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PETIT TOURNALIN - GRAND TOURNALIN via Colle Tournalin
EE+
La traversata dal Petit al Grand Tournalin, la cima più alta (m. 3379) a contornare la Val d'Ayas escluse le vette del gruppo del Rosa, può essere effettuata scendendo sul versante nord del Petit, costituito da un'instabile e ripida pietraia, per intercettare il sentiero proveniente da Cheneil, come descritto nella variante 35b.
La stessa traversata, però, può essere realizzata anche percorrendo la cresta rocciosa che unisce le due cime e il cui punto più basso costituisce il Colle Tournalin; il vantaggio sta in una perdita di quota considerevolmente ridotta (soli 50 metri circa), in uno sviluppo leggermente inferiore e nello scarso rischio di incontrare nevai residui, al prezzo però di un leggero aumento della difficoltà tecnica (il grado EE+ viene qui mantenuto per via del grado basso dei passaggi su roccia, tuttavia una certa familiarità con le tecniche base di arrampicata è consigliata).
Nella foto a sinistra è visibile lo sviluppo della cresta, visto da nord.
La cresta - che in realtà viene seguita ad alcuni metri di distanza dal filo per quasi tutta la sua lunghezza, generalmente sul lato ovest - comprende ricorrenti passaggi di I e uno di II scarso su placca, comunque con esposizione piuttosto limitata e alcuni tratti su terreno detritico. Raggiunta una spalla sulla cresta sud del Grand Tournalin, a quota 3150 circa e poco a valle del mauvais pas (il tratto attrezzato passaggio chiave della normale al Grand Tournalin) ci si riunisce al sentiero 30 da Cheneil per poi seguirlo fino alla vetta.
Lo sviluppo del percorso tra le due cime supera di poco il chilometro.
Questa è in realtà l'anticima "escursionistica" del Grand Tournalin (m. 3370), ovvero quella dove si ferma la quasi totalità dei salitori, mentre la vera sommità, più alta di soli 9 metri e posta leggermente più a nord, ha accessi solo alpinistici (la traversata dalla cima sud alla cima nord è descritta nell'itinerario alpinistico 12) con difficoltà a partire da PD.
Andata: Petit Tournalin m. 3207 - cima sud Grand Tournalin m. 3370.

Sentiero: non segnato, poi 30.
Tempo di percorrenza: 50 - 70 minuti.
Difficoltà: cresta rocciosa con passaggi di I e II-. Ripida salita su terreno friabile e rocce, alcuni punti esposti, un tratto con corda fissa.

