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ESTOUL - ALPE LITTERAN - M. BIETERON
EE
Salita: Estoul - Bieteron. Sentiero: 6.

Tempo di percorrenza: 150 - 180 minuti (in invernale)
Difficoltà: nessuna per quasi tutto il percorso, attenzione sulla cresta.

1. Il cammino inizia qui, in fondo al parcheggio di Estoul. Fate caso ai cartelli e al pannello, non è possibile sbagliare. La strada per il rifugio Arp (di cui seguiremo la prima parte) è indicata da piccoli cartelli di legno.
2. Il primissimo cartello del rifugio, lo stesso che si intravvede sullo sfondo del parcheggio della foto precedente.
3. Dopo una parte su sterrata, il sentiero permettere di accorciare il percorso con questa salita.
4. Dopo la salita della foto precedente si incontra nuovamente la sterrata e la si segue. Qui siamo in vista degli impianti sciistici di Palasina.
5. Un cartello che può trarre in inganno. La strada da seguire per il lago e l'alpe Litteran è quella a destra.
6. A questo bivio si svolta a destra. (Nota: salendo si arriva dal fondo della foto verso la posizione del fotografo).
7. L'alpe Litteran. Il sentiero per il Bieteron passa dietro l'alpeggio.
8. Dall'alpe Litteran si vede tutto il percorso fino all'anticima, che è la punta al centro. La cima è la vetta a sinistra, collegata all'anticima dalla cresta.
9. La salita verso l'anticima. Con la neve il sentiero è ovviamente invisibile, e si può procedere dritti oppure a tornanti.
10. L'ultimo tratto prima dell'anticima attravera una zona sassosa.
11. La cresta e la cima del Bieteron viste dall'anticima.
12. La prima parte della cresta richiede un minimo di attenzione.
13. La seconda parte della cresta è più semplice, e i pendii sono meno inclinati.
Più avanti l'ultimo pendio e la cima del Bieteron.
NOTA: il percorso da me seguito - in condizioni primaverili - durante la mia salita al Bieteron è leggermente diverso, pertanto i tempi di percorrenza sono del tutto indicativi.
Parte delle foto si riferisce alle condizioni di innevamento presenti il 2/4/06.
Il resoconto della mia giornata DA NON IMITARE sul Bieteron è qui.
La partenza è a Estoul. Per raggiungere Estoul, svoltate a Brusson dove indicato (c'è anche un cartello per gli impianti di Palasina), a destra se salite verso Ayas, a sinistra se scendete verso Verres.
C'è un parcheggio piuttosto ampio proprio all'inizio della strada sterrata per il rifugio.
In fondo al parcheggio, come indicato nella foto 1, inizia il percorso (foto 2).
Dopo un primissimo tratto su sterrata, il sentiero devia verso destra, permettendo di accorciare il cammino. È infatti un tratto piuttosto ripido ma non lunghissimo (foto 3), che infine si riunisce alla sterrata (è comunque possibile continuare sulla strada, più lunga ma meno faticosa). Si svolta a sinistra, e si arriva in vista della stazione d'arrivo della seggiovia (foto 4).
Sempre seguendo la sterrata (qui indicata come n. 5 e 6) si entra poco dopo nel vallone che ospita sia i laghi Palasina che il lago Litteran e il rifugio Arp, già visibile in lontananza. Attenzione a non sbagliare strada: il cartello della foto 5 può trarre in inganno. La strada da percorrere è quella a destra, in salita. Più avanti si incontra il bivio per il lago Litteran (foto 6). Si segue la sterrata che sale con alcuni tornanti, si costeggia il lago e si raggiunge la vicina alpe Litteran (foto 7).
Dall'alpeggio l'anticima del Bieteron (foto 8) è raggiungibile risalendo il pendio (di circa 30°) in linea retta o zigzagando (foto 9). Esistono alcune tracce di sentiero ma sembrano portare verso i laghi di Estoul, e pertanto non è opportuno seguirli onde non finire fuori strada.
Se il pendio è ancora fortemente innevato può essere a rischio valanghe, e può essere necessario fare attenzione ed eventualmente rimandare la salita.
Poco prima dell'arrivo sull'anticima si attraversa una zona in cui il pendio, prima erboso, presenta molte rocce affioranti (foto 10); non ci sono comunque problemi e in breve si raggiunge l'anticima, e con essa l'inizio della cresta.
Questa, piuttosto esposta (foto 11), si presenta divisibile in due parti; la prima, leggermente in discesa, formata da rocce e con pendii estremamente ripidi; la seconda, lievemente in salita, erbosa e con pendii di circa 45° su entrambi i lati.
Il profilo del primo tratto è molto frastagliato (foto 12); si procede affrontanto una serie di veloci salite e discese dai massi che formano la cresta, facendo sempre attenzione a non cadere e a dove si mettono i piedi.
La cresta sfuma poi sull'erboso pendio della vera cima del Bieteron. I versanti si fanno meno ripidi (foto 13), e ci si trova infine sull'ultima parte di salita.
Questa è immaginabile come una ripetizione di quanto già fatto per raggiungere l'anticima, quindi un pendio erboso mediamente ripido con alcune rocce affioranti.
Pur non avendolo potuto valutare essendo ancora sepolto nella neve, consiglio di seguire il sentiero segnato, se c'è.
Con un ultimo sforzo si raggiungono finalmente i 2763 metri della cima del Bieteron, da cui si può godere un panorama a 360° su quasi tutta la Val d'Ayas e su moltissime cime valdostane.
A nord è visibile, coperto solo parzialmente dal Corno Vitello, quasi tutto il massiccio del Rosa, oltre al Cervino. Spunta anche la vetta del Testa Grigia.
Più vicino si può ammirare tutto il vallone dei Palasina, con la conca dei laghi e il rifugio Arp.
A ovest la vista spazia fino a oltre Aosta (di cui è addirittura riconoscibile la pista dell'aeroporto); a sud si vede tutta la bassa Val d'Ayas fino a Verres. A est, infine, si apre la valle di Gressoney.

