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ESTOUL - ALPE LITTERAN - M. BIETERON
EE
Il M. Bieteron è la cima - tondeggiante se vista da nord o da sud - che divide Estoul dal Vallone dei Palasina; è riconoscibile già da Verrès e si trova al centro di una zona ricca di sentieri e possibili escursioni. Ciononostante non si tratta di una meta particolarmente frequentata, mentre la sua anticima è una classica scialpinistica.
La vetta del Bieteron è circondata da un ampio panorama che va dal Rosa alle cime della bassa valle, e comprende anche parte della Valle di Gressoney, della Valsesia, della Valle Centrale fino ad oltre Aosta, del Parco dell'Avic, di parte del Gran Paradiso ecc.
La salita ricalca in parte la frequentatissima traccia per il Rifugio Arp, i Laghi Palasina e le cime circostanti; se ne stacca in corrispondenza del bivio per il Lago Litteran e, superato il lago (foto a sinistra) e l'omonimo alpeggio, risale per ripido prato con deboli tracce di sentiero fino alla cima, attraversando una breve cresta rocciosa parzialmente esposta tra l'anticima e il pendio finale. Le caratteristiche del terreno la portano ad essere gradata EE (per escursionisti esperti).
Lo sviluppo è approssimativamente di 5 Km (sola salita), il dislivello di circa 900 m.
Salita: Estoul - Alpe Litteran - M. Bieteron. EE
Sentiero: 6, poi sentiero assente.
Tempo di percorrenza: 2h - 2h30'.
Difficoltà: nessuna fino all'Alpe Litteran, poi pendii ripidi senza sentiero, cresta rocciosa.
1. Il cammino inizia al parcheggio di Estoul. All'estremita est del parcheggio ci sono diverse indicazioni.
2. La palina con i cartelli per il Rifugio Arp e altre mete, la stessa che si intravvede sullo sfondo del parcheggio della foto precedente.
3. Al secondo bivio proseguire a destra; nella foto sono evidenziate le posizioni del cartello per il rifugio e una freccia gialla.
4. Al terzo bivio proseguire a sinistra. Anche qui sono evidenziati il cartello per il rifugio e i segnavia 5 e 6.
5. Si lascia la strada in questo punto, sempre seguendo le indicazioni per il rifugio e i segnavia 5 e 6.
6. A metà della rampa si incontra il bivio per i Laghi di Estoul (6A/6B), ma si procede dritti sul sentiero 5/6.
7. L'intero tratto di salita ripida visto dalla parte terminale.
8. Nuovamente sulla sterrata si incontra un bivio e si prosegue a destra.
9. L'alpe Chavanne è attraversata dalla strada.
10. Un cartello che può trarre in inganno. La strada da seguire per il rifugio è quella a destra (a sinistra si scende verso il torrente e si risale sull'altro versante verso il Lago Bringuez, vedi escursione 30).
11. Il bivio per il Lago Litteran: qui proseguire a destra.
12. La strada sfiora il Lago Litteran (a sinistra).
13. Arrivo all'Alpe Litteran, che verrà aggirata a destra.
14. Salita dopo l'Alpe Litteran; nel cerchio a sinistra l'ometto più grande (da evitare), nel cerchio a destra uno degli ometti piccoli che indicano la via.
15. I piccoli ometti indicano la via verso l'anticima.
16. Le rocce che precedono l'anticima.
17. La cresta tra l'anticima e la cima.
18. La cresta è formata da roccia a blocchi.
19. Alcuni passaggi possono essere aggirati a sul lato nord.
20. Fine della cresta e pendio finale.
21. Il pendio finale visto dall'alto.
22. La vetta del M. Bieteron.

La partenza è nei pressi di Estoul. Per raggiungere Estoul, svoltare a Brusson dove indicato, seguendo le indicazioni per gli impianti di Palasina, a destra salendo verso Ayas, a sinistra scendendo verso Verres.
C'è un parcheggio piuttosto ampio proprio all'inizio della strada sterrata per il rifugio.
In fondo al parcheggio, come indicato nelle foto 1 e 2, inizia il percorso. Si incontra subito una diramazione e si scarta la strada di destra, turisticamente conosciuta come "Itineraire des fromages", che porta verso alcuni alpeggi.
Si segue così per un breve tratto una strada pressochè orizzontale che, parallela al parcheggio, passa a sinistra di una casa e incontra un altro bivio (foto 3): qui si prosegue a destra. Sull'albero in mezzo al bivio è presente un cartello con l'indicazione per il rifugio Arp, mentre su alcune rocce è dipinta una freccia gialla.
Poco dopo si incontra un ulteriore bivio (foto 4): anche in questo caso sono presenti un cartello per il rifugio e i segnavia 5 e 6 dipinti su una roccia al centro della biforcazione; si segue il ramo di sinistra.

Nota: proseguendo a destra si allunga il percorso ma si aggira il tratto più ripido.