1. Aggiramento a ovest della parete sommitale del Petit Tournalin.
2. Avvicinamento al primo gendarme di roccia rossa. Nelle ellissi si riconoscono alcuni ometti.
3. Nella parte centrale della cresta la roccia diventa rossastra.
4. Aggiramento del grande gendarme rosso a sinistra.
5. Superamento del gendarme e prosecuzione a sinistra della cresta.
6. Il gendarme successivo può essere scavalcato (traccia verde) o aggirato a sinistra (traccia azzurra).
7. Il passaggio chiave della cresta: discesa su una placca rocciosa (II-).
8. Superata la placca si risale passando tra i due piccoli gendarmi seguenti.
9. Ritorno su placche grigie. L'ometto nell'ellisse più in alto indica la fine della cresta.
10. Inizio della corda fissa.
11. La cresta attrezzata dall'alto.
12. Fine della corda fissa.
13. Salita verso la cima.
14. In vista della croce di vetta.
15. La cima sud del Grand Tournalin. In evidenza anche la cima nord con il suo ometto di pietre. Sullo sfondo il Polluce e i Lyskamm.
Lasciata la vetta del Petit Tournalin si perde qualche metro di quota aggirando a ovest la base della piccola parete rocciosa su cui è posta la croce.
Si procede per alcune decine di metri su terreno detritico grigiastro, cercando la via migliore tra rocce e sassi (foto 1) con l'aiuto degli ometti di pietre che, benchè non sempre visibilissimi, indicano la via corretta.
Ci si mantiene qualche metro a sinistra dello spartiacque puntando verso i gendarmi della parte centrale della cresta (foto 2); nella parte centrale della traversata, poco prima di questi gendarmi, le rocce da grigie diventano rossastre (foto 3).
Il primo grande gendarme viene aggirato a sinistra (foto 4) dove indicato dagli ometti.
Superato questo gendarme si prosegue senza toccare la cresta passando tra le rocce (foto 5) e avvicinandosi dunque a quello che si può considerare il passaggio chiave della traversata; questo è preceduto da un altro gendarme, più piccolo del precedente, che può essere facilmente scavalcato (I) o aggirato a sinistra su una cengetta (foto 6).
Ci si trova così al di sopra di una placca di circa 4 m. (foto 7); per scendere alla sua base è possibile disarrampicare sulla placca stessa, sfruttando le abbondandi fessure, o spostarsi leggermente a destra dove la roccia è più gradinata. In entrambi i casi non si supera il II grado.
Alla base della placca ci si trova in una selletta; si risale dunque passando tra i due piccoli gendarmi successivi (foto 8), aggirando poi ulteriori spuntoni e trovando la fine della zona con rocce rosse; si prosegue su placche generalmente poco inclinate e blocchi (foto 9) incontrando un grosso ometto di pietre che segna la fine della traversata in cresta.
Subito dopo l'ometto, infatti, si incontra la traccia del sentiero XX proveniente da Cheneil, considerato la via normale al Grand Tournalin.
Si ricomincia dunque a salire seguendo il sentiero, incontrando qualche roccetta per risalire le quali può essere opportuno aiutarsi con le mani e raggiungendo così in breve il passaggio conosciuto come mauvais pas (foto 10): una cengia attrezzata con un canapone culminante in un intaglio sullo spartiacque, originatosi dove la roccia da grigia torna ad essere rossastra.
Questo breve tratto, con alcuni punti in lieve esposizione, può essere percorso (foto 11) assicurandosi - o almeno tenendosi - alla corda fissa, oppure senza utilizzarla ma alzando leggermente il grado di difficoltà.
Raggiunto e superato l'intaglio (foto 12) si riprende il pendio; questo si presenta subito molto friabile e richiede particolare attenzione, per poi riprendere l'ormai consueta forma di percorso su roccette. I frequenti ometti di pietre indicano chiaramente dove passare (a monte del mauvais pas un punto può facilmente trarre in inganno e portare erroneamente sulla parete est).
Zigzagando sul pendio, che si mantiene sempre piuttosto ripido (foto 13), si giunge infine alla calotta sommitale (foto 14); qui la pendenza si riduce nettamente e si può puntare direttamente alla croce di vetta, già visibile.
A sinistra del sentiero si possono notare i resti del vecchio Bivacco Carrel.
La cima sud del Grand Tournalin è costituita da una cresta rocciosa a tratti anche abbastanza affilata; la croce si trova all'estremità sud. In un minuto di cammino ci si può portare all'estremità nord, fino al punto in cui la cresta sprofonda nell'intaglio che la divide dalla vera cima del Grand Tournalin (foto 15), raggiungibile da qui seguendo l'itinerario alpinistico 12 (III, PD).
Ritorno: cima sud Grand Tournalin m. 3370 - Petit Tournalin m. 3207.

Sentiero: 30, poi non segnato.
Tempo di percorrenza: 50 - 70 minuti.
Difficoltà: Ripida salita su terreno friabile e rocce, alcuni punti esposti, un tratto con corda fissa. Cresta rocciosa con passaggi di I e II-.

