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CHALLAND ST.-ANSELME/TOLLEGNAZ - ALPE MERENDIOUX SUPERIORE

E
Questo itinerario si sviluppa nel territorio di Challand St.-Anselme, nel Vallone di Chasten, e conduce da Tollegnaz - abituale porta per l'ingresso nel vallone - all'alpeggio di Merendioux Superiore, restando sulla sinistra orografica (a differenza del precedente itinerario 36 che segue la strada sul versante opposto).
Merendioux Superiore, posta a quota 2180, è l'alpeggio più alto della zona ed è alla base delle imponenti pareti nord delle Becche di Vlou e Torchè. Si può considerare, oltre che punto panoramico a sé stante, anche come snodo di altri itinerari, come la salita al Colle Chasten e alla Becca Mortens da nord.
L'itinerario non presenta difficoltà tecniche ma richiede una certa esperienza nel seguire deboli tracce, segnavia sbiaditi e ometti di pietre. La zona è poco frequentata e sconosciuta al turismo di massa.
Salita: Tollegnaz m. 1041 - Alpe Merendioux Superiore m. 2180 E

Sentiero: 2A.
Tempo di percorrenza: 150' - 210'.
Difficoltà: alcuni tratti ripidi, sentiero a tratti poco visibile.

1. Inizio della mulattiera a Tollegnaz.
2. L'arrivo sulla strada del Vallone di Chasten.
3. Il bivio per Moulaz.
4. Diramazione a destra verso il torrente.
5. Attraversamento del ponte di pietra.
6. La Madonnina di Tollegnaz.
7. Al bivio per Leuria si prosegue dritti.
8. Un tratto di sentiero protetto da un parapetto.
9. A questa biforcazione si prosegue a destra in salita.
10. Il sentiero si fa meno evidente.
11. Confluenza sulla strada.
12. La piazzola al termine della strada.
13. Salita su sentiero gradinato.
14. Il secondo guado è attrezzato con un canapone.
15. Un tratto lastricato.
16. Il bivio per Brenga Soleil.
17. Arrivo all'Alpe Suoveni o Zuveny.
18. Salita su prato a monte di Suoveni.
19. Arrivo all'Alpe Ronc.
20. Inizio dell'altopiano sopra a Ronc.
21. Nuovamente su sentiero dopo una svolta a destra.
22. La piccola radura dopo il poco visibile bivio per Merendioux Inferiore.
23. Una seconda radura con indicazioni verso l'alto.
24. In uscita dal bosco.
25. In vista dei tetti di Merendioux Superiore.
26. Traverso tra gli arbusti.
27. Il guado che precede Merendioux Superiore.
28. Arrivo a Merendioux Superiore.

