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BARMASC - COLLE PORTOLA - M. ZERBION
E
Lo Zerbion è senza ombra di dubbio una delle mete più frequentate della Valle d'Ayas, e per giunta è raggiungibile anche dalla Valtournenche, quindi forse poco adatto a chi ricerca solitudine e silenzio in montagna, per lo meno durante la stagione estiva. Il perchè della quantità di persone che si cimentano nell'ascesa allo Zerbion va ovviamente cercato nel favoloso panorama di cui si può godere dalla cima, oltre che nella semplicità di questa salita. Naturalmente può succedere di trovarsi in mezzo alle nuvole, ma con buone condizioni meteorologiche è possibile vedere gran parte delle cime della Valle d'Aosta, oltre ovviamente alla Val d'Ayas, alla Valtournenche e alla valle centrale fino ad Aosta. La camminata ha inizio a Barmasc, comodamente raggiungibile in auto da Antagnod, svoltando all'inizio del paese dove indicato dai cartelli, a destra provenendo da Champoluc. Per avere un'idea, guardate anche il cammino dall'esterno, e precisamente dal Colle Bettaforca, dall'altra parte della Val d'Ayas.
La salita è stata testata anche in condizioni invernali, con notevole innevamento almeno sul versante ayassino, rivelandosi fattibile con attrezzatura e preparazione alpinistica. In questo caso è assolutamente indispensabile fare grande attenzione al rischio valanghe provocate dalle cornici sulle creste intorno al Colle Portola, nonchè alle cornici stesse lungo la cresta nord e a probabili tratti ghiacciati intorno alle anticime (per i dettagli si rimanda al racconto "Il mito dello Zerbion" nella sezione "Piccole storie quotidiane").
Tratto 1: Parcheggio di Barmasc m. 1828 - Col Portola m. 2410. E

Tempo di percorrenza: 60 - 100 minuti.
Difficoltà: nessuna vera difficoltà, sempre a patto che prestiate un minimo di attenzione a ciò che si trova sotto i vostri piedi. Durante l'estate del 2000 il sentiero è stato ritracciato, allargato, in poche parole distrutto e reso più pericoloso. Ho dedicato una pagina a questo scempio, e vi consiglio di leggerla.

1. Si attraversa il Pian delle Signore e si prosegue lungo il sentiero in fondo.
2. La Val d'Ayas vista attraverso il Colle Portola.
Il tratto andrebbe ulteriormente diviso in tre sottotratti:
- fino al Pian delle Signore (Cianciavellà), su strada sterrata numerata 2 o 105, frequentatissima, nel bosco. Difficoltà T.
All'inizio della strada, nei pressi della fontana, è presente una palina con alcune indicazioni sui consueti cartelli gialli: due di questi indicano lo Zerbion, ma con iscrizioni discordanti su numero del sentiero (2 e 105, che coincidono per un lungo tratto), quota della cima e tempi di percorrenza. La strada da seguire è comunque l'unica che parte da quel punto.
La salita è costante ma assolutamente elementare. Il Pian delle Signore è attraversato dal Ru Cortot, antico canale di irrigazione in parte ancora in funzione, e nelle giornate di sole estive è frequentatissimo.
- dal Pian delle Signore al Pian Portola (m. 2145), sentiero n. 2 (o 105). Il sentiero è molto evidente, largo e frequentato; sale nel bosco con moderata pendenza sbucando sul fianco destro del Pian Portola. Difficoltà E.
Al Pian Portola per gli archeologi e gli studiosi di viabilità antica è possibile ammirare un masso coppellato di un paio di metri, con superficie orizzontale, risalente ad un periodo ancora imprecisato (dal 3000 a.C. al secolo scorso) e probabilmente utilizzato come mappa terrestre o celeste, o luogo di offerte. Personalmente propenderei per la prima ipotesi, essendo tre coppelle perfettamente allineate col Col Portola e altre con il Colle Vascoccia e il Pillonet.
- dal Pian Portola al Col Portola, stesso sentiero. Recentemente questo sentiero è stato reso più semplice, fin troppo, intagliando diversi scalini nella roccia della parte alta, sotto al colle. Ci si può trovare in prossimità di punti lievemente esposti, ma non ci sono veri pericoli. Difficoltà E.
Il colle è sulla cresta tra la Val d'Ayas e la Valtournenche; è possibile scendere verso Chamois e La Magdeleine, o proseguire sul sentiero per il Tantanè (escursione 23) .
Tratto 2: Col Portola m. 2410 - M. Zerbion m. 2722. E

Sentiero: 2 / 105.
Tempo di percorrenza: 40 - 60 minuti.
Difficoltà: nessuna.

