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ST.-JACQUES - BIVACCO CITTÀ DI MARIANO - GRAN LAGO DI TZÉRE
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Tratto 1: St.-Jacques - Fiery.

Sentiero: può essere segnato come 6, 6A, 6B, 6C, TMR.
Tempo di percorrenza: 15 - 20 minuti.
Difficoltà: nessuna.

1. Il sentiero lastricato a gradoni.
La partenza è a St.-Jacques, o meglio a Blanchard, laddove finisce la strada ed è possibile parcheggiare.
Partendo dalla piazza di St.-Jacques, seguite la strada oltre la chiesa. Più avanti si raggiunge un bivio con una cappelletta al centro, e si segue la strada a destra, che finisce poco dopo. Si attraversa un ponticello in località Blanchard, e si continua a seguire il sentiero lastricato, segnato come 7, 7A e sulla cartina anche come 8. Giunti ben presto a un altro bivio a T, si segue il sentiero lastricato a destra (foto 1) che, prima lastricato e poi in terra batuta, con moderata pendenza raggiunge molto velocemente la frazione di Fiery.
Immediatamente prima del paese si incontra un nuovo bivio a T attrezzato con abbondante segnaletica e un piccolo pannello azzurro con una Madonna stilizzata posta su un palo verde; per Fiery si svolta a sinistra. In questo punto si separano i sentieri che raggiungono le valli a est e a ovest della Rocca di Verra: il Vallone delle Cime Bianche a sinistra e la zona di Verra a destra.

VARIANTE
dal bivio sopra citato è possibile andare ad intercettare il percorso per il Bivacco Città di Mariano percorrendo il sentiero 8E come descritto nell'escursione 19b: in questo caso svoltare a destra anzichè a sinistra.

Tratto 2: Fiery - Bivacco Città di Mariano.

Sentiero: può essere segnato come TMR, 6, 6A, 6B, poi 6C.
Tempo di percorrenza: 100 - 150 minuti.
Difficoltà: il sentiero è sempre evidente, ma la pietraia richiede l'adeguata preparazione a passare di masso in masso seguendo gli ometti.

2. Fiery; sono evidenziati il bar, l'ex albergo e la posizione delle indicazioni da seguire.
3. Dietro Fiery. Per intenderci l'ombra netta è quella del bar alle 9 del mattino; si notino i cartelli in alto a destra e la lapide sulla roccia sotto l'albero a sinistra.
4. Bivio TMR con segnavia sul masso al centro.
5. Il pascolo con l'indicazione per il bivacco al centro. In basso a destra è visibile una freccia gialla dipinta su una roccia.
6. Altro bivio, evidenziato dal cartello in basso a destra. Il sentiero dritto procede per le Cime Bianche, ma per il bivacco svoltiamo a destra.
7. Il pendio erboso del Palon di Tzére va tagliato in diagonale.
8. Inizio del cammino su pietraia.
9. Arrivo al bivacco.
A Fiery inizia la vera salita verso il bivacco.
Si attraversa la frazione passando tra il bar e l'ex albergo Bella Vista, seguendo le indicazioni present sulla parete est dell'ex albergo Bella Vista, in direzione delle Cime Bianche (foto 2).
Dietro al paese si incontrano altri cartelli, e si segue sempre la direzione per le Cime Bianche (a sinistra, foto 3). Poco dopo si incontra un ponte sul ruscello e lo si attraversa, riportandosi sulla destra orografica.
Il piacevole sentiero procede con una certa pendenza nel boschetto, e non è impossibile in questa zona avvistare qualche marmotta.
Dopo questo tratto di salita si incontra un bivio, con un segnavia dipinto in giallo su un masso (foto 4) che indica il sentero TMR a destra. È possibile in realtà procedere in tutte e due le direzioni, ma personalmente sono sempre andato dritto.
Il sentiero procede poi fuori dal bosco, risalendo il versante est della valletta e raggiungendo poi un altopiano che funge da pascolo; non è impossibile trovare una mandria di mucche, ma generalmente queste sono piuttosto mansuete e si limitano a guardarvi passare.
Ciò che è invece impossibile è non vedere l'enorme indicazione "BIVACCO CITTÀ DI MARIANO" dipinta su un macigno (foto 5). Si continua dunque a seguire il sentiero, che oltretutto è indicato anche da una serie di frecce gialle sulle rocce, facendo attenzione a cosa si calpesta.
Dopo una breve salita si raggiunge un bivio con un cartello (foto 6); anzichè procedere dritti per le Cime Bianche svoltiamo a destra. Il sentiero, che è sempre ben evidente, scende leggermente, oltrepassa un rigagnolo e poi risale, raggiungendo un altro piccolo pianoro, riunendosi al sentiero 8E che sale da Fiery (descritto nella variante 19b; da questo punto è possibile scendere al Pian di Verra Inferiore o a Resy via Valletta di Tzère) e tagliando poi in diagonale il pendio del Palon di Tzére (foto 7).
Già da tempo il bivacco è visibile in alto sulle rocce di fronte a noi, solitamente ben visibile grazie alla sua colorazione gialla; avvicinandoci comincia ad assumere una forma ben definita.
Una volta oltrepassati il Palon di Tzére e le rovine di un alpeggio si inizia il tratto su pietraia.
Come tutte le pietraie, anche questa va attraversata con attenzione; il percorso è segnato con ometti abbastanza frequenti, e generalmene non si fatica a distinguerli dalle rocce circostanti.
In molti punti può essere necessario tenersi anche con le mani per superare gradini di media altezza (foto 8).
Intanto ci si avvicina all'ultimo tratto, che è sempre su pietraia ma più ripido. Le rocce sono mediamente piuttosto stabili, e non offrono particolari difficoltà, anche se un minimo di capacità di arrampicata è necessario. Il percorso è ancora segnato da ometti, e il sentiero si vede o per lo meno si intuisce.
Il bivacco è sopra di noi, e con qualche ultimo sforzo lo si raggiunge (foto 9). Siamo a quota 2830.
Tratto 3: Bivacco Città di Mariano - Gran Lago di Tzére.

