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RIFUGIO GRAND TOURNALIN - COLLE CROCE - M. ROISETTAZ
EE

La zona nord-ovest della Val d'Ayas comprende diverse cime, tutte oltre i 3000 metri a parte il Croce (variante 40b) e il Palon di Nana, con interessanti vie di salita e splendidi panorami; è il caso della Falconetta (escursioni 10 per la normale e 10b via cresta nord), del Bec Trecare (itinerario 14) nonchè dei due Tournalin (35 per il Petit e 35b per il Grand). L'intera zona è visibile nella foto a sinistra in alto, scattata dal Colle Bettaforca.
La più settentrionale - e seconda per quota - delle vette del gruppo è il M. Roisettaz, m. 3334; è il punto più alto della lunga e frastagliata cresta rocciosa che trae origine dal Grand Tournalin, ed è un punto di osservazione assolutamente unico sulle sottostanti Cime Bianche nonchè sul Rosa e sul Cervino.
Il Roisettaz presenta due vette; la più bassa (per pochi metri) ospita una croce, è normalmente raggiunta partendo da Cheneil ed è a volte confusa con il "vero" Roisettaz, che è più a nord. Le due cime sono separate  da una cresta rocciosa e addirittura da un piccolo ghiacciaio, che scende sul versante della Valtournenche. Il collegamento tra le due cime è possibile ma va considerato F a causa di alcune lievi difficoltà su roccia.
La cima nord, visibile nella foto a sinistra in basso, è costituita da una cresta orientata nord-sud e composta da rocce friabili di colore rossiccio. Sulla vetta è presente un ometto di pietre.
Il percorso, che parte dal noto rifugio Grand Tournalin, ricalca inizialmente quello per i vicinissimi Laghi Croce (itinerario 2) per poi dirigersi verso nord, superare il Colle Croce, scendere fin quasi al bellisimo Lago Verde (meta opzionale o alternativa) e salire poi seguendo la vasta balconata detritica compresa tra la cresta Grand Tournalin-Roisettaz a ovest e il ripidissimo precipizio verso il sottostante Vallone delle Cime Bianche a est. Dal Colle Croce in avanti il sentiero è per lo più su pietraia generalmente stabile ma richiede comunque una certa attenzione e giustifica, insieme ad alcuni punti lievemente esposti nei pressi della cima, la classificazione EE.
Durante l'andata o il ritorno può essere interessante la variante 40b che dal Colle Croce in pochi minuti di cammino porta al M. Croce (chiamato M. Brun su alcune carte).

Tratto 1: Rifugio Grand Tournalin m. 2555 - Colle Croce m. 2803. E

Sentiero: 4.
Tempo di percorrenza: 30 - 45 minuti. 
Difficoltà: nessuna, ma salita al colle piuttosto ripida.

1. Partenza a sinistra del rifugio. Nel cerchio rosso è evidenziato il cartello con varie indicazioni.
2. Il sentiero verso i Laghi Croce.
3. Deviazione dal sentiero per i laghi in direzione del Colle Croce.
4. Salita verso il colle.
5. Arrivo al Colle Croce.
Raggiunto il rifugio Grand Tournalin da St.-Jacques (itinerario 2), da Mandrou (via Ru Cortot per poi riunirsi alla poderale del Vallone di Nana) o in fuoristrada, ci si incammina sul sentiero 4 che parte a sinistra del rifugio (foto 1). Sulla facciata del rifugio è presente un cartello in legno con indicazioni per i laghi Croce e Verde, il m. Croce e il Roisettaz (tempo stimato 3h).
Il facile sentiero (foto 2) inizialmente sale dolcemente per poi ridiscendere in direzione della conca che ospita i Laghi Croce.
Anzichè raggiungere il fondo della conca, poco prima dei laghi si devia verso nord (foto 3), puntando direttamente al Colle Croce, la sella già ben visibile a sinistra dell'omonima cima.
Si procede su tracce di sentiero mantenendo inizialmente la quota sul pendio a ovest dei laghi, e salendo poi il versante sud del colle (foto 4), ripido ma con un punto più pianeggiante prima della sommità; questa si presenta composta da massi di dimensione media ed erba (foto 5).
Dal Colle Croce è possibile raggiungere velocemente la sommità del M. Croce, la montagna immediatamente ad est, come descritto nella variante 40b.
Tratto 2: Colle Croce m. 2803 - M. Roisettaz m. 3334. EE

