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GRAINES - LAGHI E COLLE FRUDIÈRE
E
La salita ai Laghi Frudière è una camminata piuttosto tradizionale e frequentata della media valle. Il grande lago intermedio è ben conosciuto e solitamente parecchio frequentato; qui si fermano molti escursionisti (la sua quota, di circa 2000 metri, lo rende raggiungibile dalla primavera all'autunno inoltrato), ma è comunque possibile proseguire oltre.
La camminata qui descritta - che rappresenta la via più classica di accesso ai laghi - parte da Graines, piccolo centro abitato nei pressi di Brusson conosciuto soprattutto per il suo castello, e risale l'intero Vallone di Frudière fino ai laghi, proseguendo poi fino al Colle Frudière che, compreso tra il M. Nery a sud e il M. Taf a nord, è, uno dei valichi che mettono in comunicazione la Val d'Ayas con quella del Lys.
I Laghi Frudière sono un sistema composto da tre bacini posti a quote diverse: l'inferiore (foto a sinistra) è molto piccolo ma pittoresco e precede di poche decine di metri il maggiore, uno dei più grandi laghi naturali della Valle d'Aosta; infine il lago superiore, situato su un altopiano quasi alla sommità del valico (i laghi possono infatti essere raggiunti anche salendo da Gressoney St.-Jean come descritto nell'itinerario 58).
La camminata nel suo complesso non comprende particolari difficoltà, si sviluppa per circa 15 km ed è adatta a tutti i camminatori.
Salita: Graines - Lago Frudière intermedio. E

Sentiero: 9.
Tempo di percorrenza: 120 - 150 minuti.
Difficoltà: nessuna. Attenzione a dove mettete i piedi nei tratti su pietraia.

1. La prima parte del cammino è sulla strada che lascia Graines puntando verso il M. Bieteron.
2. Il primo ponte. Il sentiero lo attraversa, lasciando temporaneamente la strada.
3. Dopo il ponte si procede nel bosco su facile mulattiera.
4. Ormai fuori dal bosco, la mulattiera arriva a Charbonnière.
5. Superata Charbonnière si procede sulla strada tra il bosco e i pascoli.
6. Nei pressi di Collet si può accorciare leggermente il cammino deviando sulla mulattiera.
7. Attraversamento degli alpeggi di Restol, con la Punta Champlong a fare da sfondo.
8. La diramazione 9C per la Cleve di Moulaz va trascurata.
9. I resti della segheria. Nell'ellisse la posizione dei segnavia.
10. La strada attraversa il torrente su quest'ultimo ponte.
11. Lasciata la strada il sentiero raggiunge Champ Charlec.
12. In corrispondenza di questo alpeggio si incontra ancora - e tralascia - la strada.
13. L'Alpe Frudière.
14. Superamento della frana con un saliscendi.
15. Il sentiero prosegue nel bosco.
16. Partenza dei sentieri 9A/9B: rimanere lungo il torrente.
17. Ultimo ponte: qui il sentiero 9 attraversa il torrente, ma la via più diretta verso i laghi rimane sulla destra orografica.
18. Dopo il ponte il sentiero rimane lungo il torrente.
19. Ormai più in alto del torrente, il sentiero prosegue quasi pianeggiante. Sullo sfondo la Cleve di Moulaz e la Punta della Garda incorniciano lo Zerbion.
20. Ultimo tratto di sentiero prima del lago inferiore.
21. Aggiramento del lago inferiore.
Il cammino inizia a Graines, raggiungibile comodamente in auto svoltando a destra (salendo in direzione Ayas) dove segnalato sulla statale, poco a valle di Brusson. Prima di raggiungere il paese la strada lambisce il noto Castello di Graines, che può essere preso in considerazione come meta aggiuntiva della giornata.
Nei pressi di Graines è poi possibile parcheggiare e fare scorta di acqua ad una delle fontanelle presenti.
Il sentiero da seguire coincide per tutto il primo lungo tratto con la strada sterrata (aperta al traffico solo nel primissimo tratto dopo Graines) che fa da prolungamento a quella asfaltata che collega il paese col fondovalle (foto 1). La prima parte del cammino è dunque semplicissima, senza alcun dubbio su quale strada seguire, e porta ad inoltrarsi nella valletta lasciandosi alle spalle il Castello di Graines; si incontrano presto un segnavia 9 verde a sinistra e una palina con indicazioni a destra, mentre sullo sfondo campeggia la sagoma arrotondata del M. Bieteron (escursione 21); successivamente si trovano segnavia più numerosi che riportano le numerazioni 9, 9A, 9B e 9C, tutti riferiti alla strada che si sta percorrendo.
Nota: il percorso che porta ai Frudière è effettivamente identificato come 9, mentre le diramazioni 9A, 9B e 9C se ne staccheranno più avanti, rispettivamente in direzione di Estoul, del Colle della Garda e della Cleve di Moulaz).

