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BARMASC - COLLE PORTOLA - M. TANTANÈ
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Il Tantanè è in realtà una cima appartenente alla Valtournenche; rappresenta il punto più elevato della cresta che si separa dallo spartiacque Ayas/Valtournence in direzione est. È uno sperone di roccia ed erba raggiungibile sia da La Magdeleine (sentiero 3) sia da Barmasc via Colle Portola.
Non è sicuramente una vetta frequentatissima, e il sentiero dopo il colle è evidente solo fino a un certo punto, dopo il quale è segnato a tratti e più che altro con ometti; perdersi è comunque impossibile perchè è sufficiente seguire la cresta.
La cresta si può dividere in due parti: il primo tratto da percorrere in direzione nord sullo spartiacque tra le due valli, e il secondo verso ovest, interamente in Valtournenche. Il primo di essi presenta l'opportunità di scegliere due percorsi differenti, uno interamente in cresta, aereo e panoramico, con lievi difficoltà tecniche, e un altro più in basso, sulla pietraia sottostante dal lato della Valtournenche, più facile. Qui vengono descritte entrambe le vie; ovviamente la scelta è lasciata poi all'escursionista in base alle proprie capacità. Il tratto finale è invece una via obbligata, con qualche passaggio su roccette con lieve esposizione.
Il panorama dalla cima spazia a 360° su entrambe le valli, con l'imponente sagoma del Cervino a farla da padrona.
La lunghezza totale della salita è di circa 5,6 Km.
Tratto 1: Barmasc - Colle Portola m. 2410. E

Sentiero: 2/105.
Tempo di percorrenza: 70 - 100 minuti.
Difficoltà: percorso molto ben segnalato, inizialmente elementare con un ultimo tratto più ripido, con terreno friabile e con punti lievemente esposti.

1. Il parcheggio di Barmasc e, al centro della foto, l'inizio del sentiero.
2. Attraversamento dell'area pic-nic, con due segnavia sulla lastra di pietra a sinistra della strada.
3. Il Pian delle Signore. Si nota il pannello a destra del sentiero con la storia del Ru Cortot.
4. Lasciare la strada alla fine del Pian delle Signore.
5. Il sentiero che sale nel bosco dopo il Pian delle Signore.
6. La radura dopo la stazione IV.
7. La radura con la stazione V.
8. Il Pian Portola e il sentiero che sale verso il Colle Portola.
9. Il sentiero che sale dal Pian Portola.
10. Il sentiero punta più ripido verso il valico.
11. Il sentiero si allarga durante la salita.
12. Una delle serie di gradini intagliati nella roccia.
13. Arrivo al Colle Portola.
14. Il versante ovest del Colle Portola, con la stazione XII e la palina con le indicazioni.
Il parcheggio di Barmasc è costituito da due aree su livelli leggermente differenti; arrivando in auto da Antagnod si incontra prima quella più alta e si prosegue poi con qualche metro di discesa fino alla successiva, dove la strada ha termine; in alternativa è possibile prolungare l'itinerario salendo a piedi da Antagnod come descritto nell'itinerario 56.
Qui è presente una fontana dove poter prelevare acqua fresca; alla sua sinistra, a fianco di una costruzione (vuota) in legno, si trova una palina con diverse indicazioni, in corrispondenza delle quali inizia il sentiero per lo Zerbion (foto 1). I cartelli riportano un tempo di 3h10', corrispondenti ad un'andatura piuttosto lenta.
Il cammino (qui su strada sterrata chiusa al traffico) attraversa per prima cosa con scarsa pendenza la piccola area pic-nic attrezzata con servizi, griglie e tavoli; qui si incontrano i segnavia 2 e 105 (foto 2).
Superata l'area pic-nic la pendenza aumenta; rimanendo sempre sulla stessa strada si raggiunge in pochi minuti il Pian delle Signore o Cianciavellà, ampia radura solitamente frequentatissima attraversata dall'antico canale di irrigazione noto come Ru Cortot ancora in funzione anche se più che altro a scopo turistico (foto 3). A destra della strada, nei pressi del ponte che scavalca il canale, si trova un pannello che ne illustra la storia e il progetto di recupero (ancora in corso).
Superato il canale si incontrano le prime stazioni (qui di seguito utilizzate come riferimento lungo il cammino) della Via Crucis che avrà termine alla prima anticima nord dello Zerbion. La relativa processione si svolge ogni anno il 17 agosto.
Prima del termine della radura si lascia la strada (che piega verso sinistra per portarsi verso il pozzo piezometrico del Ru Cortot) tenendosi sulla destra (foto 4). Si procede ora non più su strada ma su sentiero, comunque largo, tracciato e visibile (foto 5), identificato ancora da segnavia 2 e 105, che sale abbastanza ripido nel bosco con l'aiuto di qualche gradino; il sentiero è stato ritracciato nel 2000 ad uso processione, si incontrano pertanto alcune biforcazioni, i cui rami sono uno il sentiero "nuovo" e l'altro il tradizionale. Non c'è grossa differenza tra le due varianti, che finiscono comunque sempre per riunirsi poco dopo, né ci possono essere dubbi circa l'esattezza del cammino grazie alla costante presenza di segnavia 2 e 105.
Più in alto, dopo la stazione IV della Via Crucis, il bosco inizia a farsi più rado e si incontra una piccola radura (foto 6), in cui il sentiero è indicato anche da una frecce gialle dipinte sulle rocce; si rientra poi nel bosco per uscirne nuovamente in una nuova radura che ospita la stazione V (foto 7).
Prima della stazione VI si sbuca nel Pian Portola (foto 8), lasciando definitivamente le aree boschive. Questo piano - o per meglio dire falso piano - è uno slargo erboso costellato da macigni di varie dimensioni; tra questi uno è un masso rossastro la cui superficie superiore, orizzontale, è incisa con coppelle la cui datazione è pressochè impossibile e il cui scopo è incerto: mappa celeste, indicazioni terrestri, luogo di offerte o altro.
Senza lasciare il sentiero si intraprende un nuovo tratto in salita che taglia verso sinistra il pendio che sovrasta il Pian Portola (foto 9) e punta decisamente, con pendenza moderata, verso il Colle Portola (foto 10).
Intorno a 2250 m. di quota il sentiero si frammenta in mille tracce ma non si disperde (foto 11); è indifferente quale seguire, ma in generale per semplicità conviene lasciare la stazione VIII una decina di metri a sinistra (ricalcando di fatto la traccia del sentiero originale).
Inizia qui la parte per così dire più "impegnativa" di questo primo tratto, con il sentiero che sale via via più ripido su terreno a tratti friabile, con veloci tornantini, qualche gradino intagliato nelle placche di roccia (foto 12) a suon di martello pneumatico e punti leggermente esposti (aggirabili) in direzione del valico, che viene infine raggiunto (foto 13). Sulla sommità del colle si trova la stazione XII.
Questo è uno stretto intaglio a V nella cresta di confine con la bassa Valtournenche caratterizzato dal ripido versante ayassino, appena superato, e da un più dolce e verdeggiante pendio verso ovest. Da qui la visuale si apre sulla Valle Centrale, e il cammino lascia la Val d'Ayas per procedere nel territorio del Comune di La Magdeleine (foto 14).
Tratto 2: Col Portola - m. Tantanè (via cresta).