Sentiero: sulle carte 6C, ma non è segnato.
Tempo di percorrenza: 30 - 60 minuti.
Difficoltà: pietraia con massi grandi e instabili, morena ripida instabile per natura. Sentiero da inventare.

10. Inizio del cammino su pietraia. L'importante è rimanere più possibile a destra delle rocce scure al centro della foto.
11. La conca del Gran Lago. Il cammino si avvia al termine...
12. ... ed ecco finalmente il lago.
L'ultimo tratto di cammino per il Gran Lago di Tzére è il più impegnativo, pericoloso e se vogliamo anche divertente.
Partendo dal bivacco si procede verso est sulla pietraia, avendo l'accortezza di mantenersi il più possibile a destra della formazione rocciosa più vicina (foto 10), e soprattutto di non salire troppo di quota per non costringerci a scendere più del necessario dopo.
Il sentiero praticamente non esiste; ci sono degli ometti che indicano delle direzioni ma a quanto ho visto io appartengono a diverse serie, e probabilmente si fa prima ad ignorarli, anche perchè la pietraia è tutta uguale e le difficoltà sono equivalenti.
Mentre il bivacco si allontana bisogna fare molta attenzione ai massi su cui si mettono i piedi; anche quelli grossi possono muoversi, e cadere può voler dire farsi davvero male.
Superata la cresta della pietraia si passa direttamente alla morena (se siete stati abbastanza in alto avrete incontrato un leggero avvallamento tra una e l'altra); il terreno passa da rossiccio a grigio. La morena è formata da sassi medio-piccoli e sabbia, e pertanto è necessario tener presente che è estremamente friabile.
Si procede sempre verso est, e una volta sulla cresta anche della morena si arriva finalmente in vista della conca che ospita il Gran Lago (foto 11).
Si scende dalla morena avendo cura di scegliere il punto meno pericoloso, e si torna sulla roccia stabile in fondo alla conca. Poco dopo si raggiunge finalmente il Gran Lago (foto 12), di un colore verde/blu intenso, come il più noto Lago Blu.

Tratto 3: Gran Lago di Tzére - St.-Jacques.

Sentiero: 6C, poi TMR, 6, 6A, 6B.
Tempo di percorrenza: 120 - 180 minuti.
Difficoltà: la morena e la pietraia vanno attraversate con cautela; il resto del cammino è semplice.