La partenza è a Tollegnaz, frazione di Challand St.-Anselme, raggiungibile da Verrès svoltando a destra uscendo da Tilly oppure scendendo da Brusson svoltando a sinistra di fronte al Camping La grolla. La frazione offre qualche parcheggio, uno dei quali proprio all'inizio del sentiero.
Si parte dunque a camminare percorrendo un breve tratto di mulattiera in salita (foto 1) che sbuca presto sulla strada (foto 2) del Vallone di Chasten; la si segue verso destra e si incontrano subito segnavia 2 e 2A. Poco dopo si nota la diramazione a sinistra per Moulaz (foto 3) (escursione 66), ma si prosegue sulla strada, che svolta a sinistra imboccando in vallone, incontrando un tratto lastricato.
Si raggiunge così un nuovo bivio (foto 4); la strada - che potrebbe essere chiusa da una sbarra - prosegue in salita, ma il sentiero 2/2A è indicato verso destra. Si lascia dunque la strada percorrendo un tratto in discesa verso il fondovalle, una gola percorsa dal Torrente di Chasten; questo viene attraversato grazie ad un antico ponte in pietra (foto 5), noto come "Pont-de-Péra".
Dopo il ponte si svolta a sinistra seguendo i segnavia 2 e 2A. Il sentiero sale ora nel fresco sottobosco lungo la sinistra orografica del torrente raggiungendo la "Madonnina di Tollegnaz" (foto 6), che viene lasciata a sinistra percorrendo poi tratti della mulattiera storica del Vallone di Chasten fino al bivio per l'Alpe Leuria (foto 7), che si supera proseguendo dritti, incontrando rampe gradinate e tratti protetti da un parapetto (foto 8).
A sinistra del sentiero il torrente forma delle belle pozze d'acqua cristallina; più avanti si incontra una biforcazione (foto 9), e si prosegue in salita verso destra. Si supera un casotto interrato ad uso idrico, dopo il quale la traccia si fa momentaneamente meno evidente (foto 10).
Il sentiero confluisce infine sulla strada sterrata (foto 11) in corrispondenza di un ometto (unico punto di riferimento visibile per ritrovare la traccia al ritorno), che va naturalmente seguita in salita. Si superano diversi tornanti lastricati e rampe in leggera pendenza fino a raggiungere la piazzola dove la strada termina (foto 12). Qui si scarta il ponte (che permette di tornare sulla destra orografica verso gli alpeggi di Grün, Seuc, Pra Baluard ecc.) e si prosegue a destra; indicazioni sul posto riportano Merendioux (e il non più esistente bivacco della Forestale) a 2h20' di cammino, e il Colle Chasten a 3h40'.
Si affronta subito una rampa gradinata (foto 13) e si torna poi su sentiero con qualche saliscendi e due guadi (che potrebbero anche essere asciutti o quasi a seconda delle precipitazioni), il secondo dei quali attrezzato con un canapone (foto 14), utile soprattutto in caso di ghiaccio. La salita prosegue con tornanti e tratti lastricati (foto 15) fino a raggiungere un nuovo bivio (foto 16): qui si prosegue dritti scartando la diramazione a destra per Brenga Soleil e seguendo invece l'indicazione per l'Alpe Zuveny o Suoveni, che in breve si raggiunge (foto 17).
Si passa a destra dell'edificio principale seguendo le frecce e risalendo il ripido prato a monte dell'alpeggio (foto 18) con traccia a terra debole o nulla per rientrare poi nel bosco. Il sentiero prosegue con tornanti fino a toccare l'Alpe Ronc (foto 19). Questa viene lasciata a destra, seguendo la freccia gialla dipinta e il segnavia 2A.
Il sentiero sale ancora ripido e con tornantini nel bosco fino a sbucare in un altopiano (foto 20) dove la traccia a terra si fa solitamente più incerta. È necessario individuare alcune frecce gialle dipinte sulle rocce (potrebbero essere nascoste dall'erba alta), che portano a risalire la radura tra la bassa vegetazione. Dopo una svolta a destra si ritrova il sentiero (foto 21), che lascia la radura e procede in salita nell'umido sottobosco. Si scarta la diramazione poco visibile per Merendioux Inferiore e si raggiunge una nuova radura (foto 22) dove si trovano indicazioni sotto forma di ometti di pietre che conducono ad una nuova radura (foto 23) dove si trovano frecce e segnavia che inducono a proseguire verso l'alto a destra. Da qui si ha già una buona vista sulle soprastanti cime e, alle spalle, sull'alto Vallone di Chasten e sul gruppo del Nery. Si esce poi dalla radura in alto a sinistra su debole traccia a terra uscendo successivamente dal bosco (foto 24) e continuando a trovare frecce e segnavia 2A. Si scorgono di fronte i tetti dell'Alpe Merendioux Superiore (foto 25).
Si effettua poi un traverso tra radi larici e arbusti (foto 26) e successivamente un facile guado (foto 27). Da qui la traccia a terra potrebbe diventare poco riconoscibile o frammentarsi; in ogni caso si risale la gobba erbosa di fronte raggiungendo così l'Alpe Merendioux Superiore (foto 28).

Merendioux Superiore è l'alpeggio più elevato del Vallone di Chasten; da qui partono ulteriori sentieri - tutti poco visibili e poco frequentati - per il Colle Chasten e per la Becca Mortens con possibile traversata alla Becca Torchè.
A nord e ad est si osserva tutta la testata del Vallone di Chasten, con le cime del Soleron e del Nery e il Colle Chasten, mentre a sud domina l'imponente parete nord della Becca torchè, affiancata dalla Becca di Vlou.

Discesa: Alpe Merendioux Superiore m. 2180 - Tollegnaz m. 1041 E

Sentiero: 2A/2.
Tempo di percorrenza: 140' -180'.
Difficoltà: alcuni tratti ripidi, sentiero a tratti poco visibile.

29. Partenza da Merendioux Superiore.
30. Discesa verso il guado.
31. Il guado.
32. Il traverso con debole traccia che riporta nel bosco.
33. Il muro a monte di Merendioux Inferiore.
34. Discesa a Suoveni.
35. Il bivio per Brenga Soleil.
36. Il guado attrezzato con un canapone.
37. La scalinata finale.
38. Arrivo al termine della strada.
39. La ripresa del sentiero a sinistra.
40. Attraversamento del ponte in pietra.
41. Riunione con la strada.
42. La mulattiera che riporta a Tollegnaz.