Dopo un brevissimo tratto di strada nel bosco si lascia la strada deviando verso destra nel punto visibile nella foto 5, in corrispondenza di un grande rullo in legno abbandonato sul posto dopo i lavori per la costruzione dell'impianto di innevamento della vicina pista.
Si affronta così il tratto più ripido del percorso; il sentiero, sempre numerato 5 e 6, risale infatti una delle piste da sci della zona, mantenendosi sul lato est sul limitare del bosco. Circa a metà di questo tratto si scarta la diramazione a destra (foto 6) che rappresenta l'inizio del sentiero 6A/6B per i Laghi di Estoul (escursione 26), proseguendo dritti.
Alla fine della rampa (foto 7) il sentiero si riunisce alla sterrata che sale da Estoul e si prosegue a sinistra, arrivando in vista della stazione d'arrivo della seggiovia; si incontra un bivio e si scarta la diramazione di sinistra che scende.
La strada poco dopo affronta alcuni tornantini e supera un alpeggio, ma è possibile accorciare il cammino seguendo l'evidente sentiero che si mantiene poco a sinistra della sterrata, a cui ci si riunisce subito dopo.
Si superano le seggiovie che salgono da Estoul e si attraversa l'alpe Chavanne (foto 9), entrando così nel Vallone di Palasina.
Poco dopo Chavanne la strada affronta due tornanti, il primo a destra e il secondo a sinistra; è tracciato un sentiero che permette di tagliarli entrambi. Nel caso si scegliesse la strada, attenzione al bivio della foto 10: la strada da percorrere è quella a destra, in salita (a sinistra si scende verso Lavassey e ci si porta sul versante opposto in direzione del Lago Bringuez e della Punta Gua, escursione 30).
Più avanti si incontra la diramazione a destra per il Lago Litteran (foto 11); qui si lascia la strada principale procedendo a destra.
La sterrata descrive 3 tornanti (il primo può essere leggermente accorciato con un taglio) e raggiunge la quota del Lago Litteran, che sfiora lasciandolo sulla sinistra (foto 12). Prosegue poi la salita raggiungendo in breve l'Alpe Litteran, a quota 2276 (foto 13).
Si aggira l'alpeggio lasciandolo a sinistra trovando subito una traccia di sentiero che inizia a risalire il pendio. Poco più in alto si riconosce un grosso ometto di pietre costruito su una roccia; questo indica però una serie di tracce ben visibili che conducono in direzione dei Laghi di Estoul.
Per salire al Bieteron invece ci si mantiene subito sulla sinistra (foto 14), portandosi in prossimità del costone che precipita verso valle; qui si trovano alcuni piccoli ometti di pietre, fortunatamente piuttosto ravvicinati, che indicano la via di salita (foto 15) anche se in assenza di una vera traccia a terra (si trovano apparenti e intermittenti tratti di sentiero).
Il pendio da risalire è erboso, con pendenza decisamente pronunciata, pertanto è opportuno avere un minimo di familiarità con questo tipo di terreno.
Senza incontrare diramazioni la serie di ometti porta ad una zona dove il prato lascia posto a blocchi di roccia affioranti (foto 16); li si supera raggiungendo così l'anticima ovest del Bieteron (m. 2589).
Tra l'anticima e il pendio finale si trova una cresta rocciosa lunga diverse decine di metri (foto 17) che rappresenta il passaggio chiave della salita al Bieteron.
Questa non presenta vere difficoltà tecniche; si tratta di una sequenza di passi su roccia a blocchi generalmente stabili e ben gradinati (foto 18), talvolta in moderata esposizione. È possibile mantenersi sul filo di cresta - incontrando lievi difficoltà alpinistiche - o aggirare parte dei salti sul lato nord (foto 19), dove si incontrano tratti di sentiero e segni di passaggio oltre a qualche ometto di pietre.
Superata la cresta ci si trova alla base del pendio finale che precede la vetta del Bieteron (foto 20).
Questo è del tutto analogo a quello tra l'Alpe Litteran e l'anticima, con una sezione centrale più ripida di quella iniziale e finale. Nemmeno qui si trova un sentiero; procedendo generalmente a tornantini su erba e grossi sassi (foto 21) si raggiunge così la sommità del M. Bieteron (foto 22).


23. Il panorama dalla cima del Bieteron verso i Laghi Palasina e il gruppo del Corno Bussola (al centro).
Discesa: M. Bieteron - Alpe Litteran - Estoul. EE

Sentiero: sentiero assente, poi 6.
Tempo di percorrenza: 1h40' - 2h.
Difficoltà: pendii ripidi senza sentiero, cresta rocciosa.