Superato un bacino artificiale la strada supera un affluente del Torrent de Graines grazie ad un ponte di recente costruzione in corrispondenza del quale piega verso est puntando verso il Ciosè; poco dopo si incontra una fontanella sulla sinistra.
Poco più avanti si incontra un primo ponte, a quota 1508, che porta dal lato opposto del torrente e lo si attraversa (foto 2).

Il ponte permette di imboccare una facile mulattiera che conduce direttamente ai sovrastanti alpeggi di Charbonnière; in caso di neve potrebbe essere opportuno rimanere sulla strada che continua a costeggiare il torrente per poi attraversarlo più avanti nei pressi di Ponteille, e raggiunge ugualmente Charbonnière dopo un ampio tornante.

In corrispondenza del ponte inizia una mulattiera che si inoltra con moderata pendenza nel bosco (foto 3), uscendone poco più a monte nei pressi di Charbonnière (foto 4) dove ci si reimmette sulla strada seguendola verso destra; si incontrano ancora segnavia 9, 9A, 9B e 9C. Il cammino prosegue ora grossomodo in direzione sud-est.
La strada continua a salire dolcemente rimanendo per un tratto sul confine tra il bosco e i pascoli (foto 5). Nei pressi degli edifici di Collet si può nuovamente accorciare leggermente il cammino lasciando per un breve tratto la strada e salendo sulla mulattiera (foto 6) tagliando una curva (scelta facoltativa da valutare anche in funzione delle condizioni del sottobosco).
Riportatisi nuovamente sulla strada si incontrano gli alpeggi di Restol (foto 7) e dei piccoli saliscendi mentre ci si avvicina a una strettoia della valle, che qui è compresa tra la rocciosa parete sud-ovest della Punta della Garda e il ripido pendio nord della Cleve di Moulaz: si incontra infatti la diramazione 9C che conduce proprio alla Cleve di Moulaz, ma la si tralascia rimanendo sulla strada (foto 8).
Si evita poi una deviazione stradale sulla destra (conduce solo ai sovrastanti alpeggi posti sul versante nord-est della Cleve di Moulaz) giungendo così, dopo una piccola discesa, in un'area dove si incontra per prima cosa un carrello metallico lasciato su un breve tratto di binario (foto 9) - probabilmente a ricordo di una vecchia segheria - nei pressi del quale sono ancora presenti segnavia 9, 9A e 9B, e poche decine di metri dopo un nuovo ponte (foto 10).
Si tralascia la strada verso destra e di attraversa così il ponte che riporta sulla destra orografica del torrente; qui si abbandona definitivamente la strada e ci si incammina sul sentiero a sinistra che attraversa per prima cosa l'alpe Champ Charlec (foto 11) e si inoltra poi tra i pascoli. Sulla destra si può osservare il versante nord della Punta Champlong.
In breve si raggiunge un nuovo alpeggio servito anche da una strada (è quella che, lasciata poco prima, sale fin qui con un tornante) (foto 12) ma si continua a salire sul sentiero che sale a sinistra indicato anche da una palina con cartello giallo riportante i laghi Frudière a 1h20'); si supera l'Alpe Frudière (foto 13) - si incontrerà poi, nel tratto tra i laghi intermedio e superiore, un alpeggio con lo stesso nome - dopo la quale il sentiero piega a sinistra guadagnando qualche metro di quota per risalire una gobba formata dai detriti della frana che dal 2013 ha interrotto questo sentiero per diversi anni (foto 14). Scesi dal dosso si supera un ruscello con un piccolo ponte e si prosegue paralleli al torrente su un tratto di sentiero nel bosco (foto 15) che è facilmente bagnato; una piccola salita conduce al punto in cui si stacca, indicato da numerosi cartelli, il sentiero 9A/9B (qui coincidenti, si separano più a monte) che però si tralascia rimanendo per ora sul 9 (foto 16).
Un nuovo ultimo ponte poco più avanti riporta il sentiero 9 sulla sinistra orografica (foto 17). Il sentiero "ufficiale" per i Frudière, infatti, è stato per alcuni anni ritracciato sul versante opposto, con una salita nel bosco fino all'Alpe Châtelet e la successiva discesa diretta al lago intermedio; oggi il sentiero tradizionale, che prosegue invece dritto sempre sulla destra orografica ed è qui descritto essendo più breve e non presentando alcuna particolare difficoltà, è aperto. Ad inizio stagione è inoltre più probabilmente sgombro da neve.
Dopo un tratto lungo la riva del torrente (foto 18) si affrontano così due brevi tornantini piuttosto ripidi, seguiti da un tratto con minore pendenza (foto 19); il sentiero attraversa qui un terreno caratterizzato da erba e sassi, indicato anche da segnavia gialli (ma senza numerazione). Ancora alcuni tornantini, e successivamente alcuni saliscendi tra le rocce (foto 20) che conducono finalmente al piccolo e pittoresco lago inferiore (foto sotto).

