


Tratto 1: Rifugio Grand Tournalin m. 2555 - Colle Croce m. 2803. Sentiero: 4. |
Raggiunto
il rifugio Grand Tournalin da St.-Jacques (itinerario 2), da Mandriou (via
Ru Cortot per poi riunirsi alla poderale del Vallone di Nana) o in fuoristrada,
ci si incammina sul sentiero 4 che parte a sinistra del rifugio (foto 1).
Sulla facciata del rifugio è presente un cartello in legno con indicazioni
per i laghi Croce e Verde, il m. Croce e il Roisettaz (tempo stimato 3h). Il facile sentiero (foto 2) inizialmente sale dolcemente per poi ridiscendere in direzione della conca che ospita i Laghi Croce. Anzichè raggiungere il fondo della conca, poco prima dei laghi si devia verso nord (foto 3), puntando direttamente al Colle Croce, la sella già ben visibile a sinistra dell'omonima cima. Si procede su tracce di sentiero mantenendo inizialmente la quota sul pendio a ovest dei laghi, e salendo poi il versante sud del Colle (foto 4), ripido ma con un punto più pianeggiante prima della sommità; questa si presenta composta da massi di dimensione media ed erba (foto 5). Dal Colle Croce è possibile raggiungere velocemente la sommità del M. Croce, la montagna immediatamente ad est, come descritto nella variante 40b. |
Tratto 2: Colle Croce m. 2803 - M. Roisettaz m. 3334.
Sentiero: 4. |
Si
lascia il Colle Croce scendendo sul versante nord per un breve tratto. Da
qui per un lungo tratto il percorso sarà pressochè integralmente
su pietraia, ed è opportuno fare l'abitudine a valutare attentamente
ogni singolo passo, perchè può capitare che anche i massi più
grandi si muovano pericolosamente. Dopo una prima parte su grandi massi (foto 6), si esegue un traverso mantenendo la quota sul fianco occidentale della conca del Lago Verde; qui il sentiero è in parte visibile a terra (foto 7), e comunque è segnalato abbastanza chiaramente con segni di vernice gialla sulle rocce. Superata la conca si affronta un tratto più ripido, prima su sassi ed erba (foto 8) e poi nuovamente su pietraia (foto 9), scollinando nuovamentein una conca interamente pietrosa che potrebbe - a seconda delle condizioni - ospitare un piccolo lago; le tracce a terra sono frammentarie, ed è necessario seguire i segnavia gialli (foto 10). Il terreno qui è apparentemente stabile ma molti massi, anche quelli più grandi, possono muoversi, pertanto è opportuno muoversi con molta attenzione. Si risale un nuovo poggio sulla pietraia (foto 11), il cui culmine è più terroso (foto 12); dalla sommità è già visibile l'ultimo tratto di cammino, con sullo fondo la vetta del Roisettaz (foto 13). Il terreno è ora meno infido, composto da terra e sassi; anche la traccia torna ad essere più visibile. Il sentiero alterna punti in piano e altri in salita con pendenza moderata. In questa zona, considerata la quota ormai superiore al 3000 metri, possono essere presenti dei nevai (foto 14), che - se necessario - vanno attraversati con un minimo di attenzione. Si supera poi, quasi alla fine della balconata, una zona caratterizzata da pietrame più scuro, dopo la quale il tracciato ricomincia a salire per poi piegare a sinistra in direzione ovest, puntando alla sella (foto 16) posta sulla cresta che unisce le due cime del Roisettaz. Dalla cresta è possibile affacciarsi sulla Valtournenche e osservare la cima più bassa del Roisettaz e il ghiacciaio che separa le due vette (foto sotto). ![]() Visuale verso ovest dalla cresta, con la cima sud del Roisettaz e il ghiacciaio. Si rimane sul fianco occidentale facendo attenzione al terreno friabile fino al suddetto intaglio; lo si attraversa per metà (pochi metri) e dal suo centro si risale in cresta (foto 18), giungendo così infine alla sommità del M. Roisettaz (foto 19). Il Roisettaz è la cima più alta della zona ad affacciarsi direttamente sul Cervino, sul Rosa e sulle più vicine Cime Bianche, pertanto il panorama che questa montagna sa regalare è indescrivibile. Purtroppo nel giorno in cui sono state scattate le foto di questa pagina le condizioni del cielo non permettevano di goderne (sommità in prossimità del top, ma ancora con copertura di almeno 5/8 in peggioramento - grandinata durante la discesa), ma farò il possibile per fornire in futuro nuove e più spettacolari immagini di questa cima. |
Tratto 3: M. Roisettaz m. 3334 - (Lago Verde) - Colle Croce m. 2803 - rifugio Grand Tournalin m. 2555. Sentiero: 4. |
La discesa avviene seguendo lo stesso percorso della salita. Si lascia la cima procedendo sulla cresta sud (foto 20) fino all'intaglio, che si supera scendendo al suo interno (foto 21) e guadagnando poi il versante ovest, camminando sulla friabile cengia fino a tornare alla sella dove si è precedentemente raggiunta la cresta (foto 22). Qui si scende verso est, sul lato ayassino (foto 23), allontanandosi dal filo di cresta, e poi con una curva a destra si inizia a procedere verso sud, riportandosi sul percorso (foto 24) che attraversa la lunga balconata. Sempre facendo grande attenzione all'instabilità delle pietraie, e ricordando che il falsopiano è delimitato ad est (ma lontano dal percorso) da un profondo precipizio, si superano i dossi pietrosi (foto 25) fino a giungere in vista del Lago Verde (foto 26). Questo bellissimo lago, caratterizzato da acqua verde contornata da rive ferruginose, può essere incluso nell'escursione lasciando il sentiero per il Colle Croce scendendo sui dossi erbosi e guadando un piccolo immissario (attenzione alle rocce bagnate, lisce e scivolose), oppure trascurato, nel qual caso è sufficiente mantenersi sul versante a destra del lago, sulla traccia di sentiero su pietraia che conduce direttamente al Colle Croce. Volendo scendere al lago, la sponda ovest è adattissima per fermarsi ed eventualmente mangiare, ma tutto intorno lo spazio non manca (sempre ricordando il precipizio che chiude a est la conca). Per risalire dal lago al Colle Croce si seguono alcune tracce di sentiero sul ripido pendio pietroso; in mancanza di tracce è comunque sufficiente salire in modo abbastanza diretto verso il colle. Una volta al Colle si procede scendendo in direzione dei Laghi Croce sul visibile sentiero; li si lasciano i laghi sulla sinistra senza raggiungerli, scollinando poi verso il rifugio Grand Tournalin. |

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| 1. Davide | 1/7/08, 15.25.05 | |
| Utente non registrato Valutazione: ![]() |
La votazione non raggiunge l'eccellenza solo per il meteo poco favorevole. Per il resto sarebbe una salita da 5 stars. Quello col cappellaccio nelle foto sono io. Bagnato anche il sentiero col sangue del mio dito dopo un ruzzolone su terreno infido: grande manovra di pronto soccorso da parte dei miei compagni d'avventura. Ottimo anche il raccolto sulla via del ritorno, ma di questo è meglio non parlare. Ah, dimenticavo: la vera vetta è quella che abbiamo raggiunto noi, non quella con la croce versante Valtournenche come molti credono. Quest'anno ci voglio tornare e voglio salire anche sull'anticima. Una dell gite escursionistiche più complete della Val d'Ayas. |