Per questo tratto il sentiero si sposta dall'altro lato dello spartiacque, verso la Valtournenche. In assenza di neve non presenta punti critici; avrete modo di osservare, quasi in cima, come una piccola grotta naturale, caratterizzata da curiose formazioni date dall'erosione del vento, simile a un canyon in miniatura, sia addobbata con alcune Madonne ivi cementate da qualcuno, e come lo stesso sentiero sia disseminato di lapidi rappresentanti altre scene di carattere religioso.
In cima allo Zerbion sarete accolti da una grande statua di una Madonna (tanto per cambiare), visibile d'altronde da mezza Val d'Ayas, il cui piedistallo quantomeno è un valido riparo contro il vento. Ai vostri piedi l'intera Valle d'Aosta. Non siete poi così in alto, ma la vista certo ripaga della fatica (relativamente poca).
Discesa: M. Zerbion - Colle Portola - Barmasc. E

M. Zerbion - Col Portola:
Tempo di percorrenza: 40 - 50 minuti; 
Col Portola - Barmasc:
Tempo di percorrenza: 50 - 60 minuti.

Il tragitto è lo stesso seguito per la salita. 
Dalla cima dello Zerbion si riprende il cammino in direzione nord superando le anticime; giunti al Colle Portola si scende sul versante est prestando attenzione a non scivolare sulle rocce (in particolar modo se bagnate; in caso di ghiaccio sono addirittura consigliati i ramponi).
Si ridiscende poi lungo il traverso che porta al Pian Portola, e si rientra nel bosco uscendone al Pian delle Signore. Da qui il ritorno al parcheggio di Barmasc è questione di pochissimi minuti.
TUTTO IN UN'IMMAGINE...

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Il cammino verso la cima dello Zerbion visto dal Colle Bettaforca. La partenza è a Barmasc, evidenziata in blu; si procede verso il Pian Portola, segnato in azzurro e da lì al Colle Portola, la tacca appena sopra il pallino giallo. Dal colle il sentiero passa alternativamente in costa e sull'altro versante, più dolce, per giungere finalmente in cima (segno rosso).
Sotto a Barmasc si vede chiaramente Antagnod, col suo campanile, e alla sua sinistra Lignod.
TRACCIATO GPS
Tracciato GPS
L'immagine sopra riporta, completo di reticolo, il tracciato satellitare della mia escursione allo Zerbion del 4 Agosto 2001. Il tracciato è doppio e riporta sia la salita che la discesa. Nei punti in cui i due tracciati sono lontani il sentiero è sdoppiato, molto largo o si tratta di un'imprecisione dello strumento.
Il rilevamento del Pian delle Signore è stato effettuato all'intersezione del sentiero col Ru Cortot.
Sono riportate tutte le stazioni della Via Crucis che si incontrano (notare che la n. 8 è effettivamente leggermente a sud del percorso, che in quel tratto comincia a farsi ripido); la dodicesima coincide col Colle Portola.
I waypoint segnalati come "Misteri" corrispondono alle lapidi dei Misteri Gioiosi, disseminate sul percorso tra il Colle Portola e la cima dello Zerbion.

Cliccare sull'immagine per scaricare la versione ad alta definizione (GIF 1024x1666, 18 Kb).

NOTA: il tracciato che fornisco è relativo ai MIEI movimenti nel giorno in cui ho percorso il sentiero, e può contenere imprecisioni dovute a miei spostamenti non inerenti il tragitto e ad errori dello strumento. Utilizzatelo come riferimento, eventualmente come traccia approssimata e per il calcolo delle distanze dai waypoint, e NON seguitelo se si dirige in posti assurdi.

