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ORBEILLAZ - FLAMBEAU E COL DE LA CROIX D'ARLAZ
E+EE
Il Flambeau d'Arlaz, nella foto a sinistra, è una curiosa e inconfondibile formazione rocciosa ben visibile da tutta la zona circostante, posta nei pressi della parete sud del M. Ros; la sommità è raggiungibile in arrampicata con passaggi di III+ e calata in doppia (non trattato).
Questa variante al tranquillissimo itinerario 54 (Orbeillaz - Col d'Arlaz via Ru d'Arlaz), benchè non lunghissima, è da considerarsi riservata a camminatori con una certa esperienza. Il motivo va ricercato nel fatto che il percorso, pur segnato su ogni cartina e indicato da una palina all'inizio, è pressochè abbandonato, ridotto a tracce che si snodano tra i rovi e con un tratto su pietraia instabile (la sezione gradata EE) dove va più che altro intuito. Superata questa parte, la discesa verso il Col de la Croix d'Arlaz, chiamato più semplicemente anche Col d'Arlaz, avviene sul chiaro sentiero 3 che si snoda nel sottobosco, fino a raggiungere il Ru d'Arlaz e portarsi poi velocemente al colle sulla strada che costeggia il canale.
Il ritorno avviene sulla strada stessa, che in 35-45 minuti riporta ad Orbeillaz.
Orbeillaz - Flambeau d'Arlaz - Col de la Croix d'Arlaz T

Sentiero: 31.
Tempo di percorrenza: 40 - 50 minuti.
Difficoltà: nessuna.

1. Inizio del sentiero ad Orbeillaz.
2. Il sentiero costeggia il Ru d'Arlaz.
3. Seguire la diramazione a destra - in rosso - per Émarèse / Sebèk.
4. Leggera salita, con muretto a secco a destra.
5. L'albero caduto sul sentiero.
6. Un bivio difficile da individuare: rimanere a destra.
7. Il ponte sulle condotte forzate.
8. Appare la sommità del Flambeau.
9. La piccola pietraia bianca.
10. Aggiramento del M. Ros alla base della parete sud-ovest.
11. Nella gola detritica, quasi al punto di riunione col sentiero 3.
12. Primo tratto del sentiero 3. Sullo sfondo ancora visibile il Flambeau d'Arlaz.
13. Il sentiero 3 nel bosco.
14. Unione con la strada del Ru d'Arlaz.
15. Arrivo al Col d'Arlaz.
Alla fine della strada di Orbeillaz, dove si incontra il segnale di divieto d'accesso ai mezzi non autorizzati, inizia il sentiero 31, indicato da una palina (foto 1).
Il sentiero prosegue pressochè in piano costeggiando il Ru d'Arlaz (foto 2); si incontra una diramazione a destra, con una palina indicante Sebèk / Émarèse a 1h45'; qui si lascia il sentiero principale (foto 3) imboccando questa ramo secondario che supera il Ru d'Arlaz con un ponticello.
Il sentiero entra in un bosco di castagni prendendo dolcemente quota, e costeggia tratti di muretto a secco sulla destra (foto 4).
Si incontra un bivio con un piccolo ometto di pietre a sinistra, scartando il ramo a destra (che sale alla strada più a monte). Il sentiero è a tratti stretto, con rami che ostacolano il cammino. Si evitano tutte le diramazioni secondarie a sinsitra.
Si arriva così ad un punto in cui un albero, caduto sul sentiero, sembra sbarrare la strada (foto 5); lo si aggira dal lato delle radici ritrovando la traccia subito dopo.
Un centinaio di metri dopo l'albero, in una piccola radura, si incontra un nuovo bivio, difficile da individuare nell'erba alta, privo di indicazioni e soprattutto in cui i due rami sembrano di pari "importanza" (foto 6): si rimane sul ramo di destra, evitando di scendere a sinistra, raggiungendo poco dopo, a quota 1180 circa, un ponte in cemento (foto 7) che permette di scavalcare le condotte forzate che portano acqua dal bacino di Plan d'Abellies alla centrale di Isollaz, le rotaie della funicolare e la scala di servizio.
Superato il ponte - unico segno evidente della presenza dell'intero sentiero - si continua su deboli tracce, in un'alternanza di radure e bosco con la costante presenza di rovi; si costeggiano ancora trati di muretti a secco.
Dopo una lieve discesa si è finalmente in vista della sommità del Flambeau d'Arlaz (foto 8), e il panorama si apre brevemente sull'omonimo colle.
Il sentiero sembra terminare su una piccola pietraia bianca (foto 9); la si segue - con attenzione perchè le rocce non sono stabili - nella sua discesa, ritrovando le tracce di sentiero alla base, sulla destra. Da qui inizia il tratto più difficoltoso.
Inizia così l'aggiramento, in senso orario, della strapiombante parete sud-ovest del M. Ros. Si scende seguendo la base della parete, poi si prosegue su pietraia smossa (attenzione particolarmente in caso di pioggia o comunque rocce bagnate) con tracce molto vaghe (foto 10), lasciandosi alle spalle il Flambeau d'Arlaz ed entrando in una stretta gola parzialmente boscosa ma con fondo detritico (foto 11), sul cui fianco opposto, pressochè alla stessa quota, è visibile - sempre su pietraia - una traccia orizzontale. Quando diventa possibile raggiungerla tagliando in piano si piega a sinistra per portarsi su questa traccia: è il sentiero 3 tra il Col d'Arlaz ed Erésaz.
Lo si raggiunge e segue sulla sinistra (foto 12), sempre su pietraia che termina però poco dopo, lasciando spazio ad un più comodo sentiero che si snoda nel sottobosco, scavalca una piccola gobba e poi scende (foto 13). Si incontrano segni di vernice gialla sbiaditi, e poi un segnavia 3 (visibile però a chi sale).
Il piacevole sentiero trova la sua fine sulla strada che costeggia il Ru d'Arlaz (foto 14): qui è possibile iniziare il ritorno ad Orbeillaz, svoltando a sinsitra, oppure completare il percorso fino al Col d'Arlaz, proseguendo a destra: in questo caso, gli ultimi 450 metri circa di strada in piano conducono al colle (foto 15).