Il panorama dalla cima del Bieteron verso ovest.
In fondo la conca di Aosta.
Discesa: m. Bieteron - alpe Litteran - Estoul.

Sentiero: 6.
Tempo di percorrenza: 90 - 120 minuti (stimati).
Difficoltà: attenzione a non scivolare sull'erba e soprattutto attenzione alla cresta.

Il percorso per tornare a Estoul è lo stesso seguito per salire.
Il tempo indicato è stimato essendo io sceso sul versante opposto.
Riassumendo, ecco il percorso visto dall'esterno, per la precisione dal pendio est della Punta Guà.
I numeri in giallo indicano i punti in cui sono state scattate le foto che accompagnano la descrizione dell'itinerario.
Note meteorologiche:
Nessuna indicazione particolare. Sceglietevi una bella giornata di sole e godetevela.
Periodo consigliato:
È consigliabile effettuare questa passeggiata in configurazione estiva quando la zona è libera da neve. Direi da giugno a ottobre e oltre, se l'autunno ritarda.
In inverno i pendii occidentali del Bieteron possono presentare un certo rischio valanghe, e oltre a questo fatto va messa in conto la presenza della cresta, su cui la neve tende per natura a nascondere punti non sicuri. Nel mio caso sono salito fino alla cima all'inizio di aprile 2006 senza particolari problemi.
Attrezzatura
:
A parte le solite scarpe da montagna che tengano l'acqua e il cibo necessario a rendere sopportabile qualche ora di facile cammino, nonchè l'equipaggiamento standard, in estate non pare sia necessario altro.
Per affrontare la salita con la neve possono essere necessari racchette e bastoncini.
Incontri
:
Il Bieteron non è una cima frequentatissima, per cui dall'Alpe Litteran in su non è molto probabile incontrare qualcuno; discorso a parte per quanto riguarda la stagione invernale, dato che il pendio dall'alpe all'anticima viene utilizzato dagli sciescursionisti.
È possibile incontrare praticamente tutto il campionario degli animali presenti in valle.
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