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COL DE JOUX - M. JETIRE
EE
Il M. Jetire appartiene senza dubbio alla lista delle cime secondarie, poco frequentate e altrettanto poco conosciute che circondano la Val d'Ayas.
Si tratta di una delle anticime sud dello Zerbion, insieme a M. Fromy, Cima Botta e Pic Belin, prima di quest'ultimo in ordine di quota della vetta.
Benchè la via di salita sia del tutto priva di indicazioni, esiste tuttavia una traccia di sentiero quasi sempre evidente da seguire. L'itinerario qui descritto ha inizio al Col de Joux, tra i comuni di Brusson e St.-Vincent, e si snoda sul versante ovest del M. Fromy e della Cima Botta per poi salire ad un colletto a sud del M. Jetire e salire da qui in vetta con un tratto piuttosto ripido. Sia lo sviluppo che il dislivello sono relativamente contenuti.
Una via alternativa - ma con alcune difficoltà alpinistiche, più pericolosa e pertanto qui non descritta - prevede la risalita di un canalino fino al Colle Majusel, subito a nord del M. Jetire, e raggiunge la vetta su roccia.
Il panorama dalla sommità abbraccia zone certamente non sconosciute ai frequentatori della Val d'Ayas (buona parte di media e alta valle, nonchè quasi tutta la Valle Centrale), ma permette di osservarle da una prospettiva insolita.
Lo sviluppo del percorso è di circa 2x4,3 Km e il dislivello si aggira sui 600 m.
Salita: Col de Joux m. 1639 - M. Jetire m. 2145 EE

Sentiero: 107, poi non numerato.
Tempo di percorrenza: 2h30' - 3h.
Difficoltà: assenza di indicazioni, alcuni tratti ripidi.

1. La partenza del sentiero al Col de Joux.
2. Arrivati al casotto si segue il ramo a sinistra (107).
3. La strada 107 procede in piano nel bosco.
4. Dopo il casotto nel riquadro la strada scende.
5. Al tornante si devia a destra.
6. A questo bivio si lascia definitivamente la strada 107.
7. Incontrato il primo bivio dopo aver lasciato la strada 107 si devia a destra.
8. Il successivo sentiero a destra viene scartato.
9. Qui si procede a sinistra.
10. Una piccola radura.
11. Al bivio indicato da un ometto si sale a destra.
12. Il sentiero sale nel bosco fitto, e si incontra qualche ometto.
13. un traverso con alcuni saliscendi.
14. Il successivo traverso è più decisamente in salita.
15. Esaurita la parte ripida di salita, una pendenza più dolce porta al colle a sud del Jetire.
16. Al di sopra della pietraia a nord del colle.
17. Uno zig zag al di sopra della pietraia.
18. Un salto molto ripido.
19. Il sentiero sul crestone.
20. Risalire la pietraia sul lato destro.
21. Piccoli ometti aiutano a risalire il pendio.
22. La ritrovata traccia a terra prosegue la salita a tornanti.
23. Ultima parte di salita, nei pressi della vetta.
24. La cima del M. Jetire.

La partenza dell'itinerario è al Col de Joux, nota località a cavallo tra i comuni di Brusson e St.-Vincent, raggiungibile in auto da entrambi i versanti.

Nota: Per raggiungere il Col de Joux a piedi da Brusson, seguire il tratto 1 dell'itinerario 47.