24. Partenza dalla vetta del Bieteron.
25. Discesa verso l'anticima.
26. L'inizio della cresta.
27. Arrivo sull'anticima.
28. Discesa dall'anticima, con sequenza di ometti.
29. Nel cerchio a sinistra si riconosce l'ometto più grande che non è necessario raggiungere.
30. Raggiungimento e superamento dell'Alpe Litteran.
31. La strada sfiora il Lago Litteran. Sullo sfondo il Bieteron e la sua anticima.
Il percorso di discesa ricalca sostanzialmente la via utilizzata per salire.
Si lascia la cima iniziando la discesa verso sud-ovest (foto 24); questa si sviluppa lungo il pendio erboso in direzione dell'anticima (foto 25), senza passaggi obbligati. È necessario scegliere i punti migliori dove passare, tenendo presente la possibile scivolosità dell'erba. Si trova comunque qualche piccolo ometto.
Il pendio non richiede generalmente molto tempo, e in breve ci si ritrova all'inizio della cresta (foto 26). In modo del tutto analogo all'andata, anche al ritorno si possono aggirare alcuni passaggi sulla destra e comunque fare affidamento sui gradini naturali che la roccia offre e su alcune brevi tracce di passaggio.
Al termine della cresta si riguadagna l'anticima (foto 27).
Affacciandosi oltre le rocce si scorge già l'intero pendio che digrada deciso verso l'Alpe Litteran (foto 28); si riconoscono già sicuramente i primi ometti di pietre che indicano un possibile percorso da seguire sul lato destro del pendio.
Con un minimo di attenzione - sia ad individuare gli ometti, sia a non scivolare sull'erba nei punti più ripidi soprattutto nella sezione centrale del pendio - si perde velocemente quota.
Quasi alla fine del pendio, più a sinistra rispetto alla serie di ometti utilizzata per scendere, se ne riconosce uno più grande ed evidente costruito su una roccia (foto 29); non è necessario avvicinarcisi, tuttavia una volta raggiunta la sua quota ci si può spostare verso sinistra per andare ad intercettare una traccia di sentiero che conduce velocemente all'Alpe Litteran.
Si aggira l'alpeggio a sinistra (foto 30) imboccando poi la strada che scende verso destra, sfiora il Lago Litteran (foto 31) e con 3 tornanti raggiunge la sottostante sterrata proveniente dal Rifugio Arp.
Questa va seguita naturalmente verso sinistra; quando la strada esce dal vallone descrive due tornanti - il primo a destra - che possono essere tagliati su evidentissima traccia.
Evitando diramazioni secondarie si tocca nuovamente l'Alpe Chavanne passando sotto le due seggiovie del comprensorio di Palasina. Anche la successiva serie di tornantini può essere evitata con un taglio su sentiero. Si attraversa la pista da sci imboccando poi il sentiero che ne percorre il bordo orientale, sul confine del bosco.
Al termine di quest'ultimo taglio - a metà del quale si riceve da sinistra il sentiero 6A/6B dai Laghi di Estoul - si incontra nuovamente una strada; la si segue verso sinistra fino a raggiungere il parcheggio di partenza.
CARTINA
Cartina
La cartina del percorso di salita dal parcheggio di Estoul alla vetta del M. Bieteron via Lago e Alpe Litteran.
Sono riportati i principali sentieri della zona, gli elementi idrografici, gli alpeggi, le strade, i centri abitati, gli impianti di risalita e le isoipse a 20 m.

Cliccare sull'immagine per scaricare una dettagliata cartina vettoriale in formato PDF e il tracciato GPS per GPS Trackmaker, per Google Earth e in formato GPX.

PROFILO ALTIMETRICO
Profilo altimetrico
Il profilo altimetrico del percorso dal parcheggio di Estoul al M. Bieteron.
Il primo tratto di circa 600 m. è in dolce salita, seguito da uno più ripido (risalita della pista da sci). Da qui si procede su strada (pendenza scarsa) con la possibilità di tagliare alcuni tornanti (pendenza maggiore) fino all'Alpe Chavanne; da qui la strada porta con progressivo guadagno di quota fino all'Alpe Litteran. Qui la pendenza aumenta improvvisamente e si mantiene ben pronunciata fino all'anticima. La cresta è formata da alcuni saliscendi, e complessivamente in lievissima discesa; alla fine della cresta si ricomincia a salire decisi fino alla vetta.
Note meteorologiche:
Nessuna indicazione particolare, ma è consigliata una bella giornata. La pioggia potrebbe rendere inutilmente pericolosi i pendii erbosi.
Periodo consigliato:
È consigliabile effettuare questa passeggiata in configurazione estiva quando la zona è per lo più libera da neve, indicativamente da giugno alle prime nevicate.
In inverno i pendii occidentali del Bieteron possono presentare un certo rischio valanghe, e oltre a questo fatto va messa in conto la presenza della cresta, su cui la neve tende per natura a nascondere punti non sicuri. L'anticima risulta comunque generalmente raggiungibile - previa verifica delle condizioni della neve - ed è una comune meta scialpinistica.
Attrezzatura:
Si consigliano scarpe con un buon grip sia su terreno erboso che su roccia. Abbigliamento adatto alla stagione, cibo e acqua per la giornata completano la dotazione.
Incontri:
Il Bieteron non è una cima frequentatissima, per cui dall'Alpe Litteran in su non è molto probabile incontrare qualcuno; più probabile durante la stagione scialpinistica.
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