Il Lago Frudiere Inferiore
Il lago inferiore visto dal sentiero che porta all'intermedio

Si aggira allora il laghetto sulla sinistra (a nord, foto 21) passando tra le rocce dove sono stati ricavati alcuni gradini (qui potrebbero trovarsi eventualmente residui di neve fino a fine primavera) giungendo così in breve al grande lago intermedio (foto sotto), uno dei maggiori bacini naturali della Valle d'Aosta, posto in una conca tra il M. Nery e il M. Taf.

Il Lago Frudiere intermedio
Il lago intermedio in primavera, con il M. Nery a fare da sfondo.
Cliccare sull'immagine per accedere alla pagina sui Laghi Frudière.
Salita: Lago Frudière intermedio - lago superiore e Colle Frudière. E

Sentiero: 9.
Tempo di percorrenza: 40 - 60 minuti.
Difficoltà: nessuna.

22. Il sentiero che costeggia il lago intermedio.
23. Uno dei guadi lungo la riva del lago.
24. Al termine dell'aggiramento il sentiero inizia a salire.
25. L'Alpe Frudière.
26. Ultimo tratto di salita prima del pianoro che ospita il lago superiore.
27. Arrivo al lago superiore (dal fondo della foto).
28. Proseguimento oltre il lago superiore in direzione del Colle Frudière.
29. Il grande ometto di pietre al Colle Frudière e il Nery sullo sfondo.
Al lago più grande ha termine la parte più frequentata del cammino, dal momento che gran parte degli escursionisti prendono in considerazione questo bacino come meta della giornata; ciononostante è possibile ed interessante proseguire oltre, per portarsi al lago superiore e da questo al vicino Colle Frudière, uno dei valichi che costituiscono le porte d'accesso della Valle di Gressoney.
Una volta raggiunto dunque il lago intermedio lo si aggira in senso antiorario sul ben visibile sentiero (ancora identificato come 9, foto 22) che ne percorre in piano tutta la riva ovest attraversando alcuni piccoli guadi (foto 23); giunto a sud del lago se ne stacca poi leggermente guadagnando qualche metro di quota (foto 24).
Si supera l'affluente del lago proveniente dai canaloni a nord-ovest del M. Nery (in questa zona sono probabili nevai residui fino a primavera inoltrata o inizio estate, dovuti all'accumulo di valanghe provenienti dai suddetti canaloni) e si guadagna successivamente ulteriore quota con alcuni tornanti nei pressi dei quali si trova la semidiroccata Alpe Frudière (m. 2139, foto 25); il sentiero sale ancora brevemente con pendenza piuttosto pronunciata (foto 26) fino a sbucare nella conca sovrastante che ospita il lago superiore, a quota 2230 (foto 27).
Continuando il cammino a sud del lago si raggiunge infine, con un ultimo tratto di salita (foto 28), il Colle Frudière (m. 2265), contrassegnato anche da un grande ometto di pietre (foto 29).
Dal Colle Frudière il sentiero scende nella zona di Gressoney St.-Jean (escursione 58); inoltre ha inizio il sentiero 1A che sale al Colletto Taf permettendo poi di scendere verso Weissmatten o cimentarsi nella salita al M. Taf (variante 18b) ed eventualmente nella divertente traversata - con ricorrenti passaggi su roccia - verso il M. Taille e il M. Rena (escursione 29b invertita). Al valico inizia inoltre la via nord (alpinistica) al M. Nery.
Discesa: Colle Frudière - Laghi Frudière - Graines. E

Sentiero: 9.
Tempo di percorrenza: 120 - 180 minuti.
Difficoltà: nessuna.