Il ritorno può avvenire lungo la stessa via di salita.
Di fronte all'alpeggio (foto 29), sul lato nord, si trova subito una freccia che indica la direzione di partenza.
Si inizia dunque la discesa verso ovest, perdento quota lungo il pendio sotto il rifugio, su traccia a terra mancante o poco evidente (foto 30), probabilmente più visibile spostandosi leggermente a sinistra, ma comunque puntando verso il rigagnolo sottostante, individuando facilmente il guado tra gli arbusti (foto 31).
Dopo un traverso in debole pendenza tra la bassa vegetazione (foto 32), sempre con traccia non visibile ma con qualche freccia gialla dipinta, si rientra nel bosco e si prosegue la perdita di quota ritrovando una traccia più certa.
Si supera così il muro a protezione di Merendioux Inferiore (foto 33), si oltrepassa Ronc e si sbuca nella radura a monte di Suoveni. Il prato che sovrasta l'alpeggio solitamente non presenta una traccia a terra visibile, tuttavia si sono alcuni segnavia generalmente visibili e in ogni caso l'alpeggio è ampiamente in vista (salvo nebbia fitta).
Si scende dunque all'Alpe Suoveni (foto 34) passando immediatamente alla sua sinistra; oltrepassato l'alpeggio si scende ancora brevemente su sentiero incontrando il bivio per l'Alpe Brenga Soleil (foto 35), scegliendo naturalmente la diramazione a destra che scende.
Si prosegue dunque la perdita di quota verso il sotostante torrente, con tratti ripidi e punti lastricati; si superano alcuni guadi - uno dei quali attrezzato con un canapone (foto 36) e, con una scalinata con gradini in legno (foto 37) si raggiunge il piazzale al termine della strada (foto 38), e la si segue inizialmente verso valle.
Dopo 3 coppie di tornanti (un gruppo di 4 + un gruppo di 2) si ritrova - ma ben poco evidente e segnalato solo da un piccolo ometto di pietre - il sentiero, che si stacca verso sinistra (foto 39). Naturalmente è possibile anche proseguire sulla strada ma il sentiero resta una via più diretta e leggermente più breve.
Seguendo quindi il sentiero si scartano tutte le diramazioni secondarie - inclusa quella del sentiero 10 per l'Alpe Leuria - e si giunge al ponte in pietra (foto 40), attraversandolo.
Subito dopo il ponte si risale leggermente fino a riunirsi alla strada (foto 41), ricominciando a seguirla verso sinistra, in discesa.
Si prosegue così sulla strada fino a giungere a monte di Tollegnaz; qui si incontra, sulla sinistra, indicata da un cartello in legno, la mulattiera (foto 42) che in breve riporta in paese, chiudendo così l'itinerario.

CARTINA
Cartina
La cartina dell'intero Vallone di Chasten con evidenziato il percorso da Tollegnaz a Merendioux Superiore.
Sono riportate le strade, gli edifici, i corsi d'acqua, i principali sentieri, i boschi, i prati, il reticolo e le isoipse a 20 m.

Cliccare sull'immagine per scaricare una dettagliata cartina vettoriale in formato PDF e il tracciato GPS per GPS Trackmaker, per Google Earth e in formato GPX.

PROFILO ALTIMETRICO
Profilo altimetrico
Il profilo altimetrico della salita da Tollegnaz all'Alpe Merendioux Superiore.
Ad una prima parte in moderata salita (mulattiera iniziale + strada) segue un tratto il lieve discesa che porta al ponte di pietra; attraversato il ponte si ricomincia a salire più decisi con un ulteriore leggero aumento di pendenza prima del bivio per Brenga Soleil. La pendenza si mantiene poi quasi costante fino all'arrivo, preceduto da qualche gobba una volta usciti dal bosco.
Note meteorologiche:
Le prime valli laterali della Val d'Ayas risentono del clima della vicina pianura, pertanto in presenza di vento da sud potrebbero essere le prime ad annuvolarsi. Da considerare, dopo le pioggie, l'esposizione dell'itinerario, che lo rende tendente ad essere umido.
Periodo consigliato:
L'itinerario è generalmente percorribile da giugno alle prime nevicate autunnali. Ad inizio stagione potrebbero essere ancora presenti nevai residui soprattutto nella parte alta.
Attrezzatura:
L'itinerario non richiede attrezzatura tecnica particolare. Sono sufficienti scarponcini con buona tenuta, abbigliamento da montagna medio-bassa adatto alla stagione e alle condizioni, acqua e cibo per la giornata.
Frequentazione:
L'itinerario si svolge in un'area sconosciuta al turismo di massa. Il Vallone di Chasten è noto per essere ancora relativamente selvaggio e sicuramente poco frequentato, per lo più da escursionisti in cerca di zone nuove e tranquille.
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