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Alla prima scadenza del dominio ayastrekking.it dopo l'apertura dei cantieri, pertanto, questo non verrà più rinnovato. Contemporaneamente verranno messi offline tutti i servizi associati, il canale YouTube e il forum.

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PONT VALSAVARENCHE - ANELLO DEL GRAN COLLET
E
Il Gran Collet è un valico interno alla Valsavarenche; compreso tra la Cima dell'Arolley a nord e il M. Giansanaz a sud (per le quali funge da punto di partenza), mette in comunicazione il Vallone di Seyvaz e i Piani del Nivolet.
L'itinerario qui descritto è un anello descritto in senso orario in modo da svolgersi per lo più al sole; sale da Pont Valsavarenche (m. 1960) al Gran Collet via Alpe Seyvaz e scende attraversando i deliziosi Piani del Nivolet via Croce dell'Arolley.
Lo sviluppo dell'itinerario è di circa 11,3 Km percorribili in 4-5h, la difficoltà non supera il grado E e il dislivello si aggira sui 900 m., rendendo l'escursione adatta ad un ampio pubblico di camminatori. Unici punti degni di attenzione due brevi tratti attrezzati con gradini che tuttavia difficilmente possono rappresentare un problema.
Molto ampia la varietà di terreni incontrati, dal bosco alla pietraia di media quota, con conche verdeggianti attraversate da ruscelli, e i panorami, con il gruppo del Gran Paradiso che la fa da padrone durante la salita per poi scomparire una volta svalicato e lasciare il posto ai verdi Piani del Nivolet su cui domina la cresta Gran Vaudala - Taou Blanc - Cima di Entrelor.
Tratto 1: Pont Valsavarenche m. 1960 - Gran Collet m. 2832 via Alpe Seyvaz E

Sentiero: 2A.
Tempo di percorrenza: 2h20' - 3h'.
Difficoltà: alcuni punti ripidi e tratti attrezzati.

1. Partenza dei sentieri dal parcheggio di Pont.
2. Il primo tratto costeggia il campeggio.
3. Si segue la strada lungo la sinistra orografica del Torrente Savara.
4. Prima del ponte si svolta a destra.
5. Incrocio col sentiero 2, e prosecuzione sul 2A.
6. Il sentiero sale con tornantini e gradini.
7. Traverso verso sud. Sullo sfondo a sinistra la Becca di Monciair e i Denti del Breuil.
8. Il sentiero 2A passa a monte dell'Alpe Seyvaz (a sinistra).
9. Con alcuni tornanti ripidi si supera la barra rocciosa.
10. Attraversamento della prima conca sopra la zona rocciosa.
11. Uscita dalla seconda conchetta seguendo le indicazioni dipinte.
12. Una serie di gradini di pietra.
13. Un tratto attrezzato con gradini metallici e un corrimano.
14. L'ultimo pianoro, solcato da un rivolo d'acqua.
15. Salita su gradini metallici.
16. L'ultima conca e il sentiero che sale al Grand Collet.
17. Arrivo al Gran Collet.