30. Discesa dal Colle al lago superiore.
31. L'Alpe Frudière durante la discesa dal lago superiore all'intermedio.
32. Il sentiero che costeggia il lago intermedio tra i cespugli.
33. Il primo ponte.
34. Il bivio 9A/9B: proseguire a sinistra lungo il torrente.
35. Ritorno nella zona degli alpeggi.
36. Restol, con il Bieteron sullo sfondo.
37. La mulattiera nel bosco dopo Charbonnière.
38. Rientro a Graines con vista sul castello.

Il sentiero per tornare a Graines è lo stesso seguito per salire.
Lasciato il Colle Frudière si scende verso il lago superiore (foto 30) di cui si costeggia - ma a qualche decina di metri di distanza - la sponda sud, riportandosi sul bordo dell'altopiano che occupa il bacino dove comincia la discesa che, con due tornanti, supera l'Alpe Frudière (foto 31) e torna al livello del lago intermedio nella zona dell'affluente principale.
Si costeggia così nuovamente la sponda ovest del lago (foto 32) fino a riprendere la discesa verso il lago inferiore, che viene ancora costeggiato a nord-est; qui il sentiero attraversa i prati tra le rocce riportandosi poi, con piccoli tornanti, lungo il torrente, sulla destra orografica.
Si evita il ponte (foto 33) incontrando così il sentiero correntemente identificato come 9, e poco dopo il bivio 9A/9B (foto 34), rimanendo però sul 9 lungo il torrente (a meno di non volersi portare al Colle della Garda, al Colle Ranzola o a Estoul).
Dopo un tratto nel bosco si risale la gobba formata dalla frana del 2013 scendendo poi nella zona degli alpeggi (foto 35); superata l'Alpe Frudière si incontra, all'alpeggio successivo, la strada sterrata ma si prosegue sul sentiero, superando Champ Charlec e scendendo verso il sottostante ponte; si attraversa così il torrente nei pressi della vecchia segheria e si riprende il cammino questa volta sulla strada principale verso destra.
Si evitano la deviazione stradale a sinistra verso gli alpeggi sul versante nord-est della Cleve di Moulaz e il sentiero 9C, sempre a sinistra, per la Cleve di Moulaz; si attraversa Restol (foto 36) incontrando subito dopo, a destra, la possibilità di lasciare per un breve tratto la strada accorciando lievemente il cammino grazie ad una mulattiera; ritrovata la strada nei pressi di Collet si raggiunge Charbonnière, dove - non visibilissima - si riprende a sinistra la mulattiera che accorcia il cammino (foto 37) e scende più direttamente verso il torrente, che viene attraversato su un ponte ritrovando così la strada, dove si riprende il cammino verso sinistra.
Da qui sempre sulla stessa strada, superando il bacino artificiale e senza ulteriori deviazioni - ma con un piacevole ultimo tratto con il castello come sfondo (foto 38) - si torna a Graines, punto di partenza di questa escursione.

TRACCIATO GPS
Tracciato GPS
Il tracciato satellitare del percorso.

Cliccare sull'immagine in alto per scaricare la cartina dettagliata in formato PDF, il tracciato per GPS TrackMaker, Google Earth e in formato .GPX.

NOTA: il tracciato che fornisco è relativo ai MIEI movimenti nel giorno in cui ho percorso il sentiero, e può contenere imprecisioni dovute a miei spostamenti non inerenti il tragitto e ad errori dello strumento. Utilizzatelo come riferimento, eventualmente come traccia approssimata e per il calcolo delle distanze dai waypoint, e NON seguitelo se si dirige in posti assurdi.

