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RIFUGIO ARP - LAGHI DI VALFREDDA - CORNO VITELLO
EE
Il Corno Vitello è la cima che chiude a est il vasto altopiano roccioso terminale del Vallone di Mascognaz.
La sua posizione lo rende uno splendido punto di osservazione sull'intero gruppo di cime che circondano il Vallone di Palasina, nonchè sul vicino Testa Grigia che copre solo in parte il massiccio del Rosa.
Il percorso qui descritto, che è da considerarsi la via normale, parte dal rifugio Arp (raggiungibile in poco più di un'ora di cammino seguendo il tratto 1 dell'itinerario 11).
Il primo tratto permette di raggiungere i vicini Laghi di Valfredda, gruppo di laghetti su diversi livelli posti alla base della ripida cresta che separa il Vallone di Palasina dall'altopiano che sovrasta la parte terminale del Vallone di Mascognaz.
Risalita la suddetta cresta la si percorre per portarsi sul traverso roccioso che, superato lo sperone sud, si porta alla base del Corno Vitello, risalendo poi il suo sassoso versante occidentale per portarsi sulla cresta sommitale e da qui in vetta.
Il sentiero non pone particolari problemi; è comunque consigliato a camminatori dotati di una certa esperienza comprendendo diverse parti su pietraia e alcuni tratti con notevole pendenza. La traccia a terra si mantiene in ogni caso ben visibile; il percorso può essere allungato e integrato con le interessanti varianti comprese nell'itinerario 43b.

Tratto 1: Rifugio Arp m. 2440 - Laghi di Valfredda m. 2575. E

Sentiero: 5A/5B.
Tempo di percorrenza: 20 - 30 minuti.
Difficoltà: nessuna, ma il sentiero è segnato poco e male.

1. La palina del sentiero 5A/5B tra il giardino botanico e il percorso geologico.
2. Superato il percorso geologico si attraversa un ponte e si incontrano i segnavia 5A/5B.
3. Il sentiero è ben tracciato e si incontrano grandi ometti di pietre.
4. La salita è agevole e mai ripida.
5. Presto si raggiunge il primo lago...
6. ... e si prosegue verso il secondo mantenendosi sul sentiero.
7. Il Lago di Valfredda alto, visto dai pressi del guado che ne scavalca l'emissario.
Il cammino inizia al rifugio Arp, raggiungibile seguendo il tratto 1 dell'itinerario 11.
Sul retro del rifugio si individua una palina con una serie di indicazioni, a destra sui sentieri 5/5C/5E/105 per Punta Valfredda, Colle di Valnera, Punta Valfredda e la vicina palestra di roccia, ma si tralascia seguendo invece le indicazioni che portano ad attraversare il vicinissimo giardino botanico, con i suoi oltre 100 esemplari di piante valdostane, e poi il piccolo percorso geologico. Proprio nel giardino botanico si incontra un'altra palina (foto 1) con le indicazioni dei sentieri 5A (Colle di Valfredda a 1h20' e Laghi di Valfredda a 30') e 5B (Corno Vitello a 2h) che qui coincidono e si seguono dunque questi cartelli.
All'uscita dal percorso geologico il sentiero attraversa un ponte in legno (foto 2), incontra segnavia 5A/5B dipinti su una roccia e si dirige verso la parte nord della parete ovest della Punta Valfredda; la traccia a terra è ben battuta e visibile, e piega poi leggermente verso sinistra cominciando a salire accompagnata da grandi ometti di pietre (foto 3).
La salita non è mai ripida (foto 4) e in 15'-20' dal rifuio si arriva già in vista del primo lago (foto 5).
Lasciando sulla destra il lago e seguendo il sentiero che costeggia la sponda sud-ovest si sale ancora leggermente (foto 6) incontrando il secondo bacino, di cui si supera l'emissario con un piccolo guado (foto 7).
Esistono altri piccoli laghi poco più in alto, ma a seconda delle condizioni potrebbero essere asciutti. La conca che ospita, su livelli diversi, i laghi è meglio visibile dall'alto (foto 8) insieme alle più importanti cime della bassa valle.

8. La conca dei Laghi di Valfredda.

Tratto 2: Laghi Valfredda m. 2575- Corno Vitello m. 3057. EE

Sentiero: 5B
Tempo di percorrenza: 90 - 120 minuti.
Difficoltà: sentiero ben tracciato; alcune parti su pietraia e/o ripide.