13. La partenza dal lago. Ci si tiene per quanto possibile sulla sinistra.
14. La discesa sulla pietraia richiede attenzione.
Il cammino da seguire per scendere è lo stesso seguito per salire.
Dal lago ci si incammina verso ovest (foto 13), dapprima nella conca rocciosa e poi sulla morena, avendo cura di tenersi abbastanza sulla sinistra.
Si risale sulla morena, e da questa si passa alla pietraia. Scendendo da quest'ultima ci si ritrova quasi in vista del bivacco.
Volendo dalla pietraia è possibile riunirsi direttamente al sentiero di discesa senza ripassare dal Mariano; c'è una serie di ometti che indica questo percorso.
Finchè non si raggiunge il prato nei pressi del Palon di Tzére è opportuno fare molta attenzione nello scendere sulla pietraia (foto 14), le cui rocce non sono sempre del tutto stabili e possono essere veramente scivolose soprattutto se bagnate.
Una volta sul sentiero su terra l'importante è non sbagliare strada; esistono in effetti altre vie per scendere (ad esempio è possibile passare dalla Valletta di Tzère).
Dal piano sotto il Palon di Tzére a Fiery è semplice camminata nel bosco, e da qui a St.-Jacques è sicuramente cammino veloce e ben noto.
TRACCIATO GPS
Tracciato GPS Il tracciato satellitare del percorso qui descritto (prima parte in fuxia fino a Fiery e poi verde) e della variante 19b della Valletta di Tzère.
Sulla carta sono presenti i principali elementi orografici, le isoipse a 40 m., i sentieri presenti nella zona con i relativi segnavia e i più importanti punti notevoli.
Si evidenziano i tornantini dopo il bivio del sentiero TMR e il deciso cambio di direzione dopo il secondo bivio.
Tra il bivacco e il lago la direzione da prendere è grossomodo verso est; questo tracciato in realtà sale un po' troppo a nord, per poi ridiscendere più del necessario.

NOTA: il tracciato che fornisco è relativo ai MIEI movimenti nel giorno in cui ho percorso il sentiero, e può contenere imprecisioni dovute a miei spostamenti non inerenti il tragitto e ad errori dello strumento. Utilizzatelo come riferimento, eventualmente come traccia approssimata e per il calcolo delle distanze dai waypoint, e NON seguitelo se si dirige in posti assurdi.

Cliccare sull'immagine a sinistra per scaricare i tracciati per GPS TrackMaker, Google Earth e una cartina a risoluzione superiore.

PROFILO ALTIMETRICO
Profilo altimetrico
Il tracciato altimetrico della salita al Gran Lago di Tzére da St.-Jacques.
È evidente come, dopo il bivacco, sia necessario salire e poi scendere per raggiungere il lago, che si trova in una conca quasi orizzontale.
Il pendio ripido prima del bivacco è quello sulla pietraia.
Note meteorologiche:
Nessuna indicazione particolare, se non quella di scegliere una giornata in cui poter godere del panorama dal bivacco, e non rischiare di prendere pioggia.
Periodo consigliato:
È consigliabile effettuare questa passeggiata quando la zona è per lo più libera da neve. Direi da giugno a settembre e oltre, se possibile. Con la necessaria esperienza è possibile raggiungere il bivacco anche con suolo innevato, tenendo presente il pericolo nascosto dagli spazi invisibili tra le rocce della pietraia.
Attrezzatura:
Scarpe da montagna con suola rigida e che tengano l'acqua; cibo necessario a rendere sopportabile qualche ora di cammino, resto dell'equipaggiamento standard.
Incontri:
Generalmente è facile trovare altre persone che salgono al bivacco, che è una meta piuttosto classica della valle. Non tutti però si spingono fino al lago; in ogni caso la parte di sentiero comune al percorso per le Cime Bianche è un itinerario piuttosto frequentato.
Incontrare qualche stambecco o camoscio è molto facile. Aggiungete un paio di marmotte e la gita è completa.
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Commenti già inseriti (2):
2. Daniel 09/08/2010, 11.35.34
Utente non registrato
Valutazione:
Bellissima escursione. Ho anche dormito (in splendida solitudine!) al bivacco. Se si sale al lago di Tzére bisogna fare grandissima attenzione perché la pietraia è molto insidiosa e gli "ometti" non sono sempre facili da seguire
1. Lau65 01/08/2008, 11.17.11
Utente registrato
Età: 53 anni

Valutazione:
Dopo due tentativi andati “buca” per maltempo, siamo riusciti a raggiungere questo splendido lago. Eravamo già stati in precedenza fino al bivacco, ma non eravamo arrivati al lago poichè privo di indicazioni, se non quelle degli ometti che avevamo perso. Lo consiglio a tutti, se non si è troppo stanchi, di proseguire perché merita di essere visto, e non è così distante dal bivacco (si raggiunge in meno di 1h) . L’unica difficoltà potrebbe essere la pietraia se la si affronta in una giornata nebbiosa o piovosa. E’ un luogo ameno e non è difficile vedere stambecchi o capre nelle vicinanze. Quando siamo saliti noi due settimane fa il lago era ancora mezzo ghiacciato. Ha un colore azzurro intenso. Ricorda un po’ il lago blu, ma è molto più grande e soprattutto molto meno frequentato! E’ una gita che consiglio a chi ama trovarsi immerso nella natura incontaminata!
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