Sentiero: 9.
Tempo di percorrenza: 120 - 180 minuti.
Difficoltà: percorso quasi tutto in cresta, a volte esposta, con pietraie e diversi punti da superare arrampicando.

15. Partenza dal Colle Portola in direzione nord. Si procede in direzione del traliccio.
16. Il primo pannello, la strada sterrata e il secondo elettrodotto con il piccolo rilievo - su cui è posto il secondo pannello - che si supera mantenendosi sulla sinistra.
17. Dopo il rilievo si affronta una piccola salita su roccette.
18. Successivamente il sentiero si riaffaccia a picco sulla Val d'Ayas mentre ci si avvicina al bivio.
19. Il bivio: il sentiero basso è a sinistra sulla traccia rossa, quello in cresta è disegnato in verde.
20. Il sentiero sul fianco sinistro.
21. Aggirata la parte rocciosa della cresta il sentiero sale per raggiungerne nuovamente il filo.
22. Prima piccola arrampicata sul sentiero in cresta.
23. La cresta e i gendarmi.
24. In avvicinamento ai genadarmi la cresta si presenta come una pietraia.
25. Il raggiungimento dei gendarmi.
26. La cresta verso ovest, e in fondo la cima del Tantanè.
27. Un punto su roccia. Si nota un ometto di pietre.
28. In vista della cima.
29. La croce sulla vetta del Tantanè.