16. Discesa verso il Colle Tournalin.
17. Arrivo al tratto attrezzato preceduto da alcuni metri su terreno friabile.
18. Lungo la cresta con corda fissa.
19. L'intero percorso di ritorno in cresta. Sono evidenziati il primo grande ometto, la placca di II, l'ometto sul gendarme da scavalcare e la croce di vetta del Petit Tournalin.
20. Il cammino fino all'ometto di inizio cresta.
21. Il percorso in cresta dall'ometto iniziale all'inizio delle rocce rosse.
22. Un brevissimo tratto in cresta.
23. Alcuni gradini rocciosi poco a destra del filo di cresta.
24. Aggiramento a destra di un gendarme rossastro.
25. Salita su placca, II-.
26. Passaggio tra i gendarmi al di sopra della placca.
27. Aggiramento a destra dei grandi gendarmi.
28. Alla fine della cresta si prosegue la risalita verso il Petit Tournalin su terreno detritico.
Dall'estremità sud della cima del Grand Tournalin si inizia la discesa sul sentiero XX, incontrando tracce a terra alternate a rocce (foto 16); in generale quando il sentiero sembra perdersi è sufficiente guardarsi attorno alla ricerca dei frequenti ometti di pietre per ritrovare il percorso corretto.
Alcuni metri di discesa ripida su terreno particolarmente friabile (foto 17) precedono il "mauvais pas"; qui, eventualmente aiutandosi con la corda (foto 18), si percorre il breve tratto di crestina per ritrovare poi il sentiero e proseguire l'allontanamento dalla vetta fino a raggiungere approssimativamente i 3150 m. di quota - pochi metri più in alto quindi del Colle Tournalin.
L'intero sviluppo del percorso in cresta per tornare al Petit Tournalin è visibile in foto 19 ; nella stessa immagine sono evidenziati alcuni punti salienti della traversata.
Arrivati all'altezza dell'estremità nord della cresta Petit-Grand Tournalin si incontra, a sinistra del sentiero, un grosso ometto di pietre: qui si lascia la traccia (foto 20) che scende a Cheneil (a meno di non voler tornare in Valtournenche) e lo si raggiunge (foto 21), avviandosi poi verso la cresta che separa il Grand Tournalin dal Petit scendendo per prima cosa un piccolo gradino e salendo poi su una piccola cengia sul lato di Valtournenche fino a riportarsi per alcuni metri in cresta (foto 22), dove si incontra un altro ometto.
Si costeggia il filo di cresta pochi metri a destra risalendo alcuni gradini rocciosi (foto 23), raggiungendo così l'inizio delle rocce rosse; si aggira un piccolo gendarme a destra continuando poi la salita su detriti come sempre sul lato di Valtournenche (foto 24) fino ad incontrare il passaggio chiave della traversata, una placca di roccia inclinata di circa 45° (foto 25) e solcata da diverse fessure che agevolano la salita (II-); in alternativa è possibile spostarsi leggermente a sinistra e sfruttare alcuni gradini naturali.
Superata la placca si risale il primo gendarme sulla sinistra passando tra i successivi (foto 26) e proseguendo la traversata seguendo gli ometti che consentono di costeggiare i grandi gendarmi (foto 27) sul lato di Valtournenche.
Senza più risalire in cresta e rimanendo su terreno detritico (foto 28) la traccia si raccorda così con il pendio nord del Petit Tournalin; aggirando in senso antiorario la bastionata rocciosa che costituisce la cima ci si riunisce così al sentiero proveniente dal Colle di Nana, pochi metri a valle della croce di vetta.
TRACCIATO GPS
CartinaL'immagine a sinistra riporta la cartina della zona, inclusi l'alto Vallone di Nana, il Bec Trecare e i Tournalin.
Si nota come il percorso, lasciata e aggirata in senso orario la cima del Petit Tournalin, segua poi la cresta con percorso ad arco fino al Colle Tournalin, dove è posto un grosso ometto di pietre; da qui, incontrato il sentiero 30 proveniente da Cheneil, sale con percorso più visibile fino alla cima sud del Grand Tournalin.
Nella cartina (e nel tracciato GPS scaricabile) è evidenziata la posizione del passaggio su placca lungo la cresta e del mauvais pas durante la salita al Grand Tournalin.

Cliccare sull'immagine per scaricare il tracciato per GPS Trackmaker, per Google Earth, in formato GPX e una cartina vettoriale in formato PDF.

NOTA: il tracciato che fornisco è relativo ai MIEI movimenti nel giorno in cui ho percorso il sentiero, e può contenere imprecisioni dovute a miei spostamenti non inerenti il tragitto e ad errori dello strumento. Utilizzatelo come riferimento, eventualmente come traccia approssimata e per il calcolo delle distanze dai waypoint, e NON seguitelo se si dirige in posti assurdi.

PROFILO ALTIMETRICO
Profilo altimetrico
L'immagine qui sopra riporta il profilo altimetrico, ricavato dal tracciato di un GPS con altimetro barometrico digitale, del percorso dal Petit al Grand Tournalin via Colle Tournalin. Sono riportati tre punti intermedi: la placca di II-, l'ometto di fine cresta, l'inizio del mauvais pas.
All'inizio della traversata si lascia la vetta del Petit Tournalin perdendo gradualmente quota seppur con leggeri saliscendi; si supera la placca e si raggiunge l'ometto dove la cresta si conclude. Questo è il punto più basso, e costituisce il Colle Tournalin (m. 3145). Successivamente la salita riprende piuttosto ripida fino ad un centinaio di metri dalla vetta del Grand Tournalin, dove il sentiero si abbatte decisamente.
Il waypoint "Grand Tournalin" è in corrispondenza della croce di vetta.
Note meteorologiche:
Valgono le stesse considerazioni fatte per l'itinerario 35, a cui si aggiunge la cresta tra le due cime che è vivamente sconsigliata se bagnata, ghiacciata o innevata.
Periodo consigliato:
Si consiglia la salita a disgelo completato; tuttavia seguendo la cresta i nevai residui quasi sempre presenti a ovest del Colle Tournalin non vengono toccati.
Attrezzatura:
L'attrezzatura minima indispensabile consiste in un buon paio di scarponi con suola rigida o semirigida adatti all'uso su roccia. A portata di mano l'abbigliamento pesante.
Chi pensa di sentirsi più sicuro nel tratto attrezzato se legato dovrà avere almeno imbrago, un cordino e un moschettone.
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