| Salita: Graines - Lago Frudière intermedio.
Sentiero: 9.
Tempo di percorrenza: 120 - 150 minuti.
Difficoltà: nessuna. Attenzione a dove mettete i piedi nei tratti su pietraia.
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1. La prima parte del cammino è sulla strada che lascia Graines puntando verso il M. Bieteron. |
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2. Il primo ponte. Il sentiero lo attraversa, lasciando temporaneamente la strada. |
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3. Dopo il ponte si procede nel bosco su facile mulattiera. |
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4. Ormai fuori dal bosco, la mulattiera arriva a Charbonnière. |
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5. Superata Charbonnière si procede sulla strada tra il bosco e i pascoli. |
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6. Nei pressi di Collet si può accorciare leggermente il cammino deviando sulla mulattiera. |
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7. Attraversamento degli alpeggi di Restol, con la Punta Champlong a fare da sfondo. |
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8. La diramazione 9C per la Cleve di Moulaz va trascurata. |
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9. I resti della segheria. Nell'ellisse la posizione dei segnavia. |
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10. La strada attraversa il torrente su quest'ultimo ponte. |
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11. Lasciata la strada il sentiero raggiunge Champ Charlec. |
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12. In corrispondenza di questo alpeggio si incontra ancora - e tralascia - la strada. |
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13. L'Alpe Frudière. |
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14. Superamento di un guado. |
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15. Secondo facile guado. |
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16. Partenza dei sentieri 9A/9B: rimanere lungo il torrente. |
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17. Ultimo ponte: qui il sentiero 9 attraversa il torrente, ma la via più diretta verso i laghi rimane sulla destra orografica. |
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18. Dopo il ponteil sentiero rimane lungo il torrente. |
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19. Ormai più in alto del torrente, il sentiero prosegue quasi pianeggiante. Sullo sfondo la Cleve di Moulaz e la Punta della Garda incorniciano lo Zerbion. |
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20. Ultimo tratto di sentiero prima del lago inferiore. |
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21. Aggiramento del lago inferiore. |
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Il cammino inizia a Graines, raggiungibile comodamente in auto svoltando a destra (salendo in direzione Ayas) dove segnalato sulla statale, poco a valle di Brusson. Prima di raggiungere il paese la strada lambisce il noto Castello di Graines, che può essere preso in considerazione come meta aggiuntiva della giornata.
Nei pressi di Graines è poi possibile parcheggiare e fare scorta di acqua ad una delle fontanelle presenti.
Il sentiero da seguire coincide per tutto il primo lungo tratto con la strada sterrata (aperta al traffico solo nel primissimo traddo dopo Graines) che fa da prolungamento a quella asfaltata che collega il paese col fondovalle (foto 1).
La prima parte del cammino è dunque semplicissima, senza alcun dubbio su quale strada seguire, e porta ad inoltrarsi nella valletta lasciandosi alle spalle il Castello di Graines; si incontrano presto un segnavia 9 verde a sinistra e una palina con indicazioni a destra, mentre sullo sfondo campeggia la sagoma arrotondata del M. Bieteron (escursione 21); successivamente si trovano segnavia più numerosi che riportano le numerazioni 9, 9A, 9B e 9C, tutti riferiti alla strada che si sta percorrendo.
Nota: il percorso che porta ai Frudière è effettivamente identificato come 9, mentre le diramazioni 9A, 9B e 9C se ne staccheranno più avanti, rispettivamente in direzione di Estoul, del Colle della Garda e della Cleve di Moulaz).
La strada supera un affluente del Torrent de Graines grazie ad un ponte di recente costruzione in corrispondenza del quale piega verso est puntando verso il Ciosè; poco dopo si incontra una fontanella sulla sinistra.
Poco più avanti si incontra un primo ponte, a quota 1508, che porta dal lato opposto del torrente e lo si attraversa (foto 2).
Il ponte permette di imboccare una facile mulattiera che conduce direttamente ai sovrastanti alpeggi di Charbonnière; in caso di neve potrebbe essere opportuno rimanere sulla strada che continua a costeggiare il torrente per poi attraversarlo più avanti nei pressi di Ponteille, e raggiunge ugualmente Charbonnière dopo un ampio tornante.
In corrispondenza del ponte inizia una mulattiera che si inoltra con moderata pendenza nel bosco (foto 3), uscendone poco più a monte nei pressi di Charbonnière (foto 4) dove ci si reimmette sulla strada seguendola verso destra; si incontrano ancora segnavia 9, 9A, 9B e 9C. Il cammino prosegue ora grossomodo in direzione sud-est.