9. Salita verso la cresta.
10. Serie di tornanti sul ripido pendio sotto la cresta.
11. L'arrivo in cresta. Sullo sfondo domina il Corno Bussola.
12. Si prosegue in direzione est. Sullo sfondo a sinistra il Corno Vitello.
13. Verso il bivio 5A/5B.
14. Dettaglio del bivio.
15. Verso la fine della cresta, su sentiero ancora segnato da grandi ometti.
16. Traverso su pietraia verso la base del Vitello. In primo piano una recente frana sul sentiero; nei cerchi due frecce gialle sulle rocce.
17. Un ometto più semplice alla base del Corno Vitello.
18. La salita sulla pietraia ovest.
19. La cresta terminale e la croce di vetta.
Ripartendo dal lago di Valfredda alto si continua a seguire il sentiero 5B. Questo si allontana dal lago svoltando a sinistra dopo aver costeggiato alcuni metri della sponda ovest, salenda dapprima con alcuni tornanti, e puntando poi quasi dritto in direzione nord-ovest (foto 9), risalendo in diagonale il pendio occidentale della conca dei Valfredda.
Aggirata la valletta, circa a quota 2700 m. il sentiero raggiunge il versante settentrionale; questo viene risalito con una serie di veloci tornanti molto ripidi (foto 10), e raggiunge infine la cresta sommitale (foto 11). Questa cresta, che divide il Vallone di Palasina dall'altopiano terminale di quello di Mascognaz, si presenta ampia e pianeggiante, con terreno misto erba/roccia ed orientata approssimativamente in direzione est-ovest. Sono inoltre presenti diversi evidentissimi ometti di pietre recanti chiare indicazioni numeriche dei sentieri (all'arrivo in cresta ci si trova ancora sul 5A/5B).
Si svolta dunque ad est e si percorre la cresta (foto 12); il sentiero supera un dosso per poi raggiungere un secondo piccolo piano, che viene attraversato mantenendo la direzione (foto 13) fino a raggiungere un bivio, anch'esso ben segnalato con un grande ometto di pietre (foto 14). Si tralascia il sentiero 5A che porta al Colle Valfredda, svoltando a sinistra sulla traccia che sale ancora lungo la cresta, ora più sassosa, dove la traccia a terra è ancora evidenziata da ometti di pietre (foto 15).
Giunti in prossimità dello sperone sud del Corno Vitello il sentiero, ormai su pietraia ma generalmente visibile (a meno che non ci siano state frane recenti), prosegue in direzione nord-est verso la base della montagna meta dell'itinerario (foto 16); qui non ci sono più i grandi ometti della cresta, ma altri più semplici (foto 17) e frecce gialle dipinte sulle rocce.
Una volta raggiunto il centro della base del Vitello inizia l'ultimo ripido tratto di salita, che condurrà alla cresta terminale e da lì in vetta.
[Nota: da qui inizia l'interessante variante 43b, che conduce alla Gran Cima e al M. Perrin]
Circa a quota 2990, infatti, il sentiero svolta a destra verso il sovrastante versante ovest; questo viene risalito - sempre su tracce di sentiero evidenziate da frecce gialle - con numerosi tornanti (foto 18). La traccia è battuta ma il terreno è piuttosto friabile, pertanto è necessaria una discreta attenzione.
In pochi minuti si giunge comunque alla cresta sommitale, poche decine di metri a sud della vetta. Questa, dove è stato costruito un ometto di pietre sormontato da una croce lignea, è una spaziosa gobba erbosa; percorrendola in direzione nord si arriva infine alla cima del Corno Vitello (foto 19).
Dalla sommità la visuale è ampia in tutte le direzioni; tra le innumerevoli cime ricordiamo il Corno Bussola a ovest, il Testa Grigia a nord, la Punta Valfredda a sud.


Panoramica da ovest a nord dalla cima del Corno Vitello.
Disponibile anche la versione con i nomi delle principali vette.

Tratto 3: Corno Vitello m. 3057 - Rifugio Arp m. 2440. EE

Sentiero: 5B, poi 2/5C.
Tempo di percorrenza: 90 - 120 minuti.
Difficoltà: Come per la salita- Attenzione ai tratti in forte pendenza.

20. Discesa dal Corno Vitello.
21. Traverso in direzione della cresta.
22. Sulla cresta.
La discesa avviene seguendo lo stesso percorso della salita.
Lasciata la cresta sud del Vitello ci si porta alla base della montagna seguendo il ripido sentiero che serpeggia tra le rocce (foto 20). All'inizio del traverso è possibile deviare verso nord per percorrere la variante 43b; in caso contrario si procede a sud sulla pietraia (foto 21) in direzione della cresta che sovrasta i Laghi di Valfredda.
Si sfiora l'intaglio tra il Vitello e la sua punta sud, e poi la punta stessa (è possibile salire sulla sua cima seguendo le annotazioni contenute nell'itinerario 43b), risalendo leggermente per portarsi sullo spartiacque.
La cresta va percorsa verso ovest (foto 22) fino al punto in cui inizia la ripida discesa verso i laghi; da qui sempre seguendo il sentiero si costeggia il più alto e poi il più basso, oltrepassato il quale appare il rifugio Arp, che viene infine raggiunto in pochi minuti.
TRACCIATO GPS
Tracciato GPSLa carta della zona in cui si snoda questo itinerario.
Sono riportati anche i sentieri circostanti, le sagome dei laghi, le isoipse a 20 m., le strade, i valichi e la posizione del rifugio.

Cliccare sull'immagine per scaricare il tracciato per GPS Trackmaker, per Google Earth, in formato .GPX e una cartina a risoluzione superiore.

NOTA: il tracciato che fornisco è relativo ai MIEI movimenti nel giorno in cui ho percorso il sentiero, e può contenere imprecisioni dovute a miei spostamenti non inerenti il tragitto e ad errori dello strumento. Utilizzatelo come riferimento, eventualmente come traccia approssimata e per il calcolo delle distanze dai waypoint, e NON seguitelo se si dirige in posti assurdi.
PROFILO ALTIMETRICO
Profilo altimetrico

Il tracciato altimetrico del percorso. Appaiono subito evidenti alcuni lievi saliscendi (poco dopo il rifugio, e subito prima della ripida rampa finale). Il dislivello totale è comunque piuttosto contenuto.
Note meteorologiche:
Il Corno Vitello è in una zona abbastanza favorevole alla formazione di nubi, e risente in ogni caso del clima della Valle di Gressoney su cui si affaccia. Se il cielo è già molto nuvoloso al mattino la salita può essere inutile.
Periodo consigliato:
La salita è consigliata in assenza di neve, per quanto un velo leggero possa non essere sufficiente a impedirla. Con copertura continua va però considerata almeno F. Per affrontare il percorso in assetto estivo, a meno di nevicate fuori stagione il periodo buono va da giugno a settembre.
Attrezzatura:
Nessuna attrezzatura particolare è richiesta, se non un paio di scarpe con suola ben scolpita che assicuri la necessaria aderenza e impermeabili per superare i piccoli guadi nei pressi dei Laghi di Valfredda.
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