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SENTIERI
I sentieri rappresentano la stragrande maggioranza dei percorsi che ci si trova ad affrontare seguendo gli itinerari qui descritti. Formano una fitta rete che permette di arrivare praticamente ovunque; sono in effetti una categoria piuttosto eterogenea.
Il fondo è solitamente terra più o meno battuta o al limite ghiaia, e attraversano terreno erboso, bosco o sottobosco con una traccia quasi sempre evidente. Sono quasi tutti numerati e riportano queste indicazioni dipinte su rocce o su cartelli.
Possono affrontare pendenze da nulla a piuttosto pronunciata, direttamente o con tornantini, e richiedere talvolta il superamento di piccoli gradini naturali o artificiali. In alcuni rari casi può essere necessario tenersi con le mani. Possono attraversare elementari prati in piano come pure tagliare diagonalmente o costeggiare pendii anche ripidi, attraversare guadi, canaloni, portare a pietraie e passare a pochi centimetri da precipizi. Presentano generalmente un'inclinazione trasversale nulla o abbastanza ridotta, e l'aderenza che permettono di ottenere con scarponi adatti va da ottima a sufficiente.
La pericolosità di un sentiero ovviamente dipende dalle sue caratteristiche; ogni sentiero è sicuro se affrontato con l'adeguata preparazione e la dovuta attenzione.
In caso di pioggia il fondo può rimanere solo umido, formare pozzanghere o diventare un fiume di fango, a seconda del terreno, della posizione e ovviamente della precipitazione.
Vista la varietà di sentieri che si possono incontrare può essere il caso di mostrarne alcuni esempi.

Serpeggia tra i massi su un prato in piano il piacevole sentiero per i Frudière.

Sentiero facile ma con moderata pendenza e non sempre molto evidente: è quello tra l'alpe Vascoccia il l'omonimo Colle.

Laghi Pinter->Ostafa: sentiero facile ma meno elementare. Taglia orizzontalmente un pendio inclinato di 40°  e oltre ed è necessario superare alcune rocce affioranti.

Scende nel bosco di conifere verso l'Alpe Taconet il bellissimo sentiero 10. Sentieri come questo possono essere a volte scivolosi per la copertura di aghi di pino.

Molto ripido il primo tratto dopo il Pian di Verra Superiore per il Mezzalama. Raggiunge la cresta della morena salendo in parte senza tornanti.

Ripido e su terreno non sempre stabile l'ultimo tratto che sale da Barmasc al Col Portola, verso lo Zerbion. Comprende alcuni gradini intagliati nella roccia.

Ripido, non molto evidente, su ghiaia non stabilissima il sentiero tra il Col di Nana e la cresta del Bec Trecare.

Pendio mediamente ripido a sinistra, parete verticale a destra: è l'ultimo tratto del sentiero che porta alla cima del Bec Trecare.

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