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Mandrou - LAGO LECHIEN - VALLONE DI NANA - ALPE METSAN - Mandrou
E
Tratto 1: Mandrou - Lago Lechien. E

Sentieri: 3, poi 3F.
Tempo di percorrenza: 60 - 90 minuti.
Difficoltà: nessuna. Qualche tratto è un po' ripido ma non pericoloso.

1. La chiesa di Mandrou. Il sentiero inizia alla sua sinistra.
2. Inizio del sentiero dietro la chiesa, con i cartelli.
3. Il pilone votivo e Mandrou sullo sfondo.
4. La Ca' Zena. Si svolta a sinistra subito prima dell'ancora.
5. Il rivolo (in questo caso fangoso).
6. Il bivio 3/3F: per il Lago Lechien si svolta a destra sul 3F (in rosso).
7. Incrocio con il Ru Cortot e il sentiero 5 (in grigio).
8. Il sentiero sale tra alberi e cespugli.
9. Avvicinandosi al limite della vegetazione ad alto fusto gli alberi si fanno più radi e il sentiero meno ripido.
10. Ultimi metri di salita.
11. La gobba erbosa che precede l'arrivo al lago, con l'ometto più grande in evidenza.
La partenza è a Mandrou, raggiungibile in auto svoltando a destra dove segnalato salendo da Champoluc verso Antagnod, poco prima della partenza della seggiovia di Pian Pera.
Da Mandrou il cammino inizia subito a sinistra della chiesa (foto 1) (guardando la facciata); qui, all'inizio di Rue Barat, sono presenti i consueti cartelli gialli della rete sentieristica (foto 2), relativi ai sentieri 3, 3A, 3B, 3E e 3F. Il Lago Lechien (qui chiamato Lochien) è riportato a 1h15', tempo anche abbondante.
Il sentiero passa poi dietro l'ultima casa del paese salendo in diagonale verso sinistra; su un pilone votivo a destra del sentiero (foto 3) sono dipinti i segnavia 3 e 3E.
Poco dopo il pilone il sentiero raggiunge la strada nei pressi della Ca' Zena, baita inconfondibile grazie alla grossa ancora e alla sagoma della lanterna di Genova poste all'ingresso del giardino (foto 4).
Qui la strada ha termine; si prosegue sul ripido sentiero a sinistra dello steccato delimitante il giardino della Ca' Zena.
La traccia poco dopo si sdoppia, ma è indifferente quale lato seguire (il tracciato GPS li include entrambi) dal momento che più in alto torna ad essere unica; dopo il punto di riunione (foto 5) si supera un rivolo d'acqua (potrebbe essere asciutto o fangoso a seconda delle condizioni) seguito, a sinistra, da un basso cartello in legno indicante l'Alpe Metsan.
Da qui il sentiero si fa meno ripido e il bosco più rado, giungendo così, sul limitare della grande radura che ospita l'Alpe Metsan, ad un bivio (foto 6): il segnavia 3 indica il ramo di sinistra (più tracciato, ma porta all'alpeggio), ma si prosegue a destra seguendo una freccia gialla, incontrando poco dopo, su una roccia alcuni metri a sinistra del sentiero, un segnavia 3F.
Il sentiero sale e rientra momentaneamente nel bosco per uscirne poco prima dell'incontro con il Ru Cortot e il sentiero 5; superato il canale su un ponticello in legno (foto 7) si incontra ancora un segnavia 3F e si continua a salire molto dolcemente nel rado bosco, incontrando frecce gialle dipinte sulle rocce.
Si scarta una diramazione a sinistra che sale diretta alla strada poco più a monte (a meno di non voler tornare più velocemente all'Alpe Metsan) e si rimane sulla traccia principale, incontrando presto una strada: è quella che verrà utilizzata più avanti per tornare verso l'alpeggio, ma per quanto riguarda la salita al Lechien non è di interesse.
Si attraversa la strada seguendo ancora il segnavia 3F, indicante il sentiero che sale ben visibile tra bosco e radure ricoperte di ginepri ed altra vegetazione cespugliosa (foto 8).
Man mano che si sale il bosco si fa più rado e gli alberi più bassi, segno che ci si sta avvicinando al limite di quota della vegetazione ad alto fusto; oltre i 2200 metri anche la pendenza del sentiero si riduce (foto 9).
Si arriva così alla gobba erbosa che precede il lago (foto 10), trovando tre ometti di pietre (di cui uno piuttosto grande) a destra del sentiero che qui non è più così visibile a terra; una piccola discesa immette nella conca che ospita il Lago Lechien.
Se la giornata è buona, da qui si può godere di un ampio panorama sul Cervino e buona parte del Rosa (foto 11), nonchè ovviamente l'alta Val d'Ayas.