La strada continua a salire dolcemente rimanendo per un tratto sul confine tra il bosco e i pascoli (foto 5). Nei pressi degli edifici di Collet si può nuovamente accorciare leggermente il cammino lasciando per un breve tratto la strada e salendo sulla mulattiera (foto 6) tagliando una curva (scelta facoltativa da valutare anche in funzione delle condizioni del sottobosco).
Riportatisi nuovamente sulla strada si incontrano gli alpeggi di Restol (foto 7) e dei piccoli saliscendi mentre ci si avvicina a una strettoia della valle, che qui è compresa tra la rocciosa parete sud-ovest della Punta della Garda e il ripido pendio nord della Cleve di Moulaz: si incontra infatti la diramazione 9C che conduce proprio alla Cleve di Moulaz, ma la si tralascia rimanendo sulla strada (foto 8).
Si evita poi una deviazione stradale sulla destra (conduce solo ai sovrastanti alpeggi posti sul versante nord-est della Cleve di Moulaz) giungendo così, dopo una piccola discesa, in un'area dove si incontra per prima cosa un carrello metallico lasciato su un breve tratto di binario (foto 9) - probabilmente a ricordo di una vecchia segheria - nei pressi del quale sono ancora presenti segnavia 9, 9A e 9B, e poche decine di metri dopo un nuovo ponte (foto 10).
Si tralascia la strada verso destra e di attraversa così il ponte
che riporta sulla destra orografica del torrente; qui si abbandona definitivamente la strada e ci si incammina sul sentiero a sinistra che attraversa per prima cosa l'alpe Champ Charlec (foto 11) e si inoltra poi tra i pascoli. Sulla destra si può osservare il versante nord della Punta Champlong.
In breve si raggiunge un nuovo alpeggio servito anche da una strada (è quella che, lasciata poco prima, sale fin qui con un tornante) (foto 12) ma si continua a salire sul sentiero che sale a sinistra indicato anche da una palina con cartello giallo riportante i laghi Frudière a 1h20'); si supera l'Alpe Frudière (foto 13) - si incontrerà poi, nel tratto tra i laghi intermedio e superiore, un alpeggio con lo stesso nome - e si incontrano dei piccoli saliscendi mentre ci si avvicina al torrente che attraversa una stretta gola.
Si supera un facile guado (foto 14) seguito da un tratto di sentiero che è facilmente bagnato e da un nuovo guado (foto 15) e da una piccola salita che conduce al punto in cui si stacca, indicato da numerosi cartelli, il sentiero 9A/9B (qui coincidenti, si separano più a monte) che però si tralascia rimanendo per ora sul 9 (foto 16).
Un nuovo ultimo ponte poco più avanti riporta il sentiero 9 sulla sinistra orografica (foto 17). Il sentiero "ufficiale" per i Frudière, infatti, è stato negli ultimi anni ritracciato sul versante opposto, con una salita nel bosco fino all'Alpe Châtelet, e la successiva discesa diretta al lago intermedio; il sentiero tradizionale prosegue invece dritto, sempre sulla destra orografica, ed è qui descritto essendo più breve e non presentando alcuna particolare difficoltà. Ad inizio stagione è inoltre più probabilmente sgombro da neve.
Dopo un tratto lungo la riva del torrente (foto 18) si affrontano così due brevi tornantini piuttosto ripidi, seguiti da un tratto con minore pendenza (foto 19); il sentiero attraversa qui un terreno caratterizzato da erba e sassi, indicato anche da segnavia gialli (ma senza numerazione). Ancora alcuni tornantini, e successivamente alcuni saliscendi tra le rocce (foto 20) che conducono finalmente al piccolo e pittoresco lago inferiore (foto sotto).

Il lago inferiore visto dal sentiero che porta all'intermedio
Si aggira allora il laghetto sulla sinistra (a nord, foto 21) passando tra le rocce dove sono stati ricavati alcuni gradini (qui potrebbero trovarsi eventualmente residui di neve fino a fine primavera) giungendo così in breve al grande lago intermedio (foto sotto), uno dei maggiori bacini naturali della Valle d'Aosta, posto in una conca tra il M. Nery e il M. Taf.

Il lago intermedio in primavera, con il M. Nery a fare da sfondo.
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| Salita: Lago Frudière intermedio - lago superiore e Colle Frudière.
Sentiero: 9.
Tempo di percorrenza: 40 - 60 minuti.
