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BARMASC - COLLE PILLONET
E
Il Colle Pillonet è uno dei valichi che mettono in comunicazione Ayas con la Valtournenche, più precisamente la zona di Barmasc con quella di Chamois.
Il colle è ben conosciuto ma meno sfruttato escursionisticamente dei più frequentati Nana e Portola, probabilmente per il più ristretto ventaglio di mete che si possono raggiungere dalla sua sommità (a nord - con percorso pienamente alpinistico - la Grande Dent e a sud la frastagliata cresta verso il Tantanè, con eventuale ritorno a Barmasc via Colle Portola come descritto nella variante 48b).
La salita da Barmasc, più diretta di quella da Mandriou, è un percorso semplice e senza pericoli, adatto a molti escursionisti anche senza particolare esperienza; comprende alcuni brevi tratti piuttosto ripidi e altri con sentiero poco visibile.
Recentemente sono stati comunque posizionati nuovi segnavia e ometti di pietre che facilitano l'individuazione della traccia corretta.
La foto a sinistra rappresenta una veduta dalla sommità del Colle Pillonet verso Ayas.
Salita: Barmasc m. 1830 - Colle Pillonet m. 2698 E

Sentiero: 2a.
Tempo di percorrenza: 80 - 150 minuti.
Difficoltà: nessuna. Qualche tratto ripido e con sentiero poco visibile.

1. Il punto di partenza del sentiero 2a.
2. Primo bivio. Si prosegue a destra.
3. Secondo bivio. Il ramo più breve è quello a destra.
4. Sentiero sl margine del bosco, poco prima di raggiungere il Ru Cortot.
5. Si attraversa il Ru Cortot e si sale a fianco dell'alpe Corneuil.
6. Salita sulla pista in direzione dei coni di detriti delle vecchie miniere di rame evidenziati nei cerchi rossi.
7. Al bivio sulla pista si prosegue a destra.
8. In evidenza la roccia con frecce e segnavia 2a.
9. Il sentiero è poco visibile, ma segnalato da frecce gialle. Nel cerchio rosso il punto di riferimento successivo, una grande roccia a destra delle miniere.
10. La roccia già segnata nella foto precedente, con i segnavia dipinti.
11. Quando il sentiero si perde nel prato seguire la serie di ometti a sinistra.
12. Arrivo alla sorgente.
13. Salita più ripida dopo la sorgente.
L'ampio parcheggio di Barmasc è composto da due aree, una delle quali qualche metro più in basso dell'altra; il punto di partenza di questo itinerario è sul piazzale più alto, il primo che si incontra provenendo in auto dalla strada che sale da Antagnod (altri itinerari, come la salita allo Zerbion e al Tantanè via Colle Portola, partono dall'area successiva, dove è peraltro presente una comoda fontana dove fare rifornimento di acqua). In alternativa è possibile prolungare l'itinerario partendo a piedi da Antagnod, come descritto nell'itinerario 56
Il sentiero, numerato 2a, si imbocca a fianco del maneggio, sul lato destro rispetto alla strada di accesso (foto 1). È presente una palina ad indicare il percorso.
Il sentiero, che qui si presenta come una strada sterrata, inizia a salire con pendenza scarsa attraversando il prato; supera una prima baita lasciandola sulla sinistra e giunge ad un primo bivio (foto 2).
La strada passa poi dietro a un gruppo di case, e giunge ad una seconda biforcazione (foto3). Anche qui si sceglie il sentiero a destra, ma i due rami (il sinistro è lievemente più lungo) si uniranno comunque poco dopo.
Il sentiero piega verso destra portandosi sul margine del bosco (foto 4) e riunendosi all'altra diramazione della foto 3 va ad unirsi al sentiero che costeggia il noto canale chiamato Ru Cortot. Si incontrano frecce gialle ad indicare il sentiero.
Si evita di attraversarlo e lo si costeggia lasciandolo a sinistra; presto si raggiunge l'alpe Corneuil, alpeggio che funge da agriturismo.
Qui si lascia il Ru Cortot svoltando a sinistra e attraversandolo sul ponticello, e si inizia a salire sulla strada che passa a destra dell'alpe incontrando un segnavia recante la numerazione 2a.
Si risale dunque lungo la pista da sci proveniente dagli impianti del Pian Pera, arrivando ben presto in vista dei due coni detritici rossastri delle vecchie miniere di rame (foto 6).
In pochi minuti si incontra un nuovo bivio (foto 7), tralasciando la deviazione a sinistra e continuando a seguire la pista verso destra.
Alla biforcazione successiva si svolta a sinistra seguendo le indicazioni sulla roccia a sinistra del sentiero (foto 8) e lasciando la pista (attenzione perchè in presenza di erba alta l'indicazione potrebbe essere poco visibile); da qui il sentiero è a tratti poco evidente, ma tracciato con frecce e segni gialli (foto 9). In ogni caso, anche se dovesse capitare di perderne la traccia, si prosegue in direzione della grande roccia già visibile a destra dei coni rossi delle miniere (foto 10).
Superata anche questa roccia la traccia curva a destra; la traccia è resa individuabile da ometti e segni di vernice gialla. A destra si vedono gli impianti sciistici del Pian Pera.
Si giunge a un bivio a T, scartando la diramazione di destra che scende ai succitati impianti.
Subito dopo questo bivio il sentiero si fa più incerto; nell'erba sono presenti diversi ometti che definiscono diverse tracce. Seguire la serie di ometti più a sinistra (foto 11), che permette di riunirsi alla traccia principale.
Il sentiero sale ripido con tornantini in direzione della sovrastante bastionata rocciosa fino a un punto di questa paretina, a destra del colle, in cui è presente una sorgente (foto 12), dove è possibile anche rabboccare la scorta d'acqua.
Si segue poi il segnavia 2a a sinistra della sorgente proseguendo la salita su prato con discreta pendenza (foto 13) superando così l'altezza della bastionata rocciosa alla base della quale si trova la sorgente.
Il sentiero rimane poi ben visibile sul prato sovrastante che prosegue la salita, ora più dolce, in direzione del colle.
Questo viene raggiunto in pochi minuti; alla sua sommità è presente un ometto con l'ormai consueto segnavia 2a.
Dal colle è possibile proseguire in cresta verso nord e verso sud - in questo caso andando a percorrere la lunga e frastagliata cresta fino al sentiero tra il Colle Portola e il Tantanè (escursione 48b) - oppure scendere sul versante ovest verso Chamois.
Discesa: Colle Pillonet m. 2698 - Barmasc m. 1830 E