Proprio nei pressi del cartello in legno "Col de Joux", sul lato nord del colle, si trova infatti una serie di indicazioni sentieristiche (foto 1) (sentieri 107 e 1) e l'inizio di un sentiero lastricato. Lo stesso sentiero diventa presto sterrato e raggiunge un casotto (foto 2), biforcandosi; si scarta il sentiero 1 che prosegue a destra verso Barmasc (escursione 61) seguendo invece la strada numerata 107 a sinistra. Questa si allontana dal Col de Joux in direzione di Nuarsaz mantenendosi pressochè pianeggiante (foto 3). Si procede sempre sulla strada principale scartando eventuali diramazioni secondarie.
Dopo un casotto dell'acquedotto (a destra) la strada inizia una dolce discesa (foto 4) e diventa successivamente asfaltata; in corrispondenza di un tornante a sinistra si devia a destra su una nuova strada sterrata (foto 5). Questa ricomincia a salire dolcemente; si supera un altro casotto dell'acquedotto e si incontra un bivio (foto 6). Qui l'unica (e ultima) indicazione riporta semplicemente il segnavia 107 sulla strada che continua orizzontale; per il Jetire, invece, ce ne si separa imboccando la diramazione a destra.
Da qui in avanti si incontreranno diverse biforcazioni, nessuna delle quali dotata di indicazioni.
Alla prima (foto 7) si procede a destra. Poco dopo, a destra della strada si stacca un sentiero secondario (foto 8), non sempre ben visibile; in questo caso ci si mantiene sulla strada.
Alla biforcazione a Y successiva si segue il ramo di sinistra (foto 9). A destra ci si porta verso il M. Fromy da nord.
Si attraversa una piccola radura (foto 10) e si rientra poi subito nel bosco; da qui il sentiero si fa più stretto e a volte più incerto.
Al bivio successivo, segnalato da un ometto di pietre, si sale a destra (foto 11). Si procede quindi nel bosco con un tratto pianeggiante, incontrando bolli rossi sugli alberi e qualche ometto (foto 12). Si effettua poi un traverso con alcuni saliscendi (foto 13) descrivendo quindi alcuni ampi tornanti nel bosco; si consiglia di fare attenzione alle pigne a terra che potrebbero provocare spiacevoli cadute (potenzialmente pericolose considerando la pronunciata inclinazione del pendio).
Il traverso successivo prende quota più decisamente (foto 14) per poi sfociare in una piacevole area con salita più dolce, in cui la traccia conduce al colletto a sud del M. Jetire.
Subito sopra il colletto si identifica un'area detritica; questa tuttavia non viene attraversata ma aggirata, portandosi quindi verso est e poi, su traccia non sempre visibilissima e con qualche ometto, descrivendo un tornante a sinistra che porta a risalire il fianco della pietraia e guadagnandone la sommità (foto 16).
Seguendo gli ometti si descrive ancora uno zig zag (foto 17) che immette alla base di un salto abbastanza breve ma molto ripido da superare su terra, erba e qualche roccia (foto 18).
Si ricomincia poi a salire spostati leggermente sul lato est raggiungendo un crestone orizzontale su cui l'evidente traccia di sentiero procede tra conifere e arbusti di rododendro (foto 19).
Alla fine del crestone il sentiero riprende a salire, la traccia a terra è ancora ben visibile e si trovano poi anche degli ometti, che aiutano quando il sentiero successivamente scompare nuovamente.
Un'altra pietraia viene risalita lungo il bordo destro seguendo la sequenza di ometti (foto 20). Ancora una volta il sentiero si perde nell'erba ed è necessario cercare e seguire i piccoli ometti di pietra (foto 21) che permettono di descrivere un percorso a zig-zag tra alberi e prati fino a ritrovare definitivamente la traccia a terra (foto 22).
Questa prosegue con una serie di tornanti la risalita del ripido pendio (foto 23) ormai fuori dal bosco fino a raggiungere la vetta, che è formata da una selletta erbosa circondata da tre prominenze; quella più a ovest sembra essere la più alta, ed è pertanto la vera cima del M. Jetire (foto 24).


25. Panoramica aerea del M. Jetire da sud, con l'evidente sentiero a tornanti.
Discesa: M. Jetire m. 2145 - Col de Joux m. 1639 EE

Sentiero: non numerato, poi 107.
Tempo di percorrenza: 2h - 2h30'.
Difficoltà: assenza di indicazioni, alcuni tratti ripidi..

26. Inizio del sentiero dalla vetta.
27. Il sentiero scende a tornanti lungo il pendio sud-est.
28. Aggiramento a sinistra della pietraia.
29. Discesa più ripida tra gli alberi.
30. L'evidente sentiero sul crestone orizzontale.
31. Dopo il crestone la traccia riprende a scendere.
32. Un salto molto ripido di alcuni metri.
33. La pietraia viene aggirata prima a monte e poi a sinistra.
34. Il colletto tra il M. Jetire e la Cima Botta.
35. Dopo il colletto si inizia a scendere dolcemente.
36. Lungo traverso in discesa lato St.-Vincent.
37. Un tratto pianeggiante interrompe momentaneamente la discesa.
38. A questo bivio si procede dritti.
39. Attraversamento di una piccola radura.
40. Riunione con un sentiero proveniente da sinistra.
41. La diramazione a sinistra in blu va scartata.
42. Riunione con una strada proveniente da destra.
43. Incontro con la strada 107.
44. Immissione sulla strada asfaltata, che si segue verso sinistra.
45. Il casotto a monte del Col de Joux.
46. Ritorno al Col de Joux.

