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OSTAFA - M. ROTHORN
EE+F
Il Rothorn è una cima interamente rocciosa facente parte della cresta che separa la Val d'Ayas da quella di Gressoney, nel tratto che dal Testa Grigia (il rilievo più elevato) porta verso il Rosa.
Questa vetta è caratterizzata da una parete ovest che precipita pressochè verticalmente sulla Val d'Ayas, e da un versante est anch'esso ripido ma più facilmente accessibile. La sommità è una cresta orientata in direzione nord-sud, della lunghezza di alcune decine di metri.
L'itinerario qui descritto è da considerarsi l'unico accesso possibile in condizioni escursionistiche, seppur comprenda, nel tratto finale, alcuni passaggi su roccia classificabili come I grado, e gli ultimissimi tre metri di II scarso.
L'intero cammino è segnalato con ometti di pietre, e al massimo con alcuni segnavia (n. 10) sul versante di Gressoney.
Salita: Ostafa m. 2410 - Rothorn m. 3152. EE/F

Sentiero: 12, non segnato, 10.
Tempo di percorrenza:3h30' - 4h30'.
Difficoltà: pendio ripido fino al colle. Qualche passaggio di I e II sulla parete est.

1. Il primo tratto di cammino sul sentiero 12.
2. Ultimo tratto sul sentiero 12.
3. Deviazione dal 12. In rosso il sentiero che prosegue verso i Pinter, nel cerchio un segnavia.
4. Salita tra i macigni.
5. La freccia indica il valico verso la Valle di Gressoney. La traccia verde è un possibile percorso.
6. L'altopiano alla base del valico.
7. Primo tratto di salita verso il colle.
8. La parte superiore del pendio è una pietraia. La freccia indica sempre il valico di quota 3011.
9. Arrivo al colle.
10. L'altopiano e il Rothorn dal colle.
11. Attraversamento dell'altopiano.
12. Un ometto con segnavia n. 10.
13. Inizio della salita al Rothorn. In evidenza l'ometto sulla roccia sporgente.
14. Seconda metà di salita vista dal balcone intermedio.
15. La partenza dell'ultima parte di salita.
16. Ultimo salto di roccia prima della cresta sommitale.
17. Ultimi metri di cresta.
18. La vetta del Rothorn e l'ultimo passaggio su roccia.
Il cammino inizia all'arrivo dell'ovovia di Ostafa, raggiungibile anche a piedi dal Crest seguendo la strada sterrata.
Il primissimo tratto è sul sentiero 12 (foto 1), lo stesso che conduce ai Laghi Pinter (escursione n.3); si passa sotto la seggiovia del Colle Sarezza e si prosegue verso est.Dopo 10-15' si raggiunge una zona caratterizzata da grandi massi affioranti (foto 2) in corrispondenza di un canalone. Qui (foto 3)si lascia il sentiero 12, iniziando a salire verso sinistra tra i macigni. Potrebbero esserci segni di passaggio, ma non c'è un sentiero vero e proprio (foto 4).
Si arriva presto in vista dell'intero tratto che porterà al valico di quota 3011 con la Valle di Gressoney (foto 5). Da qui il percorso di salita è abbastanza libero; sebbene esistano alcuni ometti di pietre è possibile seguire altri percorsi senza necessariamente incontrare difficoltà maggiori.
Si attraversa l'altopiano che separa la sottostante zona dei massi dal pendio sotto il valico; questo pianoro è erboso e solcato da residui di frana (foto 6).
Si inizia poi a risalire il pendio in direzione nord-est. L'iniziale manto erboso, con pendenza decisamente pronunciata (foto 7), lascia successivamente il posto alla pietraia superiore (foto 8). Si procede comunque puntando verso il sovrastante valico, che è sempre riconoscibile essendo il punto più basso tra gli speroni rocciosi sulla cresta.
A circa 2h dalla partenza da Ostafa si raggiunge così il colle di quota 3011 (foto 9), affacciandosi così finalmente sulla Valle di Gressoney.
Il versante est del valico presenta una pendenza molto più morbida, e poco sotto si trova un grande altopiano sabbioso. Dal colle è anche possibile vedere (foto 10) il Rothorn e il Blach (Piccolo Rothorn), facile meta da prendere in considerazione (variante 44b).
L'altopiano viene attraversato in direzione nord-nord-est (foto 11); conviene mantenersi sulla sinistra in modo da perdere poca quota.
In questa zona esistono diversi evidenti ometti di pietre e segnavia n. 10 secondo la numerazione di Gressoney (cerchio bianco con contorno e numero rossi) che portano al Rothorn (foto 12).
A meno di non voler affrontare una via di arrampicata, il punto in cui attaccare la cima del Rothorn è uno, e va cercato subito a sud del costone che dalla sommità del Rothorn scende verso il Piccolo Rothorn. Ci sono degli ometti di pietre per segnalare il punto esatto, ma non sono perfettamente riconoscibili in mezzo al pietrame; il più evidente è posto su una roccia sporgente, ed è visibile nella foto 13.
L'ultima parte di salita, che conduce alla vetta vera e propria, può essere divisa in due parti, corrispondenti ad altrettanti salti di roccia. Si tratta in realtà di brevi serie di facili passaggi di I grado, poco esposti, superabili senza particolari problemi facendo la necessaria attenzione. Tra uno e l'altro si trova un breve tratto più pianeggiante che ospita altri ometti di pietre (foto 14).
Anche la seconda parte di questa salita (foto 15) presenta le stesse difficoltà tecniche (foto 16); superata in pochi minuti la paretina ci si ritrova finalmente sulla cresta sommitale.
Questa si presenta completamente rocciosa e piuttosto frastagliata (foto 17); la si percorre in direzione sud-ovest per poche decine di metri, fino a trovarsi di fronte all'ultimissima piccola difficoltà, consistente in circa 3 metri di salita su roccia di II grado massimo (foto 18).
Al di sopra di questa si trova finalmente l'ometto di vetta, a quota 3152.

