
Tratto 1: Barmasc - Colle Portola m. 2410.
Sentiero: 2/105. |
Il parcheggio di Barmasc è costituito da due aree su livelli leggermente differenti; arrivando in auto da Antagnod si incontra prima quella più alta e si prosegue poi con qualche metro di discesa fino alla successiva, dove la strada ha termine; in alternativa è possibile prolungare l'itinerario salendo a piedi da Antagnod come descritto nell'itinerario 56. Qui è presente una fontana dove poter prelevare acqua fresca; alla sua sinistra, a fianco di una costruzione (vuota) in legno, si trova una palina con diverse indicazioni, in corrispondenza delle quali inizia il sentiero per lo Zerbion (foto 1). I cartelli riportano un tempo di 3h10', corrispondenti ad un'andatura piuttosto lenta. Il cammino (qui su strada sterrata chiusa al traffico) attraversa per prima cosa con scarsa pendenza la piccola area pic-nic attrezzata con servizi, griglie e tavoli; qui si incontrano i segnavia 2 e 105 (foto 2). Superata l'area pic-nic la pendenza aumenta; rimanendo sempre sulla stessa strada si raggiunge in pochi minuti il Pian delle Signore o Cianciavellà, ampia radura solitamente frequentatissima attraversata dall'antico canale di irrigazione noto come Ru Cortot ancora in funzione anche se più che altro a scopo turistico (foto 3). A destra della strada, nei pressi del ponte che scavalca il canale, si trova un pannello che ne illustra la storia e il progetto di recupero (ancora in corso). Superato il canale si incontrano le prime stazioni (qui di seguito utilizzate come riferimento lungo il cammino) della Via Crucis che avrà termine alla prima anticima nord dello Zerbion. La relativa processione si svolge ogni anno il 17 agosto. Prima del termine della radura si lascia la strada (che piega verso sinistra per portarsi verso il pozzo piezometrico del Ru Cortot) tenendosi sulla destra (foto 4). Si procede ora non più su strada ma su sentiero, comunque largo, tracciato e visibile (foto 5), identificato ancora da segnavia 2 e 105, che sale abbastanza ripido nel bosco con l'aiuto di qualche gradino; il sentiero è stato ritracciato nel 2000 ad uso processione, si incontrano pertanto alcune biforcazioni, i cui rami sono uno il sentiero "nuovo" e l'altro il tradizionale. Non c'è grossa differenza tra le due varianti, che finiscono comunque sempre per riunirsi poco dopo, né ci possono essere dubbi circa l'esattezza del cammino grazie alla costante presenza di segnavia 2 e 105. Più in alto, dopo la stazione IV della Via Crucis, il bosco inizia a farsi più rado e si incontra una piccola radura (foto 6), in cui il sentiero è indicato anche da una frecce gialle dipinte sulle rocce; si rientra poi nel bosco per uscirne nuovamente in una nuova radura che ospita la stazione V (foto 7). Prima della stazione VI si sbuca nel Pian Portola (foto 8), lasciando definitivamente le aree boschive. Questo piano - o per meglio dire falso piano - è uno slargo erboso costellato da macigni di varie dimensioni; tra questi uno è un masso rossastro la cui superficie superiore, orizzontale, è incisa con coppelle la cui datazione è pressochè impossibile e il cui scopo è incerto: mappa celeste, indicazioni terrestri, luogo di offerte o altro. Senza lasciare il sentiero si intraprende un nuovo tratto in salita che taglia verso sinistra il pendio che sovrasta il Pian Portola (foto 9) e punta decisamente, con pendenza moderata, verso il Colle Portola (foto 10). Intorno a 2250 m. di quota il sentiero si frammenta in mille tracce ma non si disperde (foto 11); è indifferente quale seguire, ma in generale per semplicità conviene lasciare la stazione VIII una decina di metri a sinistra (ricalcando di fatto la traccia del sentiero originale). Inizia qui la parte per così dire più "impegnativa" del percorso, con il sentiero che sale via via più ripido su terreno a tratti friabile, con veloci tornantini, qualche gradino intagliato nelle placche di roccia (foto 12) a suon di martello pneumatico e punti leggermente esposti (aggirabili) in direzione del valico, che viene infine raggiunto (foto 13). Sulla sommità del colle si trova la stazione XII. Questo è uno stretto intaglio a V nella cresta di confine con la bassa Valtournenche caratterizzato dal ripido versante ayassino, appena superato, e da un più dolce e verdeggiante pendio verso ovest. Da qui la visuale si apre sulla Valle Centrale, e il cammino lascia la Val d'Ayas per procedere nel territorio del Comune di La Magdeleine (da verificare)(foto 14). |
| Tratto 2: Col Portola - m. Tantanè (via cresta).
