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RIFUGIO GRAND TOURNALIN - COL DI NANA - BEC TRECARE
E+EE
Questo itinerario non inizia da un centro abitato, ma là dove termina un altro cammino, ovvero al rifugio Grand Tournalin (vedi Escursione n. 2), a 2600 metri, nel Vallone di Nana. Per raggiungere questo rifugio è sufficiente seguire il tratto 1 dell'itinerario 2, oppure farsi portare in fuoristrada. Se scegliete questa possibilità, informatevi in una Azienda di Soggiorno su come fare a prenotare il mezzo (essendo un servizio commerciale non posso fornire qui dati precisi). Ovviamente non ci potete arrivare con la vostra macchina perchè il transito sulle strade di montagna è vietato.
Il primo tratto porta dal rifugio al Col di Nana; è una camminata poco impegnativa, e potrebbe essere classificata come turistica se non fosse per un paio di punti in cui è meglio avere un minimo di esperienza per superare piccoli ostacoli rocciosi.
Dal Col di Nana è possibile seguire diversi percorsi, verso il Colle Vascoccia, il Petit e il Grand Tournalin (escursioni 35 e 35b) e la Valtournenche, ma in questo caso ho scelto la salita al Bec Trecare. Si tratta di un sentiero non particolarmente lungo, ma con tratti ripidi, anche su pietraia e in cresta, vicino a un precipizio, e qualche passo finale su roccia (senza la necessità di attrezzatura alpinistica, comunque), per cui questa salita è per forza di cose per EE. Chi non se la sente può anche percorrerne una prima parte senza pericoli, prima della cresta finale; in questa parte io ho avuto la fortuna di poter osservare da media distanza un branco di una dozzina di stambecchi, per nulla spaventati dai nostri movimenti.
Per proseguire fino alla cima è necessario non soffrire assolutamente di vertigini e non aver paura del vuoto. La cima stessa è larga pochi metri, e tutto intorno c'è il nulla. Oltre il vuoto, uno splendido panorama su praticamente tutte le principali cime della Valle d'Aosta: il Rutor, il Gran Paradiso, lo Zerbion (escursione n. 4), tutta la Val d'Ayas, la Becca di Nana, quasi tutto il massiccio del Monte Rosa, il Grand e il Petit Tournalin, il Cervino, la Dent d'Herens, il lontano Monte Bianco. Però, appunto, fermatevi prima di rendervi conto che sotto di voi non c'è niente e averne paura. Un componente del mio gruppo, nel giorno in cui sono stato la prima volta sulla cima (19 agosto 2003), arrivato in cresta si è giustamente reso conto che avrebbe avuto paura e si è fermato, riuscendo poi, una volta migliorata la sua esperienza, a raggiungere la vetta senza alcun problema (il 25/6/2006); in quest'occasione abbiamo avuto modo di cronometrare il tempo necessario per percorrere l'intero percorso rifugio-cima e cima-rifugio senza zaini: 51' per la salita, 36' per la discesa, a cui fanno riferimento i tempi minimi sotto indicati.
Tratto 1: Rifugio Grand Tournalin - Col di Nana (m. 2773) E

Sentiero: 4A/1.
Tempo di percorrenza: 25 - 60 minuti.
Difficoltà: il sentiero in sè non ha nulla di pericoloso, e in parte taglia un pendio non eccessivamente ripido, però ci sono alcuni punti in cui bisogna superare dei piccoli salti di roccia, ora dotati di una comoda gradinata. È comunque sempre ben segnato, e anche abbastanza frequentato.

1. In questo punto il sentiero 4A si stacca dalla sterrata (a destra scendendo dal rifugio). Non è evidentissimo, ma poco più avanti lo si vede lungo il pendio.
2. Ci si avvicina al fondo del Vallone di Nana. Il sentiero è sempre ben tracciato.
3. Siamo quasi a un saltino di roccia, ma il sentiero è stato di recente modificato con la creazione di numerosi comodi gradini.
NOTA: questa foto è stata evidentemente scattata a distanza di tempo dalle altre.
4. Si procede con qualche scalino.
5. Ancora una piccola salita...
6. ... ed eccoci (in piano) in vista del Col di Nana.
7. Il panorama dal lato della Valtournenche non è particolarmente esaltante.
Qualche decina di metri prima del rifugio (a destra scendendo, a sinistra salendo) inizia il sentiero 4A. La prima parte taglia comodamente un pascolo e costeggia una pietraia, quindi nessuna difficoltà. Il sentiero è numerato come 4A e 1.
Man mano che ci si avvicina al fondo del vallone di Nana il prato si fa meno pianeggiante, ma il sentiero rimane tranquillo, anche se in determinati momenti ci si trova a passare nei pressi di uno strapiombo (vedi foto) e c'è qualche scalino intagiato nella roccia da fare per salire su una piccola cresta. Non c'è il rischio di perdersi, più che un sentiero è un'autostrada. Il fondo è generalmente in terra o ghiaia, ma non è mai abbastanza ripido o inclinato da diventare pericoloso, a patto di avere delle scarpe da montagna che si rispettino. L'ultimo tratto è praticamente in piano. Se volete o se non ve la sentite di proseguire potete fermarvi qui; purtroppo il panorama è piuttosto limitato.
Dal Col di Nana si staccano diversi sentieri, il 3 verso il Colle Vascoccia, il 3D verso il Petit Tournalin (escursione 35), il 3C verso il Bec Trecare e la traccia per la Falconetta (escursione 10b). È anche possibile scendere a Cheneil, in Valtournenche.
Tratto 2: Col di Nana - Bec Trecare (m. 3033) EE