19. Il Cervino e il Rosa visti dal Rothorn.
Il panorama dal Rothorn è aperto in tutte le direzioni, ed è limitato solo a sud dalla sagoma appuntita del Testa Grigia, più alto di 161 metri. A nord la visuale è aperta sul Cervino e su pressochè tutto il Rosa (foto 19).

Discesa: M. Rothorn m. 3152 - Ostafa m. 2410.

Sentiero: 10, non segnato, 12.
Tempo di percorrenza: 2h - 2h30'.
Difficoltà: come per la salita.

20. Ritorno verso l'inizio della cresta.
21. Veloce discesa su roccia.
22. Attraversamento dell'altopiano e ritorno al colle.
23. Discesa dal colle.
La discesa avviene ripercorrendo lo stesso itinerario utilizzato per salire.
Lasciata la vetta ci si porta in direzione nord-est fino al punto in cui inizia la traccia che scende (foto 20); si superano i due salti di roccia disarrampicando con la necessaria attenzione (foto 21) raggiungendo la base est del Rothorn.
Da qui si riattraversa l'altopiano (foto 22) in direzione del colle di quota 3011. Riaffacciandosi sulla Val d'Ayas e sulla conca sotto il valico (foto 23) si può - ma non è indispensabile - iniziare a seguire la vaga traccia di ometti.
Raggiunto il sottostante altopiano si torna infine sull'evidente traccia del sentiero 12, e seguendolo verso ovest si torna ad Ostafa, al punto di partenza.
TRACCIATO GPS
Il tracciato GPS dell'itinerario da Ostafa al Rothorn.
È riportato - ma non incluso nel file scaricabile - come riferimento anche il sentiero 12 (tratto blu sottile) che prosegue verso il Colle Pinter.

Cliccare sull'immagine per scaricare il tracciato per GPS Trackmaker (privo di mappe).

NOTA: il tracciato che fornisco è relativo ai MIEI movimenti nel giorno in cui ho percorso il sentiero, e può contenere imprecisioni dovute a miei spostamenti non inerenti il tragitto e ad errori dello strumento. Utilizzatelo come riferimento, eventualmente come traccia approssimata e per il calcolo delle distanze dai waypoint, e NON seguitelo se si dirige in posti assurdi.
PROFILO ALTIMETRICO
Il tracciato altimetrico del percorso. È evidente come quasi tutto il dislivello sia concentrato nei primi 2/3 di percorso, ed in particolare nel tratto tra il bivio in corrispondenza del quale si lascia il sentiero 12 e il colle di quota 3011.
Dopo il valico c'è una piccola discesa, seguita dall'ultima salita che culmina in vetta.
Note meteorologiche:
Attenzione alle condizioni del tempo nella Valle di Gressoney perchè parte dell'itinerario si svolge fuori da Ayas; in particolare si possono verificare annuvolamenti in presenza di vento umido da sud.
Sconsigliata la salita con terreno bagnato o tempo incerto.
Periodo consigliato:
La salita è consigliata in assenza di neve.
Per affrontare il percorso in assetto estivo, a meno di nevicate fuori stagione il periodo buono va da giugno a settembre, benchè le foto di questa pagina siano state scattate nella seconda metà di ottobre.
Attrezzatura:
Nessuna attrezzatura particolare è richiesta, se non un paio di scarpe con suola ben scolpita che assicuri la necessaria aderenza soprattutto sulla pietraia che precede il colle e sui tratti di roccia sotto la vetta.
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Commenti già inseriti (1):
1. Kamminator4k 11/07/2008, 12.30.27
Utente registrato
Età: 41 anni

Valutazione:
Bella ascensione con ottimo panorama! Peccato la monotona e faticosa risalita di sfasciumi che porta al colle..
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