Sentiero: 4.
Tempo di percorrenza: 100 -150 minuti.
Difficoltà: si attraversano vaste pietraie composte da massi inaspettatamente instabili. Ultimi metri con qualche passaggio leggermente esposto.

6. Si lascia il colle scendendo sulla traccia.
7. Si rimane in quota per girare attorno al Lago Verde.
8. Risalita su terreno...
9. ... e ancora su pietraia, seguendo la traccia a terra e le frecce gialle.
10. Si procede ancora su massi medio-grandi seguendo i segni di vernice.
11. Salita verso un ulteriore dosso su pietraia e poi su terra.
12. Ultimo lungo tratto in vista della vetta.
13. Esaurita la pietraia la traccia si fa più visibile.
14. Attraversamento di un piccolo nevaio.
15. Inizio dell'ultima parte di salita.
16. Raggiungimento della cresta.
17. Ultimo tratto prima della vetta.
18. Superamento dell'intaglio.
19. Arrivo in vetta.
Si lascia il Colle Croce scendendo sul versante nord per un breve tratto seguendo la traccia a terra. Da qui alla cima il percorso sarà in buona parte su pietraia o terreno detritico più fine, ed è opportuno fare l'abitudine a valutare attentamente la stabilità delle pietre ad ogni singolo passo.
Dopo una prima parte di discesa (foto 6) si esegue un traverso mantenendo la quota sul fianco occidentale della conca del Lago Verde; qui il sentiero è in buona parte visibile a terra (foto 7), e comunque è segnalato chiaramente con frequenti frecce gialle sulle rocce e ometti di pietre.
Superata la conca si affronta un tratto di salita prima su sassi ed erba (foto 8) seguito da un traverso su terra e poi nuovamente su pietraia (foto 9), scollinando poi in una conca interamente pietrosa che potrebbe - a seconda delle condizioni - ospitare un piccolo lago; le tracce a terra sono frammentarie ma si seguono i frequenti bolli e frecce gialli (foto 10). Il terreno qui è apparentemente stabile ma alcuni massi, anche quelli più grandi, possono muoversi, pertanto è opportuno procedere con molta attenzione.
Si risale un nuovo poggio sulla pietraia (foto 11), il cui culmine è più terroso; dalla sommità è già visibile l'ultimo tratto di cammino, con sullo fondo la cima nord del Roisettaz (foto 12). Il terreno è ora meno infido, composto da terra e sassi; anche la traccia torna ad essere più visibile (foto 13).
Il sentiero alterna punti in piano e altri in salita con pendenza moderata. In questa zona, considerata la quota ormai superiore ai 3000 metri, possono essere presenti dei nevai (foto 14), che - se necessario - vanno attraversati con l'opportuna attenzione.
Si supera poi, quasi alla fine della balconata, una zona caratterizzata da pietrame più scuro, dopo la quale il tracciato ricomincia a salire per poi piegare a sinistra in direzione ovest, puntando ad una selletta (foto 16) posta sulla cresta che unisce le due cime del Roisettaz.
Dalla cresta è possibile affacciarsi sulla Valtournenche e osservare la cima più bassa del Roisettaz e il ghiacciaio che separa le due vette (foto sotto).