Sentiero: 3C.
Tempo di percorrenza: 30 - 80 minuti.
Difficoltà: ripido su pietraia fine fino a quota 1900 circa. Poi brevissimo tratto quasi pianeggiante ma su strapiombo, ultima parte ripida e in cresta, ultimi metri su roccia. Non saliteci se avete paura. Anche se non ne avete, fate attenzione a cosa fate. Il fondo, roccia a parte, è quasi tutto terra o ghiaia, e potrebbe essere instabile nei punti più ripidi.

8. Il sentiero 3C per il Bec Trecare inizia qui, proprio sul colle. Nella foto la Valtournenche è a sinistra, la Val d'Ayas a destra. Guardando verso la Valtournenche bisogna prendere il sentiero più a destra.
9. Dopo il primo tratto quasi in piano, il sentiero si inerpica sulla pietraia per raggiungere la cresta.
10. Questo tratto è abbastanza ripido, ma tutto sommato abbastanza segnato. Se perdete la traccia del sentiero cercate i segni gialli. La cresta si avvicina.
11. Siamo finalmente in cresta (si arriva da destra nella foto).
12. L'ultimo tratto si fa ripido, e la parete sotto di noi a destra è sempre più verticale.
13. Siamo in cima, e guardiamo il sentiero che abbiamo appena seguito. Però il vero panorama è tutt'altro...
14. ... prima di tutto il Cervino. Se è la montagna più fotografata d'Europa ci sarà ben un motivo!

Clicca sulla foto sopra per scaricare la panoramica a 360° dalla cima del Bec Trecare (.ZIP, 176Kb, 4177x403)!
15. Quelli in cima, di fianco alla croce, siamo proprio noi... Giorgio a sinistra, io in mezzo e Barbara seduta.
16. Vista dal Bec di Nana (o Falconetta) un anno prima, ecco la cima del Bec Trecare, evidenziata dalla freccia.
Il sentiero è numerato 3C, e si imbocca al Col di Nana, andando a destra guardando verso la Valtournenche (vedi foto).
Dapprima attraversa un prato, poi sale ripido con veloci tornantini su una pietraia. È qui che ho avuto modo di osservare un branco di stambecchi, a sinistra del sentiero, a poche decine di metri, quindi non fate rumore inutile.
Il sentiero è comunque tracciato abbastanza bene; se lo perdete cercate i segni gialli sulle pietre. Al termine della salita avete già superato i 2900 metri di quota. Da qui è già possibile ammirare il Cervino, la Dent d'Herens e parte della Valtournenche, nonchè il lago (artificiale) di Cignana, ma il sentiero passa sulla cresta, e non posso non ripeterlo: se avete paura dei precipizi e/o soffrite di vertigini non andate oltre. Non è che il sentiero si faccia pericoloso, anzi, io lo trovo splendido. Ma avere paura una volta in cima vuol dire rimanere bloccati e non poter scendere.
Comunque, il sentiero prosegue compreso tra un pendio ripido a sinistra e un precipizio praticamente verticale a destra, mentre il panorama si fa più ampio ad ogni passo e la cima si fa più vicina. Diventa anche gradatamente più ripido; gli ultimissimi metri sono quasi verticali, ma capire dove mettere i piedi non è un grosso problema (l'Escursionista Esperto dovrebbe saperlo fare!). Può essere opportuno tenersi anche con le mani, ma alla fine ci siete arrivati.
A fianco a voi (a sud) la Becca di Nana o Falconetta, meta delle escursioni 10 e 10b, ma siete più in alto di 23 metri, e solo per 3 non raggiungete la quota del Mezzalama (escursione n. 13).
Tratto 3: Bec Trecare - Col di Nana EE

Sentiero: 3C.
Tempo di percorrenza: 20 - 70 minuti.
Difficoltà: dopo i pochi metri su roccia inizia il veloce tratto in cresta; il sentiero è poi in buona parte su pietraia con media pendenza, quindi è necessario porre un minimo di attenzione a dove e come si mettono i piedi.