L'anello ha inizio al parcheggio di Pont Valsavarenche, nei pressi del box informazioni lungo il bordo ovest del parcheggio stesso. Qui si trovano alcuni cartelli che indicano l'inizio dei sentieri 1 per il Rifugio Vittorio Emanuele, 2 e 2A (foto 1). Si inizia dunque a camminare su una traccia a sinistra del campeggio (foto 2), alla fine del quale converge su strada sterrata; si prosegue dunque a camminare su questa strada, che costeggia la riva del Torrente Savara (foto 3).
Poco prima di arrivare ad un ponte, che porterebbe sulla destra orografica e in direzione del Rifugio Vittorio Emanuele, si lascia la strada svoltando a destra (foto 4) e incontrando una palina che indica di proseguire a sinistra sul sentiero 2 per i Vallone del Grand Etret o a destra per tornare a Pont (foto 5). Ciò che interessa ai fini della salita al Grand Collet, però, è il segnavia 2A, che verrà seguito da questo punto.
Il sentiero inizia subito a salire piuttosto ripido con tornantini (foto 6) mentre sul versante opposto si apre un grandioso panorama su Gran Paradiso, Tresenta, Ciarforon, Becca di Monciair, Denti del Breuil, e verso nord anche sui più lontani Grivola e Grand Nomenon.
Arrivati alla base di una barra rocciosa si prosegue con un traverso in direzione sud (foto 7), a cui segue una nuova serie di tornantini e un secondo traverso. Lungo questo traverso si incontra l'Alpe Seyvaz (m. 2358), lasciandola a sinistra (foto 8).
Superato l'alpeggio si prosegue il traverso per poi affrontare una nuova serie di ripidi tornantini (foto 9) che permettono di superare la barra rocciosa finora aggirata; la traccia a terra si mantiene sempre chiara e indicata anche da frecce gialle.
Al di sopra della barra rocciosa si attraversa una piccola conca (foto 10) da cui si esce con una nuova serie di tornantini ripidi, al di sopra dei quali si incontra una seconda conchetta. Qui il terreno si fa più detritico e la traccia a terra meno visibile, pertanto è necessario aguzzare la vista e trovare i segni gialli dipinti sulle rocce (foto 11). Questa affronta anche una scalinata di pietra (foto 12) e, poco dopo, un tratto attrezzato con alcuni gradini metallici e un corrimano, che immette su un bel pianoro attraversato da un rivolo (foto 14). Il Grand Collet è già ben visibile di fronte.
Dopo questo pianoro la traccia, indicata anche da ometti, si sposta a sinistra per evitare il lato destro coperto di pietraia, descrive ancora qualche tornante e supera una serie di gradini metallici (foto 15) per poi scendere leggermente ad un'altra conchetta. Attraversata questa, si riprende a salire con tornanti su terra (foto 16) giungendo infine alla sommità del Grand Collet (foto 17).
Al di là del Gran Collet si stendono i verdi Piani del Nivolet, che dalla Valsavarenche salgono fino al Colle del Nivolet, al confine con il Piemonte.

Tratto 2: Gran Collet m. 2832 - Pont Valsavarenche m. 1960 via Piani del Nivolet E

Sentiero: 2A, poi 3.
Tempo di percorrenza: 2h' - 2h30'.
Difficoltà: alcuni tratti ripidi.

18. Discesa dal Gran Collet sul versante ovest.
19. Il sentiero scende dolcemente.
20. Tornanti che precedono l'Alpe Gran Collet.
21. Prima dell'Alpe Gran Collet si svolta a destra, verso l'alpeggio.
22. Passaggio di fronte all'Alpe Gran Collet e convergenza con il sentiero proveniente dal Colle del Nivolet.
23. Il sentiero 3 è una larga traccia, a tratti lastricata, che percorre i Piani del Nivolet.
24. Si incontrano grandi placche di roccia e alcune brevi salite.
25. Al bivio per Plan Borgno si prosegue dritti.
26. La Croce dell'Arolley.
27. Tornanti in parte lastricati.
28. La cascata della Dora del Nivolet.
29. Traverso nel bosco al di sotto della cascata.
30. Il bivio con il cartello del Parco.
31. Ritorno al parcheggio di Pont Valsavarenche.