Giunti al Colle Portola si svolta verso destra (arrivando dal versante ayassino, naturalmente) seguendo l'indicazione per il Tantanè, e ci si incammina sul comodo ed evidente sentiero in prossimità della cresta (foto 15 ). Si passa sotto un elettrodotto, e poco dopo si raggiunge un pannello riflettore rivolto verso la Val d'Ayas; in corrispondenza del pannello ci si unisce alla strada sterrata di servizio; si supera un secondo elettrodotto e poco dopo si lascia la strada, che conduce a un secondo pannello riflettore, proseguendo invece sul sentiero, che da questo punto è leggermente meno marcato, ma comunque visibile. Si rimane sul versante della Valtournenche per costeggiare un modesto rilievo (foto 16 ), dopo il quale si ritorna sul filo di cresta, che si mantiene comunque agevole per un breve tratto, seguito dal primo punto in cui è necessario superare alcune facili roccette (foto 17 ). Il sentiero è a tratti piuttosto esposto verso la Val d'Ayas (foto 18 ), mentre appaiono chiaramente di fronte i gendarmi al culmine della cresta rocciosa.
Si raggiunge così una biforcazione (foto 19); la scelta è tra la cresta, con alcuni passaggi su roccia, più panoramico ma lievemente più tecnico, e il sentiero "basso", che rimane sul versante ovest (quindi in Valtournenche. La via più comune, facile e meglio tracciata è quella bassa. Volendo percorrere un anello, è opportuno considerare di scegliere la cresta in salita, perchè spesso in discesa i piccoli passaggi su roccia risultano meno facili.

Via sul lato ovest: al bivio si lascia il filo di cresta spostandosi sul versante di sinistra, sul lato della Valtournenche.
Il sentiero si mantiene mediamente ben visibile a terra mentre procede prima su un'area pietrosa, poi più erbosa (foto 20). Oltrepassata la zona corrispondente ai "denti", visibili sulla cresta sovrastante, il sentiero piega a destra e sale su prato con piccoli tornanti (foto 21) fino a riguadagnare la cresta, dove si riprende il cammino verso sinistra.

Via in cresta: rimanendo sulla cresta si punta decisi verso il gruppo di gendarmi rocciosi che la caratterizzano, per raggiungere i quali è necessario superare diversi punti arrampicandosi sulle rocce (foto 22) (i passaggi su roccia non raggiungono il I grado), risalendo la cresta (foto 23) che a volte si presenta formata di massi slegati (foto 24). Raggiunti i gendarmi, li si supera passandoci in mezzo (foto 25). Poco dopo, da sinistra confluisce il sentiero basso.

La cresta curva poi verso ovest (foto 26), lasciando lo spartiacque con la Val d'Ayas. Questo è l'ultimo tratto di cammino, e conduce direttamente sulla cima del Tantanè; all'inizio della cresta finale si incontra anche la traccia proveniente dal Colle Pillonet (escursione 48b).
Anche qui è necessario superare (o in alcuni casi aggirare) alcuni passaggi su roccia (foto 27). L'ultimo tratto (foto 28 ), su piccola pietraia, conduce velocemente alla cima (foto 29 ), su cui è posta una croce metallica con un basamento in pietra in cui è ricavata una nicchia per il quaderno di vetta.

La cima del Tantanè con la cresta che lo collega dallo spartiacque tra la Val d'Ayas e la Valtournenche. Notare sulla destra i gendarmi.
Discesa: M. Tantanè - Colle Portola (via pietraia) - Barmasc.

Sentiero: 9, poi 2/105.
Tempo di percorrenza: 100 - 150 minuti.
Difficoltà: percorso in buona parte in cresta, a volte esposta, con pietraie e diversi punti su roccette.

30. La cresta scendendo verso la Val d'Ayas.
31. Ritorno lungo la cresta.
32. Il punto in cui il sentiero in cresta e quello sul versante ovest si separano.
33. Il sentiero basso sulla pietraia.
34. Sulla pietraia.
35. Verso il Colle Portola. Sullo sfondo lo Zerbion.
Il primo tratto di discesa dalla cima del Tantanè in direzione della Val d'Ayas (è possibile scendere verso La Magdeleine dal lato opposto) segue lo stesso itinerario della salita (foto 30). Si superano o aggirano gli stessi punti su roccia della salita (foto 31) e si raggiunge la cresta spartiacque tra le due valli, incontrando il bivio per il sentiero basso (foto 32 ), che inizia scendendo lievemente a destra.
Naturalmente anche qui è possibile scegliere quale dei due seguire.
A differenza di molti sentieri su pietraia, questo (foto 33) è piuttosto evidente. La prima parte di questo sentiero basso è su sassi, seguita da un tratto erboso e da una nuova pietraia (foto 34 ). Infine ci si ricongiunge al sentiero in cresta, che si ripercorre fino al Colle Portola (foto32), e da lì si scende al parcheggio di Barmasc sul noto sentiero 2/105.
TRACCIATO GPS
Tracciato GPS
L'immagine sopra riporta, completo di reticolo, il tracciato satellitare della mia salita sul Tantanè del 17 luglio 2006.
Il rilevamento del Pian delle Signore/Cianciavellà è stato effettuato all'intersezione del sentiero col Ru Cortot.
Sono riportate tutte le stazioni della Via Crucis che si incontrano (notare che la n. 8 è effettivamente leggermente a sud del percorso, che in quel tratto comincia a farsi ripido); la dodicesima coincide col Colle Portola.
Il tracciato comprende un tratto doppio; si tratta del punto in cui è possibile scegliere se rimanere in cresta o scendere sulla pietraia. La linea azzurra rappresenta la cresta, quella nera la pietraia. Il tratto finale è comune.
Cliccare sull'immagine per scaricare il tracciato per GPS Trackmaker.

