
Tratto 0: Strada di Estoul ~m. 1930 - Col Ranzola m. 2170.
Sentiero: 7. |
Il
cammino inizia sulla strada che da Estoul porta agli alpeggi in prossimità
del colle Ranzola, all'altezza del punto che segna la fine del tratto aperto
al traffico (foto 1); lasciato il mezzo di trasporto dove possibile si continua il cammino sulla strada sterrata. Sempre seguendo la strada si superano due coppie di tornanti (in alcuni casi è possibile "tagliarli") e si raggiunge in bivio; la strada prosegue a sinistra, ma per il Ranzola proseguiamo dritti (foto 2) (attenzione perchè sul terreno non ci sono chiare indicazioni sulla direzione da prendere). Poco dopo, nei pressi di un alpeggio (Alpe Fenêtre), si incontrano chiari cartelli (foto 3) che indicano di lasciare la strada sterrata e proseguire sul comodo sentiero alle spalle dell'alpeggio. Il Colle Ranzola è sul vicino crinale davanti a noi. Il sentiero (foto 4) non presenta punti degni di nota; attraversa il boschetto, e ne esce a poche decine di metri dalla sommità del colle (foto 5), riconoscibile per la presenza di una cappelletta (in cattive condizioni) e di un muretto a secco eretto a scopi militari, su cui è stata posta una Madonnina. |
Tratto 1: Colle Ranzola m. 2170 - Colle della Garda m. 2302.
Sentiero: 3b, 3a, 1c. |
Questo
tratto permette di aggirare la Punta Regina con un percorso pressochè
semicircolare sul versante di Gressoney, e portarsi nuovamente sullo spartiacque
Ayas/Gressoney al Colle della Garda, a sud della Regina. Si lascia il Colle Ranzola sul sentiero 3b (indicato al Ranzola come direzione da prendere per la funivia di Weissmatten) che procede verso sud mantenendo la quota (foto 6). Il sentiero è segnato generalmente bene; si superano quasi in piano prati e piccole pietraie (foto 7) e, completato il giro intorno alla Punta Regina, si raggiunge una valletta (foto 8), attraversata da parecchi sentieri a diverse quote. Qui si lascia il 3b e si segue il 3a che porta alla Punta Regina via versante sud, ma lo si lascia poco dopo per spostarsi sull'1c che conduce finalmente, con un ultimo ripido tratto, al Colle della Garda. In riferimento alla foto 9 (scattata dal versante nord del Rena), che permette di visualizzare da lontano l'intrico di sentieri, la traccia da seguire è quella rossa, numerata 3a (foto 10) fino all'incrocio con la gialla e successivamente 1c (foto 11); la traccia in giallo, che può opzionalmente essere seguita al ritorno, porta alla Punta Regina. Il sentiero azzurro può considerarsi una "bretella" tra i due. Il sentiero che torna in Val d'Ayas dal Colle della Garda è numerato 7a. ![]() Uno dei gendarmi di roccia presenti sulla sommità del Colle della Garda. La foto è stata scattata guardando verso ovest; sullo sfondo si riconosce il Monte Bianco. |
Tratto 2: Colle della Garda - m. Rena m. 2515.