Sentiero: 9. |
Giunti
al Colle Portola si svolta verso destra (arrivando dal versante ayassino,
naturalmente) seguendo l'indicazione per il Tantanè, e ci si incammina
sul comodo ed evidente sentiero in prossimità della cresta (foto 15 ).
Si passa sotto un elettrodotto, e poco dopo si raggiunge un pannello riflettore
rivolto verso la Val d'Ayas; in corrispondenza del pannello ci si unisce
alla strada sterrata di servizio; si supera un secondo elettrodotto e poco
dopo si lascia la strada, che conduce a un secondo pannello riflettore, proseguendo
invece sul sentiero, che da questo punto è leggermente meno marcato,
ma comunque visibile. Si rimane sul versante della Valtournenche per costeggiare
un modesto rilievo (foto 16 ), dopo il quale si ritorna sul filo di cresta,
che si mantiene comunque agevole per un breve tratto, seguito dal primo punto
in cui è necessario superare alcune facili roccette (foto 17 ). Il sentiero
è a tratti piuttosto esposto verso la Val d'Ayas (foto 18 ). Si raggiunge così una biforcazione; la scelta è tra la cresta, con alcuni passaggi su roccia, più panoramico ma lievemente più tecnico, e il sentiero "basso", che rimane sul versante ovest (quindi in Valtournenche), su pietraia. La via più comune è considerata quella sulla pietraia. La nostra scelta à stata di rimanere in cresta all'andata, e passare sulla pietraia al ritorno (ovviamente è possibile percorrere l'una o l'altra strada in entrambi i sensi). Rimanendo sulla cresta si punta decisi verso una caratteristica formazione rocciosa con due inconfondibili formazioni rocciose che da qui in avanti chiameremo "denti" (foto 19), per raggiungere i quali è necessario superare diversi punti arrampicandosi sulle rocce (foto 20 ) o superando pietraie, ma senza incontrare difficoltà rilevanti (a patto di avere l'esperienza necessaria ad affrontare questo tipo di terreno) (foto 21 ). Raggiunti i denti, li si supera passandoci in mezzo (foto 22 ). Poco dopo i denti, la cresta curva verso ovest (foto 23 ), lasciando lo spartiacque con la Val d'Ayas. Questo è l'ultimo tratto di cammino, e conduce direttamente sulla cima del Tantanè; all'inizio della cresta finale si incontra anche la traccia proveniente dal Colle Pillonet (escursione 48b). Anche qui è necessario superare alcuni punti obbligati su roccia (foto 24). L'ultimo tratto (foto 25 ), su piccola pietraia, conduce velocemente alla cima (foto 26 ), su cui è posta una croce metallica con un basamento in pietra. ![]() |
| Discesa: M. Tantanè - Colle Portola (via pietraia) - Barmasc.
Sentiero: 9, poi 2/105. |
Il primo tratto di discesa dalla cima del Tantanè in direzione della Val d'Ayas (è possibile scendere verso La Magdeleine dal lato opposto) segue lo stesso itinerario della salita (foto 27 ). Si superano gli stessi punti su roccia della salita (foto 28 ) e si raggiunge la cresta spartiacque tra le due valli, incontrando il bivio per il sentiero basso (foto 29 ), che inizia scendendo lievemente a destra. A differenza di molti sentieri su pietraia, questo (foto 30 ) è piuttosto evidente. La prima parte di questo sentiero basso è su sassi, seguita da un tratto erboso e da una nuova pietraia (foto 31 ). Infine ci si ricongiunge al sentiero in cresta, che si ripercorre fino al Colle Portola (foto32), e da lì si scende al parcheggio di Barmasc sul noto sentiero 2/105. |
NOTA: il tracciato che fornisco è relativo ai MIEI movimenti nel giorno in cui ho percorso il sentiero, e può contenere imprecisioni dovute a miei spostamenti non inerenti il tragitto e ad errori dello strumento. Utilizzatelo come riferimento, eventualmente come traccia approssimata e per il calcolo delle distanze dai waypoint, e NON seguitelo se si dirige in posti assurdi.

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| 1. MARCO | 26/7/10, 13.07.02 | |
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SONO PARTITO PRESTO DA BARMASC. ARRIVATO AL COLLE PORTOLA ERO INDECISO E ALLORA SONO ANDATO PRIMA SULLO ZERBION E DOPO AVER FATTO RITORNO AL COLLE SONO ANDATO SUL TANTANE. ESCURSIONE UN PO' LUNGA MA MOLTO PIACEVOLE. LA CONSIGLIO VIVAMENTE |