NOTA: il tracciato che fornisco è relativo ai MIEI movimenti nel giorno in cui ho percorso il sentiero, e può contenere imprecisioni dovute a miei spostamenti non inerenti il tragitto e ad errori dello strumento. Utilizzatelo come riferimento, eventualmente come traccia approssimata e per il calcolo delle distanze dai waypoint, e NON seguitelo se si dirige in posti assurdi.

PROFILO ALTIMETRICO
Profilo altimetrico
Il tracciato altimetrico dal Colle Portola alla cima del Tantanè. Si nota il leggero saliscendi e la scarsa pendenza dei primi 2/3 di percorso (la traccia si riferisce al sentiero basso).
Note meteorologiche:
Il Tantanè è da considerarsi interamente in Valtournenche, notoriamente meno soggetta a precipitazioni dovute al vento da sud rispetto alla Val d'Ayas. Ciononostante, il percorso è a metà tra le due valli, e soprattutto il panorama dalla cima richiede una buona giornata. Da considerare anche l'assenza totale di ripari praticamente fino al parcheggio di Barmasc.
Periodo consigliato:
È possibile effettuare questa escursione in tutto il periodo dell'anno in cui non c'è neve, quindi generalmente da maggio a settembre e oltre. All'inizio della stagione è probabilissimo trovare presso il Col Portola nevai residui che potrebbero creare qualche problema. Attenzione anche ad eventuale neve sulla cresta.
Attrezzatura:
È altamente consigliabile essere equipaggiati con un buon paio di scarponcini da montagna, che garantiscano la necessaria aderenza anche sulla terra. A meno di non effettuare velocemente l'escursione in mezza giornata, è opportuno portarsi un pranzo nutriente. A meno che le condizioni meteo non siano assolutamente sicure, sarà opportuno mettere nello zaino un K-Way o una mantella impermeabile. Indispensabile una borraccia, da riempire PRIMA di iniziare a salire. L'unica fontana disponibile è a Barmasc, sul bordo del parcheggio, vicino all'inizio della sterrata per il Pian delle Signore. Il percorso, eccetto la prima parte fino al Pian delle Signore, è completamente al sole; al di sopra del Pian Portola non ci sono più alberi.
Incontri:
Fino al Colle Portola il sentiero è frequentatissimo, ma la maggior parte degli escursionisti che passano da lì deviano poi verso il più noto Zerbion. La salita per il Tantanè è generalmente meno affollata.
Più in alto non è impossibile incontrare marmotte e stambecchi.
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Commenti già inseriti (2):
2. Wiking53 18/08/2015, 18.55.22
Utente registrato
Età: 65 anni

Valutazione:
Buono come panorama, decisamente scarso come sentiero e segnalazioni (4 bolli dal Portola alla Cima - scarsi ometti). Non evidente l'attacco del sentiero di cresta, non individuato ne' all'andata ne' al ritorno. Indicazioni errate al col Portola sia come altezza del tantane' (è più alto di oltre 100 mt.) sia come tempo, almeno in proporzione a quanto indicato per lo Zerbion od il col Portola stesso. L'indicazione di sentiero segnato è decisamente eufemistica, si tratta di percorso EE sovente su traccia o su pietraia dove gli ometti sono l'unica labile guida. Peccato l'ingannevole indicazione della palina e delle guide cartacee.
1. MARCO 26/07/2010, 13.07.02
Utente non registrato
Valutazione:
SONO PARTITO PRESTO DA BARMASC. ARRIVATO AL COLLE PORTOLA ERO INDECISO E ALLORA SONO ANDATO PRIMA SULLO ZERBION E DOPO AVER FATTO RITORNO AL COLLE SONO ANDATO SUL TANTANE. ESCURSIONE UN PO' LUNGA MA MOLTO PIACEVOLE. LA CONSIGLIO VIVAMENTE
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