Visuale verso ovest dalla cresta, con la cima sud del Roisettaz e il ghiacciaio.
La vera cima è poco più a nord (foto 17), si svolta pertanto a destra. Osservandola dalla sella si può notare un intaglio trasversale, profondo un paio di metri; il primo passo consiste nel raggiungerlo.
Nota: dalla sella è possibile raggiungere anche la cima sud con un percorso su roccia a monte del ghiacciaio tracciato anch'esso con bollini gialli e frecce, breve ma con qualche difficoltà alpinistica, classificabile F.
Si rimane sul fianco occidentale facendo attenzione al terreno friabile fino al suddetto intaglio; lo si attraversa per metà (pochi metri) e dal suo centro - nei pressi di un ometto di pietre - si risale in cresta (foto 18), giungendo così infine alla sommità del M. Roisettaz (foto 19).

Il Roisettaz è la cima più alta della zona ad affacciarsi direttamente sul Cervino, sul Rosa e sulle più vicine Cime Bianche, pertanto il panorama che questa montagna sa regalare è indescrivibile, rovinato solo in parte dalla deturpatissima conca di Cervinia.

Immagine aerea della parete est della cima nord del Roisettaz con Grandes Murailles, Dent d'Hérens e Cervino sullo sfondo.

Tratto 3: M. Roisettaz m. 3334 - (Lago Verde) - Colle Croce m. 2803 - rifugio Grand Tournalin m. 2555. EE

Sentiero: 4.
Tempo di percorrenza: 100 - 150 minuti.
Difficoltà: come per la salita.

