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GUADI
Superare un torrente durante una camminata è una cosa pressochè inevitabile: la montagna è quasi sempre ricca d'acqua che scende a valle in rigagnoli più o meno grandi, e la necessità di dover andare "dall'altra parte" è normalissima.
I ponti sui sentieri sono una rarità (giustamente, anche se ultimamente ne sono stati costruiti diversi anche non necessari), e solitamente ci si trova a guadare il torrente, spesso su evidenti tracce, altre volte (se ci si trova su un sentiero poco battuto o su un terreno privo di alcuna traccia) bisogna trovare il punto adatto.
Nel primo caso in genere ci sono grossi sassi o rocce volutamente posizionate nel letto del torrente allo scopo di fornire sicuri appoggi per i piedi. Altre volte non c'è niente del genere, e ci sono alcune considerazioni importanti sulla ricerca del modo migliore per procedere.
Innanzitutto bisogna valutare la larghezza del torrente, poi la profondità, la velocità dell'acqua e soprattutto la natura del fondo. Quest'ultimo è spessissimo molto scivoloso.
Se il torrente è molto stretto può essere superato con un solo passo, e il problema non si pone, ma la maggior parte delle volte è necessario dividere l'attraversamento in più parti. Eventuali sassi affioranti dalla superficie possono essere un aiuto, ma non è detto che siano fissi.
Tante volte mettere i piedi nell'acqua, dopo aver considerato il problema della scivolosità del letto, si rivela la scelta più veloce, naturalmente se gli scarponi sono impermeabili (e devono esserlo). Nel caso si optasse per l'ipotesi estrema di togliersi le scarpe, vanno considerati anche fattori come la temperatura dell'acqua, che nei torrenti di montagna è sempre gelida, e la conformazione del letto, allo scopo di non ferirsi la pianta dei piedi, e va messo in conto il tempo necessario ad asciugarsi subito dopo (in sostanza: meglio di no).
Per l'attraversamento è necessario trovare il punto del torrente adatto. Per prima cosa vanno scartati quelli dove il corso è più impetuoso, a monte di cascate, in gole strette, dove ci sono rapide ecc.; ovviamente a parità di portata la velocità dell'acqua è maggiore dove il letto è più stretto, quindi in generale è meglio guadare dove il torrente è più largo, anche se ovviamente la cosa può richiedere più passi. Se non ci sono rocce emergenti e sicure si inizia a verificare la tenuta dello scarpone sul fondo; se è soddisfacente si procede passo dopo passo al superamento. In caso contrario si continua a esplorare il corso in cerca di un punto migliore.
Va comunque detto che almeno finchè si rimane su sentieri battuti i guadi sono generalmente adattati in modo da renderli superabili facilmente.

Un piccolo guado sul torrente Cuneaz lungo il sentiero tra il Crest e il lago Perrin.
In questo caso il letto del torrente è stato devastato dall'evento alluvionale del 22/7/2006.

Il sentiero 1 nel tratto Crest-Colle Pinter supera alcuni ruscelli come questo.

Un guado nella zona dei Laghi di Valnera.

Un guado sul Messouèré, lungo la strada tra Estoul e l'alpe Chiapa. In questo caso a fianco del guado è stato costruito un ponte.

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