PROFILO ALTIMETRICO
Profilo altimetrico
Il tracciato altimetrico della salita ai Frudière, tratto dai dati registrati dal GPS.
È evidente che, dopo alcuni chilometri di marcia con moderata pendenza, si arrivi quasi ai laghi, dove si affronta l'ultimo tratto più ripido.
Note meteorologiche:
Come sempre è consigliata una bella giornata di sole. Il Colle Frudière fa da spartiacque tra la Val d'Ayas e la Valle del Lys; quest'ultima è spesso più soggetta ad annuvolamenti pertanto il valico potrebbe essere nelle nubi più facilmente della zona dei laghi.
Periodo consigliato:
È consigliabile effettuare questa passeggiata quando la zona è per lo più libera da neve, normalmente da maggio a ottobre e oltre, se l'autunno ritarda. Ad inizio stagione il tratto tra il lago intermedio e il superiore potrebbe essere ricoperto da resti di valanghe e richiedere l'uso delle ciaspole. Praticabile - per lo meno fino al lago intermedio - anche in inverno se il rischio valanghe è basso; in questo caso attenzione anche alle giornate corte e all'ombra del Nery (in pieno inverno ci sono ampie zone del Vallone di Frudière che non vedono mai il sole).
Attrezzatura:
A parte le solite scarpe da montagna (anche non estremamente tecniche in questo caso) che tengano l'acqua e il cibo necessario a rendere sopportabile qualche ora di facile cammino, nonchè l'equipaggiamento standard, non pare sia necessario altro.
Incontri:
I laghi Frudière rappresentano una meta piuttosto classica in valle e durante la bella stagione sono solitamente piuttosto frequentati.
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Commenti già inseriti (8):
8. Ste 14/07/2016, 23.49.57
Utente non registrato
Valutazione:
Sito davvero interessante UN PECCATO CHE CHIUDA!
Non dargliela vinta, fallo diventare social e virale, ha delle potenzialità importanti!
Se vuoi vieni in radio da noi a Milano, un piccolo supporto te lo possiamo dare .
contattami su Fb stefano supermalby malberti

Re.: Stiamo lavorando... affinchè non chiuda! [NdWM]
7. Paolo 13/08/2015, 17.58.05
Utente non registrato
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Passeggiata fatta agosto 2015 con bambini.

Non ci sono stati problemi a superare la frana anche se ufficialmente il sentiero è ancora chiuso.

Cmq seguite la traccia esistente e le piramidi di sassi e non potete sbagliare.

Passeggiata molto bella!
6. Vito 28/08/2014, 00.25.57
Utente non registrato
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Escursione fatta oggi con bimbi a seguito, non presenta particolari difficoltà, luoghi molto belli e suggestivi, abbiamo incontrato solo un altro gruppo di escursionisti.

Confermo l'itinerario da seguire arrivati alla frana è quello che passa leggermente sopra di essa, ci sono dei riferimenti e delle tracce di passaggi precedenti, dopo aver passato la frana il sentiero ripunta in basso, verso il letto del ruscello.
5. Pa 16/08/2014, 21.46.56
Utente non registrato
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fatta agosto 2014

attenzione al superamento della frana, qualche difficoltà ma comunque ne vale la pena
4. Veronica 14/08/2013, 19.25.30
Utente non registrato
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Ciao! ho fatto l'escursione il 10 agosto 2013 e vorrei darvi qualche consiglio per oltrepassare facilmente la frana: quando arrivate alla frana spostatevi verso l'alto (il sentiero è meno fangoso e si passa dall'altro lato abbastanza facilmente, inoltre ci sono già i segni di quelli che sono passati in questi mesi) dopo, per ritrovare il sentiero, dopo aver oltrepassato la frana, andate verso il basso, lungo il torrente, il sentiero lo costeggia per un lungo tratto, non potete sbagliarvi! :)
3. Laura 28/06/2013, 16.07.26
Utente non registrato
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Ciao! abbiamo provato a fare l'escursione il 22 giugno 2013, purtroppo però arrivati alla frana non siamo in alcun modo riusciti a oltrepassarla. Probabilmente durante l'inverno/primavera ci sono stati nuovi smottamenti. Ci sarebbe piaciuto molto arrivare ai laghi...
2. Francesco 20/10/2011, 22.14.54
Utente non registrato
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escursione fatta agosto 2011
1. Gaetano colarocco 19/07/2010, 10.30.45
Utente non registrato
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mi piace come è fatta la descrizione,semplice senza fronzoli e foto sul percorso.
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