Sentiero: 2a.
Tempo di percorrenza: 70 - 100 minuti.
Difficoltà: nessuna. Qualche tratto ripido e con sentiero poco visibile.

Si tratta di ripetere in senso inverso lo stesso percorso utilizzato per salire.
Dalla sommità del colle si riprende il cammino verso Ayas, scendendo sul prato sommitale fino all'intaglio roccioso, riportandosi alla sorgente alla base di questa bastionata con il sentiero ripido (attenzione nel caso fosse bagnato).
Da qui si ridiscende seguendo la traccia a terra e in mancanza di questa gli ometti mantenendosi a sinistra delle miniere e deviando al bivio di quota 2380 circa verso destra, evitando così di portarsi verso gli impianti; al di sotto dei conoidi detritici rossi si ritrova la roccia della foto 8. Proseguendo la discesa si riincontra la pista da sci, e la si percorre verso l'alpe Corneuil, lungo il Ru Cortot.
Seguendo il canale verso destra, sulla sua sponda sinistra, si costeggia il bosco fino a incontrare la strada che scende verso il parcheggio di partenza.
TRACCIATO GPS
Il tracciato GPS della salita al Colle Pillonet da Barmasc.
Sono riportati i bivi incontrati durante il percorso, un tratto del Ru Cortot, l'alpe Corneuil, le isoipse a 50 m., la numerazione dei sentieri e altri punti citati nel testo.

Cliccare sull'immagine per scaricare i tracciati per GPS Trackmaker e Google Earth (privi di mappe ma completi dei necessari waypoints) con una cartina a risoluzione superiore.

NOTA: il tracciato che fornisco è relativo ai MIEI movimenti nel giorno in cui ho percorso il sentiero, e può contenere imprecisioni dovute a miei spostamenti non inerenti il tragitto e ad errori dello strumento. Utilizzatelo come riferimento, eventualmente come traccia approssimata e per il calcolo delle distanze dai waypoint, e NON seguitelo se si dirige in posti assurdi.

PROFILO ALTIMETRICO
Il profilo altimetrico dell'intero percorso.
Si può notare il tratto pianeggiante prima dell'alpe Corneuil: è il segmento di sentiero lungo il Ru Cortot.
La traccia sale poi con pendenza crescente fino al Colle Pillonet.
Note meteorologiche:
Una giornata non eccezionale può ancora essere utilizzata per questo breve itinerario: si noti che un buon camminatore può effettuarla per intero in meno di 4 ore. Con la pioggia o immediatamente dopo la salita può richiedere più prudenza a causa dei tratti ripidi.
Periodo consigliato:
La salita è consigliata in assenza di neve, quindi in generale da maggio/giugno a ottobre. Alcuni nevai anche consistenti o una copertura completa possono non impedire la salita (attenzione in questo caso al rischio valanghe) ma va posto l'accento sul fatto che parte del percorso si svolge sul tracciato di piste da sci, non attraversabili quando gli impianti sono in funzione.
Attrezzatura:
Nessuna attrezzatura particolare è richiesta, se non un paio di scarpe anche non estremamente tecniche ma adatte ai normali sentieri di media montagna.
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Commenti già inseriti (2):
2. Palmiro 06/08/2016, 23.02.21
Utente non registrato
Valutazione:
Ottimo giro e ben segnato.
Molto panoramico.
Fatto con la mia PT Heidy che ha apprezzato.
1. Alessio C. 26/08/2013, 08.24.47
Utente non registrato
Valutazione:
Bellissima escursione,arrivati in cima, con bel tempo, si vede benissimo il Bianco! Sentiero facilissimo!
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