12. Il Lago Lechien come si presenta all'arrivo, con la Gobba di Rollin, i Breithorn Centrale e Orientale, la Quota 4106, la Roccia Nera e il Polluce sullo sfondo.
Per ulteriori immagini del lago andare alla pagina sul Lago Lechien.
Tratto 1b: Lago Lechien - Mandrou. E

Sentiero: 3F, poi 3.
Tempo di percorrenza: 30 - 60 minuti.
Difficoltà: nessuna. È la strada seguita per salire.

Si tratta di seguire al contrario lo stesso percorso utilizzato per salire.
Dal lago si riprende il cammino verso Mandrou in direzione sud-sud ovest utilizzando come riferimento i tre grandi ometti adesso a sinistra e trovando il primo segnavia 3F a terra. Da qui il sentiero è sempre ben visibile, lo si segue nella sua discesa tra bosco e radure facendo attenzione ai tratti più ripidi fino all'incrocio con la strada sterrata; a quel punto si può decidere se continuare nella discesa o deviare verso l'Alpe Metsan e scendere poi da lì.
Nel primo caso si attraversa la strada rimanendo sul sentiero, riunendosi poi al 3 che scende dall'alpegggio e seguendo il tratto 3 dalla foto X in avanti; nel secondo si svolta a destra e si prosegue fino all'alpeggio, scendendone poi seguendo il tratto 3.
Tratto 2: Lago Lechien - Vallone di Nana - Alpe Metsan. E

Sentieri: 3F, 1.
Tempo di percorrenza: 70 - 100 minuti.
Difficoltà: qualche tratto piuttosto ripido e su pietraia. Attenzione alle gallerie.

13. Il sentiero 3F ricomincia a nord-nord-ovest del lago, indicato da un segnavia su una roccia.
14. Il primo tratto di sentiero scende con poca pendenza.
15. La ripidità aumenta poco dopo. Sullo sfondo è visibile la strada del Vallone di Nana.
16. Attraversamento di una pietraia: non scendere a destra.
17. Continua la discesa.
18. Confluenza del 3F sull'Alta Via n. 1. Sul lato opposto della pietra in verticale al centro sono dipinti i segnavia.
19. Due tornantini del sentiero 1.
20. Fine del sentiero sulla strada del Vallone di Nana. Si prosegue dritti.
21. Si lascia la strada sul sentiero in rosso.
22. Il sentiero procede in piano.
23. La prima galleria è leggermente in curva. Attenzione alla testa, non è alta in ogni punto come in questa foto.
24. Il tratto dove il pendio a destra è stato reso più robusto con un muro di pietre.
25. Il bivio dopo la prima galleria.
26. La seconda galleria. Essendo rettilinea se ne vede l'uscita. In compenso è più bassa della prima.
27. L'uscita della seconda galleria.
28. Arrivo all'Alpe Metsan.
Il sentiero di discesa verso il Vallone di Nana, numerato sempre 3F, inizia a nord-nord-ovest del lago, indicato da un segnavia dipinto su una roccia ad alcuni metri dalla sponda (foto 13); scende iniziamente dolcemente (foto 14), poi piega a sinistra e perde quota più velocemente (foto 15).
La traccia affronta alcuni tornantini, e raggiunge poi una pietraia (foto 16) tagliandola orizzontalmente (attenzione a non perdere quota in questo punto, per non perdere la prosecuzione del sentiero).
Dopo la pietraia si trovano alcuni saliscendi tra i cespugli (foto 17).
Continua poi la discesa su terreno più sassoso ma meno ripido (foto 17); con un tornante riattraversa la precedente pietraia, naturalmente più a valle.
Quasi in fondovalle, non lontano da una chiusa, si incontra il sentiero che fa parte dell'Alta Via n. 1 (foto 18); lo si segue verso destra lungo il torrente mentre descrive una coppia di tornantini (foto 19), incontrando poi, una volta sulla sponda del torrente, una palina indicante il sentiero 3F (mal posizionata, dovrebbe essere nel punto di incontro tra i due sentieri).
L'Alta Via prosegue nella discesa parallelamente al torrente mantenendosi nei pressi della riva destra, da cui si separa di alcuni metri fino a raggiungere la sottostante strada in corrispondenza di un alpeggio (foto 20). Si segue la strada a destra (trattandosi di innesto ad angolo ottuso, sostanzialmente si prosegue dritti) fino alla successiva curva a sinistra, all'esterno della quale è posto un altro alpeggio. Qui si incontra l'inizio di due sentieri (foto 21): il 5, che passa a fianco dell'alpeggio e diventerà quello che costeggia il Ru Cortot, e un altro, largo come una strada sterrata ma chiuso al traffico veicolare, sulla destra. Si imbocca quest'ultimo, che procede in piano (foto 22).
Lungo il percorso di questo sentiero si incontra, dopo poco più di 200 metri, la prima galleria (foto 23). Le condizioni di questa giustificano la chiusura al traffico anche ciclistico; il fondo è infatti sconnesso a causa di alcuni crolli dalla volta nel centro del tunnel. Dall'ingresso non si vede l'uscita a causa di una curva a sinistra a una decina di metri dall'imbocco; è consigliabile l'uso di una torcia elettrica per vedere bene dove mettere i piedi.
Dopo la prima galleria si attraversa una zona dove il versante della montagna è soggetto a frane e smottamenti; una parte di questo tratto è stato messo in sicurezza con un muro e una rete metallica (foto 24).
Si raggiunge così un bivio (foto 25): al centro della diramazione è presente una pietra con una freccia gialla dipinta indicante la strada di sinistra, che si ricongiunge al sentiero sottostante ma non porta all'Alpe Metsan, quindi si prosegue sul ramo di destra, continuando in orizzontale.
Più avanti si raggiunge una seconda galleria (foto 26 e 27); questa è in condizioni migliori, è rettilinea ma l'altezza della volta è inferiore alla prima.
Superata anche la seconda galleria si prosegue fino all'alpe Metsan (foto 28), dopo aver riincrociato il sentiero 3F utilizzato per salire.
Tratto 2: Alpe Metsan - Mandrou. E

