Rovena
è il valloncello che inizia nella parte inferiore della piana di Mezzan,
passa a lato di Palouettaz e forma il conoide di deiezione sul quale c'è
il cimitero di Champoluc.
Un mattino di giugno, festa del Corpus Domini, una ragazzina della famiglia Borbey pascolava le
pecore a Mezzan, rimpiangendo di non essere in chiesa per la festa. Le si
avvicinò una donnetta dall'aria mite che le propose di custodirle
il gregge mentre lei si recava alla messa ad Antagnod, a patto che le portasse
al ritorno un pezzo di pane benedetto e glielo passasse da bocca a bocca,
qualsiasi aspetto avesse preso, perchè era un'anima in pena che così
sarebbe stata liberata.
La fanciulla accettò ma al suo ritorno al posto della donnetta trovò
un orrido serpente che aspettava a bocca spalancata il pane benedetto.
Il coraggio le mancò e stava per fuggire quando il serpente le disse:
"Sono io che me ne vado, ingrata, ma dove passerò si formerà
un vallone franoso che continuerà ad accrescersi fino alla fine del
mondo e la famiglia Borbey si estinguerà".
NOTA: In effetti questa famiglia è scomparsa nella seconda metà dell'800.
Il motivo del pane benedetto da porre personalmente in bocca ad un serpente
compare anche in una leggenda riportata da Tersilla Gatto Chanu in "Leggende
e racconti della Valle d'Aosta", pagg. 247-248.
Una notte di Natale Rosa Vescoz per recarsi velocemente da Magneaz alla messa
di mezzanotte ad Antagnod prese una scorciatoia che passava vicino ad un
vecchio mulino abbandonato, del quale si raccontavano leggende di diavoli,
streghe e fantasmi. Infatti le si parò innanzi un grosso serpente
che le chiese di portargli al ritorno un pezzetto del pane benedetto distribuito
in chiesa e metterglielo in bocca, perchè era un'anima in pena. Promise
in cambio una ricompensa.
Così fece Rosa e dalla pelle del serpente un'anima, in aspetto di
bianca colomba, volò verso il cielo. Come ricompensa Rosa ebbe una
vita felice accanto a un buon marito e tanti figli.
NOTA: Il serpente è un antico simbolo di fecondità. Rosa ebbe
in premio tanti figli, la famiglia Borbey invece si estinse.