Il ritorno a valle avviene lungo la stessa via di salita.
A destra della cima sud (foto 26) parte un'evidente traccia di sentiero che inizia subito a scendere sul versante sud-est zigzagando su prato tra gli alberi (foto 27) con tornanti ripidi e piccoli ometti di pietre. Quando la traccia scompare nell'erba alta si continua la discesa seguendo la serie di ometti fino a raggiungere una pietraia.
Anzichè attraversare in verticale questa pietraia si scende lungo il suo bordo sinistro (foto 28) seguendo gli ometti.
Più in basso ricompare la traccia a terra, che scende poi più ripida tra gli alberi (foto 29) fino a raggiungere un crestone orizzontale (foto 30).
Dopo il crestone il sentiero riprende la sua discesa (foto 31) spostandosi leggermente sul lato est fino ad un salto molto ripido (foto 32) di diversi metri su terra ed erba.
Superato il salto si affronta uno zig-zag e ci si ritrova a monte di una nuova piccola pietraia. Anche questa viene aggirata a monte (foto 33) e poi a sinistra, trovando ancora ometti, in modo da perdere quota a est dell'area detritica. Con un tornante a destra ci si trova infine al colletto tra il M. Jetire e la Cima Botta (foto 34).
Si attraversa il colletto in direzione sud-ovest trovando una traccia che scende poi dolcemente (foto 35) disegnando un lungo traverso in discesa sul versante di St.-VIncent (foto 36). Attenzione alle pigne che rendono molto facile scivolare. Il traverso comprende anche alcuni ampi tornanti nel bosco, qualche saliscendi e un tratto pianeggiante (foto 37) dopo il quale la discesa continua, incontrando ancora qualche ometto e bolli rossi sugli alberi.
Si incontra poi una serie di biforcazioni che precedono la riunione con il sottostante sentiero 107.
Al primo bivio (foto 38), a quota 1750 circa, si procede dritti, evitando naturalmente il sentiero di destra, raggiungendo una piccola radura (foto 39) che viene attraversata.
Successivamente si incontra un sentiero proveniente da sinistra (foto 40), ma si continua ancora a scendere dritti; il sentiero diventa così una poderale, che viene seguita evitando un altro sentiero senza indicazioni che sale a sinistra (foto 41).
Poco dopo ci si riunisce con una strada proveniente da destra (foto 42), senza imboccarla.
Infine, si raggiunge la strada 107 (foto 43) e la si segue verso sinistra (a destra ci si porterebbe verso Nuarsaz).
Seguendo la strada questa confluisce su una strada asfaltata (foto 44) nei pressi di un tornante (siamo a monte di Fromy); anche qui si svolta a sinistra iniziando una breve salita (che presto torna ad essere sterrata) seguita da un lungo tratto pianeggiante.
Ormai appena a monte del Col de Joux si incontra un casotto dell'acquedotto (foto 45) e si passa alla sua destra incontrando un ultimo bivio: qui si scende a destra (foto 46) tornando così al Col de Joux, punto di partenza.

Nota: qualora si intendesse tornare a piedi a Brusson, sarà sufficiente seguire in senso opposto il tratto 1 dell'itinerario 47.
CARTINA
Cartina
La cartina del percorso dal Col de Joux al M. Jetire. Sono riportate le strade, gli edifici, i corsi d'acqua, i principali sentieri della zona, i prati, i confini comunali, il reticolo e le isoipse a 20 m. Potrebbero non essere riportate diramazioni secondarie dei sentieri.

Cliccare sull'immagine per scaricare una dettagliata cartina vettoriale in formato PDF e il tracciato GPS per GPS Trackmaker, per Google Earth e in formato GPX.

PROFILO ALTIMETRICO
Profilo altimetrico
Il profilo altimetrico della salita dal Col de Joux al M. Jetire.
È evidente un andamento fortemente irregolare dell'altimetria. Ad una breve salita alla partenza segue un tratto (strada poderale) quasi orizzontale, con leggera e impercettibile perdita di quota. Una piccola discesa porta nei pressi dell'abitato di Fromy; dopo aver toccato la quota minima si ricomincia a salire sempre su strada fino al punto identificato come "Bivio M. Jetire", dove viene abbandonato il sentiero 107. Da qui si riprende a salire, si supera la sequenza di bivi con pendenza generalmente costante ma in realtà continuamente variabile; una parte più ripida porta al colle a sud del M. Jetire. Da qui una serie di tornanti ripidi - con un brevissimo tratto orizzontale - porta in vetta al M. Jetire.
Note meteorologiche:
La zona è soggetta ad annuvolamenti soprattutto in presenza di vento da sud e umidità proveniente dalla pianura e dal Canavese. In questi casi è comune osservare nuvolaglia che entra in Val d'Ayas attraverso la zona tra il Col de Joux e il Pic Belin.
L'escursione è tuttavia relativamente breve, per cui non richiedendo una giornata intera può svolgersi anche con condizioni non perfette (sconsigliata comunque in presenza di pioggia o neve).
Periodo consigliato:
L'itinerario si svolge a quota medio-bassa, per cui le condizioni accettabili vanno dalla primavera all'autunno inoltrato, fino alle prime nevicate. Indicativamente da maggio a ottobre il percorso dovrebbe essere generalmente agibile.
Attrezzatura:
L'itinerario non richiede attrezzatura tecnica particolare. Sono sufficienti scarponcini con buona tenuta, abbigliamento da montagna medio-bassa adatto alla stagione, acqua e cibo per la giornata.
Frequentazione:
La parte di cammino sul sentiero 107 è molto frequentata. Quando questo viene abbandonato, tuttavia, è estremamente improbabile incontrare altri escursionisti.
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