Sentiero: 1b. |
Si scende dal Colle della Garda rimanendo sul versante della Valle di Gressoney,
seguendo il sentierino inizialmente ripido che aggira i due speroni rocciosi
a sud del colle e riguadagna poi la cresta. Nella foto 12 è
visualizzata la serie di sentieri presenti sul pendio; è stata scattata
dalla cima della Punta Regina e le tracce sono state evidenziate seguendo
lo stesso schema di colori della foto 9 . Il sentiero da seguire è quello in rosso che si allontana verso il fondo della foto. Dopo aver superato il primo sperone si incontra un bivio (con il sentiero verde nella foto, che porta a un vicino ponte radio), e si procede sul sentiero a destra, superando anche il secondo sperone e tornando poi sullo spartiacque. Il sentiero è numerato 1b, e da qui inizia il tratto più impegnativo che porta direttamente sulla cima. Il terreno è alternativamente erboso e roccioso; a volte la traccia a terra non è evidentissima, ma il percorso è comunque evidenziato da numerosi ometti di pietre e segnavia gialli dipinti sulle rocce (foto 13), a dire il vero in alcuni casi abbastanza sbiaditi. Alcuni ometti sono impossibili da non vedere, anche da lontano (foto 14), altri più piccoli, ma comunque mai introvabili. Si incontra su una roccia un'iscrizione "1B molto difficoltoso!" (foto 15) ; la cosa può essere vera se si affronta il percorso senza la dovuta preparazione, e lo è senza dubbio per quanto riguarda la traversata Rena - Taille (variante 29b) - Taf, ma se ci si limita al solo Rena con la giusta esperienza la si può considerare un eccesso di prudenza. In ogni caso, poco dopo iniziano le rocce da superare in arrampicata (foto 16). Non si tratta ovviamente di un'unica parete, ma di diversi salti di pochi metri. Gli appoggi per i piedi e gli appigli per le mani sono comunque sempre facili da trovare e sicuri (si potrebbe approssimativamente considerare un II grado al massimo). Tra un salto di roccia e l'altro si ritrovano chiare tracce di sentiero (foto 17). L'ultima parte di arrampicata è una paretina di alcuni metri con un piccolo ripiano a metà (foto 18); superata anche quest'ultima difficoltà (foto 19) ci si ritrova praticamente sulla vetta. Il colpo d'occhio dalla cima del Rena è, a dispetto della quota piuttosto limitata, davvero incredibile; la visuale è libera in quasi tutte le direzioni, e solo verso sud, oltre la bella conca dei Laghi Frudière, si incontrano cime più alte (m. Nery, m. Soleron, p.ta Champlong) vicine. Nell'immagine sotto una parte di questo panorama. ![]() Il panorama (approssimativamente da 270 a 45) dal m. Rena. Sono visibili numerossime cime della Valle d'Aosta, dal Bianco al Cervino e al Rosa. Cliccare sull'immagine per vederne una versione più grande con i nomi delle principali cime. |
Discesa: Monte Rena - (Punta Regina) - Colle Ranzola - (Estoul).
Sentiero: 1b, poi 3a, 7a, 7. |
Il
ritorno può avvenire seguendo per intero lo stesso percorso della
salita oppure inserendo la traversata della Punta Regina da sud a nord come
qui descritto. Per prima cosa è necessario scendere dal Rena verso i sentieri sottostanti. La cosa avviene lungo lo stesso 1b utilizzato per la salita (foto 20), facendo ovviamente molta attenzione soprattutto nel primo tratto dove si incontrano i salti di roccia, ma anche successivamente, sul terreno che digrada ripidamente verso la sottostante cresta spartiacque (foto 21). Già si sa che la traccia a terra non è sempre presente, ma segnavia e ometti sono tanti (foto 22) e generalmente facili da vedere. Prendendo a riferimento le tracce della foto 12, la discesa si effettua sempre sull'1b, superare l'intersezione con il sentiero in verde. Si può tagliar fuori il Colle della Garda percorrendo il tratto in azzurro, e seguire infine il facile sentiero 3a in giallo (foto 23), che con alcuni tornanti (visibili nella foto 8) porta direttamente alla cima della Punta Regina. Il ritorno a Estoul avviene come descritto nella discesa dell'itinerario 24. |
L'immagine a sinistra riporta, completo di reticolo, il tracciato satellitare
della mia salita sul monte Rena del 2 agosto 2008 insieme al tracciato per Google Earth.NOTA: il tracciato che fornisco è relativo ai MIEI movimenti nel giorno in cui ho percorso il sentiero, e può contenere imprecisioni dovute a miei spostamenti non inerenti il tragitto e ad errori dello strumento. Utilizzatelo come riferimento, eventualmente come traccia approssimata e per il calcolo delle distanze dai waypoint, e NON seguitelo se si dirige in posti assurdi.

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