20. Inizio della discesa.
21. Superamento dell'intaglio.
22. Ritorno alla sella.
23. Discesa sul versante est.
24. Verso la balconata.
25. In avvicinamento alla zona del Lago Verde. Sullo sfondo la sagoma triangolare del M. Croce.
26. Il percorso azzurro scende al Lago Verde, il rosso porta al Colle Croce.
La discesa avviene seguendo lo stesso percorso della salita.
Si lascia la cima procedendo sulla cresta sud (foto 20) fino all'intaglio, che si supera scendendo al suo interno (foto 21) e guadagnando poi il versante ovest, camminando sulla friabile cengia e poi a destra della cresta fino a tornare alla sella dove si è precedentemente raggiunta la cresta stessa (foto 22). In corrispondenza della sella è presente un segnavia 4.
Qui si scende verso est sul lato ayassino (foto 23), allontanandosi dal filo di cresta, e poi con una curva a destra si inizia a procedere verso sud, riportandosi sul percorso (foto 24) che attraversa la lunga balconata.
Sempre facendo grande attenzione all'instabilità delle pietraie, e ricordando che il falsopiano è delimitato ad est (ma lontano dalla traccia) da un profondo precipizio, si superano i dossi pietrosi (foto 25) fino a giungere in vista del Lago Verde (foto 26). Questo bellissimo lago, caratterizzato da acqua verde contornata da rive ferruginose, può essere incluso nell'escursione lasciando il sentiero per il Colle Croce scendendo sui dossi erbosi e guadando un piccolo immissario (attenzione alle rocce bagnate, lisce e scivolose), oppure trascurato, nel qual caso è sufficiente mantenersi sul versante a destra del lago, sulla traccia di sentiero su pietraia che conduce direttamente al Colle Croce.
Volendo scendere al lago, la sponda ovest è adattissima per fermarsi ed eventualmente mangiare, ma tutto intorno lo spazio non manca (sempre ricordando il precipizio che chiude a est la conca).
Per risalire dal lago al Colle Croce si seguono alcune tracce di sentiero sul ripido pendio pietroso; in mancanza di tracce è comunque sufficiente salire in modo abbastanza diretto verso il colle andando ad intercettare il sentiero 4 poco prima del valico.
Una volta al Colle si procede scendendo in direzione dei Laghi Croce sul visibile sentiero; li si lasciano i laghi sulla sinistra senza raggiungerli, scollinando poi verso il rifugio Grand Tournalin.
TRACCIATO GPS
Tracciato GPS
L'immagine sopra riporta il tracciato (in blu) del percorso dal rifugio Grand Tournalin al Roisettaz via Colle Croce. Le isoipse sono distanziate di 50 m. Inoltre è presente, disegnata in azzurro, la variante (percorsa durante il ritorno) per il Lago Verde.
Il percorso dal rifugio non è lunghissimo, circa 4,8 Km a cui va aggiunto il cammino di avvicinamento da St.-Jacques o Mandrou. Da non sottovalutare la non eccessiva velocità nei tratti su pietraia.
Cliccare sull'immagine per scaricare il tracciato per GPS Trackmaker, Google Earth e in formato GPX comprendente il percorso principale + la variante per il lago.
NOTA: il tracciato che fornisco è relativo ai MIEI movimenti nel giorno in cui ho percorso il sentiero, e può contenere imprecisioni dovute a miei spostamenti non inerenti il tragitto e ad errori dello strumento. Utilizzatelo come riferimento, eventualmente come traccia approssimata e per il calcolo delle distanze dai waypoint, e NON seguitelo se si dirige in posti assurdi.
PROFILO ALTIMETRICO
Profilo altimetrico
Il tracciato altimetrico del percorso dal rifugio Grand Tournalin al Roisettaz (Lago Verde escluso).
Ad una debole salita subito dopo la partenza dal rifugio segue una piccola discesa nella conca dei Laghi Croce; successivamente il sentiero si impenna (ma con un piccolo pianoro) fino al Colle Croce.
Superato il colle si scende di qualche decina di metri per cpoi ricominciare a salire con andamento incostante (qualche saliscendi) fino alla rampa finale che conduce alla sella sulla cresta di confine con la Valtournenche.Tra la sella e la vetta si nota ancora il piccolo intaglio.
Note meteorologiche:
Il gruppo Tournalin-Roisettaz ha la sgradita particolarità di essere facilmente coperto dalle nubi, e le sue alte cime sono spesso nascoste, a causa dei Laghi Croce. Questi sono in una posizione analoga a quella di altri laghi, come il Bringuez, ovvero in una conca con pareti ripide aperta a sud; questa è una situazione che causa facilmente la formazione di nuvole. Potendo scegliere, è meglio evitare giornate con vento da sud, o il panorama dalla cima rischia di andare perso.
Periodo consigliato:
La camminata può essere affrontata se la zona è in gran parte sgombra da neve. Qualche piccolo nevaio residuo è accettabile e quasi inevitabile.
Con copertura totale la camminata potrebbe ancora essere tecnicamente fattibile, seppur considerabile alpinistica, ma dai ripidi pendii che circondano quasi tutto il percorso possono staccarsi pericolosissime valanghe.
Attrezzatura:
Nessuna attrezzatura particolare è richiesta, se non un paio di scarpe con suola ben scolpita e magari rigida con cui affrontare i tratti su rocce e roccette. Indispensabile però l'abbigliamento adatto ad affrontare una cima di oltre 3300 metri che, come tale, può essere anche fredda e molto ventosa. Consigliata l'attrezzatura necessaria ad affrontare la pioggia, se la giornata non è più che perfetta.
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Commenti già inseriti (1):
1. Davide 01/07/2008, 15.25.05
Utente non registrato
Valutazione:
La votazione non raggiunge l'eccellenza solo per il meteo poco favorevole. Per il resto sarebbe una salita da 5 stars. Quello col cappellaccio nelle foto sono io. Bagnato anche il sentiero col sangue del mio dito dopo un ruzzolone su terreno infido: grande manovra di pronto soccorso da parte dei miei compagni d'avventura. Ottimo anche il raccolto sulla via del ritorno, ma di questo è meglio non parlare. Ah, dimenticavo: la vera vetta è quella che abbiamo raggiunto noi, non quella con la croce versante Valtournenche come molti credono. Quest'anno ci voglio tornare e voglio salire anche sull'anticima. Una delle gite escursionistiche più complete della Val d'Ayas.
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