17. Abbiamo lasciato la cima, e scendiamo lungo la cresta.
18. In fondo al tratto in cresta seguiremo naturalmente lo stesso sentiero della salita, e svolteremo quindi a destra...
19. ... scendendo sulla pietraia. Già vediamo il Col di Nana, ed è impossibile sbagliarsi.
Dopo esservi adeguatamente goduti il paesaggio è ora di scendere, anche perchè la cima è piuttosto piccola.
I primi metri di discesa richiedono un po' di spirito di osservazione per capire dove è più opportuno appoggiare i piedi. Poi la discesa è ripida, e ovviamente avete lo strapiombo a sinistra, ma in pochi minuti dovreste essere alla fine della cresta, a quota 1930 circa.
Da lì scendete semplicemente a destra sui vostri passi, sul sentiero a tornantini tracciato sulla pietraia. In fondo il Col di Nana è praticamente sempre visibile, ed è la meta finale di questo tratto.
NOTA: per prolungare l'itinerario da qui può essere interessante concatenare la salita alla Falconetta via cresta nord, come descritto nell'itinerario 10b, e scendere poi a Mandrou.
Tratto 4: Col di Nana - Rifugio Grand Tournalin E

Sentiero: 4A/1.
Tempo di percorrenza: 15 - 120 minuti.
Difficoltà: come in salita, dovrete superare gli stessi punti su roccia, ora resi più comodi dalla nuova scala. Comunque passo fermo e piede appoggiato con sicurezza e calma. Del resto sono solo pochi metri, e non particolarmente pericolosi (mi rimane difficile pensare che possiate cadere nella scarpata senza che vi ci buttiate apposta). Il resto  pura camminata, e non lunga, per giunta.

20. Dal colle si segue semplicemente il segnatissimo sentiero verso la Valle d'Ayas, che poi è lo stesso della salita.
21. Si superano senza troppi problemi i punti su roccia...
22. ... senza pensare troppo a quello che c'è fuori dal sentiero, ma pur sempre guardando dove e su cosa si mettono i piedi...
23. ... e dopo essersi riuniti alla sterrata si torna al rifugio.
A questo punto si tratta semplicemente di tornare al rifugio.
Il sentiero è lo stesso 4A o 1 seguito per la salita, e a questo punto lo conoscete. Il primo tratto è praticamente orizzontale, poi scende tagliando il pendio, supera le crestine rocciose di prima e declina gradualmente verso il rifugio.
Il sentiero si unisce alla sterrata prima del rifugio; se volete scendere direttamente a St.-Jacques girate a destra e seguite la strada.
TRACCIATO GPS
Tracciato GPS
Il tracciato satellitare del percorso. È evidenziato il tratto sulla cresta, che è poi l'ultimo, e corrisponde a 100 metri di dislivello.

NOTA: il tracciato che fornisco è relativo ai MIEI movimenti nel giorno in cui ho percorso il sentiero (19/8/2003), e può contenere imprecisioni dovute a miei spostamenti non inerenti il tragitto e ad errori dello strumento. Utilizzatelo come riferimento, eventualmente come traccia approssimata e per il calcolo delle distanze dai waypoint, e NON seguitelo se si dirige in posti assurdi.

Cliccare sull'immagine qui sopra per scaricare il tracciato per il programma GPS TrackMaker.

Note meteorologiche:
È consigliabile scegliere una giornata decisamente soleggiata, con aria stabile e buona visibilità. Il vallone di Nana ha la brutta tendenza ad annuvolarsi, quindi molta umidità e vento da sud possono dare dei problemi. Consultate le previsioni del tempo (anche da più fonti!) per avere la certezza - o quasi - che la giornata sarà buona; considerate anche che se intendete farvi portare in fuoristrada fino al rifugio per risparmiare un paio d'ore di cammino sarà necessario prenotare almeno il giorno prima.
Periodo consigliato:
Da giugno ad agosto. Anche una bella giornata di settembre può andare bene, ma le giornate si fanno più corte e la temperatura più bassa.
Attrezzatura:
La nota più importante riguarda senza dubbio gli scarponi. Salire su una cima oltre i 3000 metri richiede che la suola assicuri una tenuta perfetta. Dovete avere delle autentiche, sane, robuste scarpe da alta montagna. Per il resto il percorso non è particolarmente difficile.
Incontri:
Se il rifugio è aperto, sicuramente ci sarà gente lungo la sterrata. Il sentiero fino al Col di Nana è abbastanza frequentato, un po' meno il tratto dal colle al Bec Trecare.
Animali: oltre ai sovracitati stambecchi, evidentemente piuttosto comuni in zona, potreste vedere camosci e marmotte.
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