Sentieri: 3.
Tempo di percorrenza: 15 - 20 minuti.
Difficoltà: nessuna.

29. Discesa dall'Alpe Metsan.
30. Attraversamento del Ru Cortot su un ponticello e del sentiero 5.
31. Prima di rientrare nel bosco, ultima parte tra i pascoli.
All'Alpe Metsan si individua il sentiero che inizia ad est dell'alpeggio e scende attraversando i pascoli sottostanti scorrendo tra due steccati in legno (foto 29).
Al termine degli steccati tra i pascoli il sentiero incontra e attraversa il Ru Cortot e il sentiero 5 che lo accompagna (foto 30).
Si incontra poi a sinistra, dopo un tratto tra prati e alberi radi (foto 31), il sentiero 3F che proviene dal Lechien: è quello utilizzato per salire al lago. Da qui la strada del ritorno coincide con la prima parte della salita.
Si riattraversa dunque il rivolo d'acqua, scendendo dritti sul sentiero sdoppiato, indifferentemente su un ramo o sull'altro, raggiungendo la strada di fronte al giardino della Ca' Zena; si svolta sulla strada a destra, cercando una trentina di metri dopo il sentiero che scende a sinistra verso il paese (in alternativa si può rimanere sulla strada, che torna comunque a Mandrou con un tornante, allungando leggermente il percorso).
Il sentiero ripassa nei pressi del pilone votivo della foto 3 rientrando in paese e concludendosi dietro alla chiesetta, il punto di partenza.
TRACCIATO GPS
Tracciato GPS
Il tracciato GPS dell'intero percorso: salita in blu, discesa in verde.

Cliccare sull'immagine sopra per scaricare il tracciato per GPS TrackMaker.

NOTA: il tracciato che fornisco è relativo ai MIEI movimenti nel giorno in cui ho percorso il sentiero, e può contenere imprecisioni dovute a miei spostamenti non inerenti il tragitto e ad errori dello strumento. Utilizzatelo come riferimento, eventualmente come traccia approssimata e per il calcolo delle distanze dai waypoint, e NON seguitelo se si dirige in posti assurdi.
Note meteorologiche: Nessuna particolare annotazione da fare. La zona è assolata per buona parte del giorno e non è particolarmente sensibile agli annuvolamenti, tranne il vallone di Nana che si copre facilmente.
Periodo consigliato:
È possibile effettuare questa passeggiata per buona parte dell'anno, indicativamente da maggio, ammesso che non ci sia più neve soprattutto nel tratto di discesa verso il Vallone di Nana, a ottobre e oltre, in anni buoni.
Attrezzatura:
Mettetevi degli scarponi con una buona tenuta. Portatevi qualcosa di nutriente per il pranzo se pensate di utilizzare una giornata intera, e non dimenticate qualche quadretto di cioccolato. Mettete nello zaino un K-Way o una mantella impermeabile, non si sa mai. Il tratto tra il Vallone di Nana e l'Alpe Metsan comprende due brevi gallerie; non sono completamente buie, ma per essere più sicuri è consigliata una torcia.
GirinoRanaIncontri:
Si incontra sicuramente poca gente nel cammino da Mandrou al lago ma più probabilmente parecchia dal Vallone di Nana all'Alpe Mezzan, che è uno dei punti più frequentati della valle. Nel lago potete vedere, a seconda della stagione, girini (a sinistra) e rane (a destra). In alcune zone ci potrebbero essere delle marmotte.
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Commenti già inseriti (2):
2. Wiking53 18/08/2015, 19.40.46
Utente registrato
Età: 65 anni

Valutazione:
Bell'ambiente, zona selvaggia.
1. Laura 24/07/2015, 12.49.45
Utente non registrato
Valutazione:
Passeggiata fatta con i bambini fino al lago Lechien- il laghetto non è niente di speciale, ma è una meta per una passeggiata. Ben segnalato e fattibile in 1h. 30 senza essere allenati. Si arriva fino a Ru Cortot vicinissimo all'alpe velocemente e poi il parte in salita fino al lago è quello che richiede un'oretta .
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