Il ritorno avviene poi seguendo quello dell'itinerario 54, appunto lungo la strada che costeggia il Ru e la sua cascata.
CARTINA
Il tracciato GPS del percorso da Orbeillaz al Col d'Arlaz via Flambeau d'Arlaz. Sono segnati i bivi principali, l'albero della foto 5, il ponte sulle condotte forzate, ed è riportato come riferimento il sentiero 31 via Ru d'Arlaz che verrà utilizzato per il ritorno.

Cliccare sull'immagine per scaricare il tracciato per GPS Trackmaker, Google Earth e in formato .GPX.

Note meteorologiche:
Non è necessaria una giornata estremamente soleggiata; può essere sufficiente l'assenza di pioggia.
Periodo consigliato:
Primavera - estate - autunno. Alcuni nevai possono non impedire la camminata purchè non coprano le pietraie che in questo caso potrebbero diventare pericolose.
Attrezzatura:
Nessuna attrezzatura particolare è richiesta, se non un paio di scarponcini da montagna anche non estremamente tecnici, purchè offrano un'ottima tenuta sulle pietraie. Assolutamente da consigliare i pantaloni lunghi a causa dei rovi.
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Commenti già inseriti (2):
2. Davide 01/09/2016, 16.23.13
Utente non registrato
Valutazione:
Ho percorso questo tragitto a Settembre 2016. Il sentiero era ben riconoscibile, anche perché era stato battuto di recente per una gara podistica, o qualcosa del genere. Non sono riuscito a trovare il passaggio per arrivare sotto al flambeau e mi sono accontentato di ammirarlo da qualche metro. Veramente suggestivo il passaggio sotto la parete a picco del Monte Ros. Bisogna fare un po' attenzione sulla pietraia perché le rocce traballano, ma per il resto è un'escursione piacevole che mi ha colpito, dal momento che bazzico da anni questa zona e non conoscevo questo itinerario.
1. Nome (<20 car) 25/02/2014, 23.42.34
Utente non registrato
Valutazione:
Escursione eseguita nel mese di febbraio 2014 con presenza di neve sul sentiero (20/30 cm), ma affacsinante anche per questo; il sentiero non é molto bene segnalato e la diramazione per la roccia "strana" necessita di segnaletica verticale, ma con un pò di sano orientamento "naturale" non ci si può sbagliare; buona presenza di fauna selvatica, naturalisticamente parlando la località si presenta a mio avviso affascinante.Massimo
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