Note meteorologiche:
La vista di cui è possibile codere dalla cima dello Zerbion esige una giornata perfetta. E' da notare come la cima dello Zerbion sia il primo punto su cui tendono ad addensarsi le nuvole. Succede spesso che le uniche nuvole visibili in un determinato momento siano proprio lì, e il motivo è presto detto. Durante il giorno la brezza calda e umida proveniente dalla pianura attraverso la valle centrale ne incontra la curva di 90° nella zona di St.-Vincent, e inizia a salire lungo il pendio sud dello Zerbion, raffreddandosi e condensando. Una piccola nuvola che avvolge la cima è sufficiente a rovinare il gusto della camminata, e tra l'altro è indice di aria umida proveniente da sud, e quindi di probabili temporali. Se possibile, preferite un giorno con vento da nord, più freddo forse, ma più secco. Se già al mattino il cielo non è perfettamente limpido rimandate, potrebbe essere fatica sprecata.
Periodo consigliato:
È possibile effettuare questa escursione in tutto il periodo dell'anno in cui non c'è neve, quindi generalmente da maggio a settembre (ma non sono da escludere, sulla cima, nevicate anche a fine agosto). All'inizio della stagione è probabilissimo trovare presso il Col Portola o sul versante in ombra dello Zerbion nevai residui che potrebbero creare qualche problema.
Volendo affrontare la salita in condizioni veramente invernali è necessario prestare molta attenzione al pericolo di valanghe fino al Colle Portola, alle cornici in cresta e ai tratti in ombra intorno alle anticime; il percorso è classificabile come F (alpinistico facile) e richiede capacità e attrezzatura adeguate. La descrizione della mia salita in invernale del 4/2/07 è nel racconto "Il mito dello Zerbion" nella sezione "Piccole storie quotidiane".
Attrezzatura:
Come per tutte le escursioni presentate in queste pagine, è necessario essere equipaggiati con un bel paio di scarponi da montagna, che garantiscano una bella aderenza anche sulla terra. Portatevi qualcosa di nutriente per il pranzo, e non dimenticate una tavoletta di cioccolato. Mettete nello zaino un K-Way o una mantella impermeabile, non si sa mai. Assolutamente indispensabile una borraccia, da riempire PRIMA di iniziare a salire. L'unica fontana disponibile è a Barmasc, sul bordo del parcheggio, vicino all'inizio della sterrata per il Pian delle Signore. Non troverete una goccia d'acqua per tutto il resto dell'escursione. Il percorso, eccetto la prima parte fino al Pian delle Signore, è completamente al sole, dato che nell'estate del 2000 qualche sconsiderato ha avuto la bella idea di tagliare TUTTO ciò che cresceva per diversi metri attorno al sentiero. Al di sopra del Pian Portola non ci sono più alberi.
La zona è piuttosto ventosa, e pertanto è necessario avere a disposizione indumenti adatti.
Incontri:
Per quato riguarda la gente, la zona è frequentatissima per tutta la stagione estiva, fin troppo. Da settembre è meno probabile trovare troppe persone sui sentieri; questo può favorirvi nell'osservazione della fauna locale. Non è impossibile avvistare un'aquila, ed è molto probabile vedere dei falchi intorno alla cima, oltre ai comunissimi gracchi. La zona è frequentata anche da stambecchi e camosci; a volte può capitare di vederne qualcuno.
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Commenti già inseriti (3):
3. Lothlorien66 15/7/09, 11.15.30
Utente registrato
Età: 44 anni

Valutazione:
L'escursione è stata decisamente positiva, la consiglio a chi vuole godere di un panorama mozzafiato, portando con se tutta la famiglia in un itinerario poco impegnativo!
2. Daniel 2/9/08, 12.45.14
Utente non registrato
Valutazione:
Peccato che siamo saliti con parecchie nuvole che ci hanno in parte rovinato il panorama in cima. In compenso il tempo tormentato ha reso il tutto ancora più suggestivo. La camminata è molto bella e offre viste davvero spettacolari sulla Val d'Ayas dalla cresta del Col Portola. Abbiamo anche visto un piccolo camoscio, fatto abbastanza raro in una zona così frequentata.
1. Carlo Maria 20/7/08, 17.02.06
Utente non registrato
Valutazione:
A titolo di informazione escursionsitica segnalo invece di evitare totalmente di seguire - dal Parcheggio di Barmasc - l'indicazione di un sentiero che dovrebbe portare direttamente allo Zerbion (tempo indicato 2 ore) e che non ho minimamente rintracciato (mi sono giusto trovato ad una stazione RAI). Ho fatto ieri (19/07/2008) per la prima volta questa escursione, ed in effetti la vista dallao Zerbion sarebbe impressionante. Dico sarebbe perchè - lo dico da cattolico praticante - l'incombente statua posizionata in cima (un'orrenda massa biancastra visibile da tutta la valle. Di più brutte ho visto solo quella dell'Alpe Motta, peraltro in contesto totalmente differente) snatura totalmente il luogo oltre ad essere, per uno come me che ha rispetto di ogni culto, offensivo per chi cattolico non è è. Lo stesso sentiero (al di là di quanto già scritto) è terribilmente "funestato" di lapidi che più che una via crucis rammentano un cimitero. Mi domando il perchè (se proprio si doveva) non si è scelto di apporre delle semplici piccole croci metalliche come usasi in ogni consesso civilizzato, certamente più gradite anche ai pellegrini.
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