Dal Gran Collet è naturalmente possibile tornare al punto di partenza ripercorrendo la stessa strada utilizzata per salire; la discesa sul versante opposto, tuttavia, rappresenta certamente una piavevole variante.
Si lascia il valico verso nord-ovest seguendo l'evidente sentiero che perde quota (foto 18) con tornanti su terra, pietraia e più in basso su prato; superata la prima parte più ripida si continua a scendere dolcemente per un tratto (foto 19) e poi più decisamente con tornanti (foto 20).
Giunti ormai quasi in fondo alla discesa si incontra una biforcazione (foto 21); qui si segue il ramo di destra, che porta verso l'Alpe Gran Collet (foto 22), che viene superata passando di fronte alle costruzioni.
Poco dopo si interseca il sentiero 3 proveniente dal Colle del Nivolet, e lo si segue verso destra (la palina sul posto indica Pont a 1h10' di cammino). Questa importante traccia è in parte lastricata e percorre i piani del Nivolet (foto 23), serie di pianori erbosi su cui serpeggia la Dora del Nivolet, in parte tra i prati e in parte formando rapide, gole, tranquille polle. Il sentiero è generalmente in discesa ma intervallato da passaggi su grandi rocce piatte e alcune lievi salite (foto 24).
Più in basso si incontra la diramazione per Pian Borgnoz, ma la si scarta rimanendo sul sentiero principale che procede dritto (foto 25); stessa cosa al bivio successivo, dopo il quale si raggiunge la Croce dell'Arolley (foto 26) a quota 2310. Questa viene lasciata a sinistra del sentiero svoltando a destra.
Qui si ricomincia a scendere più decisamente, su sentiero con ripidi tornanti in parte lastricati (foto 27). A sinistra della serpentina del sentiero la Dora del Nivolet precipita con una cascata (foto 28), i tornanti proseguono fino a raggiungere la quota della base della cascata, dove la sequenza si interrompe per evolvere in un traverso nel bosco (foto 29) interrotto da qualche altro tornante.
Si incontra infine un ultimo bivio, affiancato da un cartello del Parco (foto 30); si prosegue a destra raggiungendo velocemente il parcheggio di Pont Valsavarenche (foto 31), punto di partenza e arrivo.

CARTINA
Cartina
La cartina del percorso ad anello Pont Valsavarenche - Alpe Seyvaz - Gran Collet - Piani del Nivolet - Pont Valsavarenche.
Sono riportati i principali sentieri della zona, gli elementi idrografici, gli alpeggi, le strade, l'elettrodotto e le isoipse a 20 m.

Cliccare sull'immagine per scaricare una dettagliata cartina vettoriale in formato PDF e il tracciato GPS per GPS Trackmaker, per Google Earth e in formato GPX.

PROFILO ALTIMETRICO
Profilo altimetrico
Il profilo altimetrico del percorso ad anello parcheggio di Pont Valsavarenche - Gran Collet - Piani del Nivolet.
La partenza, lungo il fondovalle, è evidentemente quasi pianeggiante, con modestissimo guadagno di quota; una volta lasciata la strada si inizia a salire in modo piuttosto deciso fino al Gran Collet, con una sezione centrale meno ripida (traverso).
Superato il colle si scende fino all'altopiano sottostante dove la pendenza si azzera momentaneamente per poi crescere gradualmente e annullarsi nuovamente in corrispondenza dell'intersezione con il sentiero 3 proveniente dal Colle del Nivolet. Questo attraversa i Piani del Nivolet scendendo dolcemente (con lievissime salite appena percettibili nel grafico) fino alla Croce dell'Arolley; qui si riprende a scendere con tornanti e con un breve traverso appena accennato fino a tornare al punto di partenza.
Note meteorologiche:
La zona può essere soggetta ad annuvolamenti soprattutto in presenza di vento da sud e umidità proveniente dalla Valle dell'Orco; per godere al meglio del magnifico ambiente circostante è consigliata una giornata con cielo sereno e previsioni non incerte..
Periodo consigliato:
Il periodo ideale per affrontare questo itinerario va da luglio - o per lo meno a disgelo completato o quasi - alle prime nevicate. Qualche nevaio residuo in punti non critici, tuttavia, potrebbe non essere sufficiente ad impedire la salita.
Attrezzatura:
L'itinerario in condizioni estive non richiede attrezzatura tecnica particolare. Sono sufficienti scarponcini con buona tenuta, abbigliamento da media montagna adatto alla stagione, acqua e cibo per la giornata.
Frequentazione:
La zona è piuttosto frequentata, soprattutto sul versante dei Piani del Nivolet.
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