca quello utilizzato per la salita.
Dalla vetta si percorre la cresta fino a trovare il canale di discesa; si inizia così a scendere con attenzione verso il pendio sottostante (foto 30).
Si ripete in senso inverso l'infida traversata su erba facendo attenzione a non rimanere troppo alti (foto 31), puntando verso la selletta tra il corpo della Piure e la cresta nord della Ruines; raggiunta la testata del canale detritico tra le due cime lo si percorre poi fino alla sua base, seguendo la sua curva verso sinistra per portarsi a sud della Piure.

VARIANTE: anzich scendere nel canale possibile proseguire in cresta verso la Punta Ruines come descritto nella variante 51b.

Qui ci si reinserisce sul ripido pendio che porta alla conca terminale del grande canale che sale dal fondo del Vallone di Mascognaz; dalla conca si scende all'altopiano sottostante, dove si punta all'avvallamento a destra (foto 32). Da qui inizia la parte più ripida della discesa verso il fondovalle.
Il passaggio obbligato - o quantomeno consigliato - è ancora rappresentato dal guado nei pressi del masso con incrostazioni rossastre, circa a metà discesa; ci vuole più attenzione perchè dall'alto il masso è più difficile da individuare (foto 33). Superato il guado si raggiunge il macigno, si passa alla sua base lasciandolo a sinistra e si ricomincia a scendere più ripidamente.
La pendenza e il terreno difficile non agevolano certo la discesa per tutto il tratto; si costeggia il torrente fino a poco prima della sua confluenza con l'altro rivolo proveniente da sinistra, portandosi poi sulla sponda destra. Seguendo il corso d'acqua (con l'accortezza di osservare il terreno per scegliere i passaggi migliori) si giunge al fondo del vallone, dove si guada finalmente il Torrent de Mascognaz riportandosi sulla strada dell'alpeggio diroccato.
Seguendo la strada si incontra la sterrata del Vallone di Mascognaz, e la si segue svoltando a sinistra. Si superano i due tornanti dell'Alpe Chavannes; scartando le deviazioni a destra che portano all'alpeggio con vendita fontina si giunge in poche decine di minuti a Mascognaz.
Tratto 4: Mascognaz - Champoluc E

Sentiero: 14.
Tempo di percorrenza: 15 - 25 minuti.
Difficoltà: nessuna.

Attraversata Mascognaz si inizia la discesa lungo il sentiero tra i due steccati.
Poco sotto si incontra una cappelletta, nella cui zona si dirama a sinistra il sentiero 14B; a meno di non voler scendere nella zona del pratone di Champoluc si prosegue però sul 14, che ben presto incontra il Mon du Bier.
Qui il sentiero piega a destra; più avanti si tralascia la diramazione del 15 arrivando in pochi minuti nella zona della cascata. Si gira così a sinistra attraversando il ponte della foto 1 e riunendosi di fatto alla strada asfaltata che riporta al punto di partenza, sul retro degli uffici dell'AIAT di Champoluc.
TRACCIATO GPS
Il tracciato dell'itinerario. Oltre all'escursione alla Piure, disegnata in rosso, nella cartina è incluso il percorso Piure - Ruines e il ricongiungimento col sentiero di salita, descritti nella variante 51b.
La cartina comprende inoltre le curve di livello a 20 m., una schematizzazione approssimata delle aree boschive, la rete stradale, i principali alpeggi e le altre costruzioni, i corsi d'acqua e la numerazione dei sentieri.
Il tracciato prosegue oltre la cima fino all'anticima nord.

Cliccare sull'immagine per scaricare i tracciati per GPS Trackmaker e Google Earth (privi di mappe ma completi dei necessari waypoints) con una cartina a risoluzione superiore.

NOTA: il tracciato che fornisco è relativo ai MIEI movimenti nel giorno in cui ho percorso il sentiero, e può contenere imprecisioni dovute a miei spostamenti non inerenti il tragitto e ad errori dello strumento. Utilizzatelo come riferimento, eventualmente come traccia approssimata e per il calcolo delle distanze dai waypoint, e NON seguitelo se si dirige in posti assurdi.
PROFILO ALTIMETRICO
In alto, in rosso, il profilo del percorso di salita da Champoluc alla vetta della Punta Piure via Mascognaz.
La pendenza è moderata fino a Mascognaz, dove comincia il cammino su strada sterrata quasi orizzontale. Ma poco dopo l'Alpe Chavannes il grafico denota un decisissimo aumento della pendenza: è l'inizio della risalita del canale. Il punto di riferimento "Guado" è naturalmente quello descritto nel testo, nei pressi della roccia con incrostazioni rossastre. "Ingresso canale" si riferisce all'inizio del canale detritico nascosto a nord e a ovest della vetta della Piure.
La lunghezza totale è di circa 7 Km.
Note meteorologiche:
Si consiglia caldamente una giornata di sole con probabilità di pioggia nulle. La salita alla Piure può rivelarsi molto pericolosa con terreno bagnato.
Periodo consigliato:
La salita è effettuabile in tranquillità quando il percorso è per lo più sgombro dalla neve, quindi probabilmente tra giugno e ottobre. Come illustrato anche nelle foto di questa pagina, eventuali residui di valanghe o piccoli nevai (purchè stabilizzati) possono non impedire comunque la salita.
Attrezzatura:
È sicuramente necessario un paio di scarponi da montagna con suola rigida per superare gli ampi tratti su detriti rocciosi, e preferibilmente impermeabili per tutta la loro altezza a causa dei guadi.
Inserisci qui le tue esperienze relative a questo itinerario!


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Commenti già inseriti (1):
1. Nicola 29/09/2016, 20.59.18
Utente non registrato
Valutazione:
Grazie, grazie, GRAZIE AyasTrekking per il lavoro che fate!!! Senza di voi non avrei mai raggiunto la cima di questa montagna, che da 20 anni ammiravo dal balcone della mia casa di Palouettaz. Tracciato tra i più ardui della Valle sicuramente, per la pendenza elevatissima che non da mai tregua e per l'assenza di sentiero. La zona sotto la vetta è bellissima, grulla, selvaggia e brulicante di camosci. Cima con vista mozzafiato; nel complesso un'escursione per chi ama esplorare le alte quote girovagando tra pietraie senza un sentiero o traccia obbligata. GRAZIE

Re.: Di niente! È sempre un piacere!!
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