Difficoltà: nessuna.
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22. Il sentiero che costeggia il lago intermedio. |
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23. Uno dei guadi lungo la riva del lago. |
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24. Al termine dell'aggiramento il sentiero inizia a salire. |
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25. L'Alpe Frudière. |
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26. Ultimo tratto di salita prima del pianoro che ospita il lago superiore. |
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27. Arrivo al lago superiore (dal fondo della foto). |
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28. Proseguimento oltre il lago superiore in direzione del Colle Frudière. |
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29. Il grande ometto di pietre al Colle Frudière e il Nery sullo sfondo. |
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Al lago più grande ha termine la parte più frequentata del cammino, dal momento che gran parte degli escursionisti prendono in considerazione questo bacino come meta della giornata; ciononostante è possibile ed interessante proseguire oltre, per portarsi al lago superiore e da questo al vicino Colle Frudière, uno dei valichi che costituiscono le porte d'accesso della Valle di Gressoney.
Una volta raggiunto dunque il lago intermedio lo si aggira in senso antiorario sul ben visibile sentiero (ancora identificato come 9, foto 22) che ne percorre in piano tutta la riva ovest attraversando alcuni piccoli guadi (foto 23); giunto a sud del lago se ne stacca poi leggermente guadagnando qualche metro di quota (foto 24).
Si supera l'affluente del lago proveniente dai canaloni a nord-ovest del M. Nery (in questa zona sono probabili nevai residui fino a primavera inoltrata o inizio estate, dovuti all'accumulo di valanghe provenienti dai suddetti canaloni) e si guadagna successivamente ulteriore quota con alcuni tornanti nei pressi dei quali si trova la semidiroccata Alpe Frudière (m. 2139, foto 25); il sentiero sale ancora brevemente con pendenza piuttosto pronunciata (foto 26) fino a sbucare nella conca sovrastante che ospita il lago superiore, a quota 2230 (foto 27).
Continuando il cammino a sud del lago si raggiunge infine, con un ultimo tratto di salita (foto 28), il Colle Frudière (m. 2265), contrassegnato anche da un grande ometto di pietre (foto 29).
Dal Colle Frudière il sentiero scende nella zona di Gaby; inoltre ha inizio il sentiero 1A che sale al Colletto Taf permettendo poi di scendere verso Weissmatten o cimentarsi nella salita al M. Taf ed eventualmente nella divertente traversata - con ricorrenti passaggi su roccia - verso il M. Taille e il M. Rena (escursione 29b invertita). Al valico inizia inoltre la via nord (alpinistica) al M. Nery. |
| Discesa: Colle Frudière - Laghi Frudière - Graines.
Sentiero: 9.
Tempo di percorrenza: 120 - 180 minuti.
Difficoltà: nessuna.
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30. Discesa dal Colle al lago superiore. |
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31. L'Alpe Frudière durante la discesa dal lago superiore all'intermedio. |
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32. Il sentiero che costeggia il lago intermedio tra i cespugli. |
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33. Il primo ponte. |
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34. Il bivio 9A/9B: proseguire a sinistra lungo il torrente. |
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35. Ritorno nella zona degli alpeggi. |
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36. Restol, con il Bieteron sullo sfondo. |
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37. La mulattiera nel bosco dopo Charbonnière. |
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38. Rientro a Graines con vista sul castello. |
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Il sentiero per tornare a Graines è lo stesso seguito per salire.
Lasciato il Colle Frudière si scende verso il lago superiore (foto 30) di cui si costeggia - ma a qualche decina di metri di distanza - la sponda sud, riportandosi sul bordo dell'altopiano che occupa il bacino dove comincia la discesa che, con due tornanti, supera l'Alpe Frudière (foto 31) e torna al livello del lago intermedio nella zona dell'affluente principale.
Si costeggia così nuovamente la sponda ovest del lago (foto 32) fino a riprendere la discesa verso il lago inferiore, che viene ancora costeggiato a nord-est; qui il sentiero attraversa i prati tra le rocce riportandosi poi, con piccoli tornanti, lungo il torrente, sulla destra orografica.
Si evita il ponte (foto 33) incontrando così il sentiero correntemente identificato come 9, e poco dopo il bivio 9A/9B (foto 34), rimanendo però sul 9 lungo il torrente (a meno di non volersi portare al Colle della Garda, al Colle Ranzola o a Estoul).
Si superano due facili guadi uscendo successivamente dai boschi nella zona degli alpeggi (foto 35); superata l'Alpe Frudière si incontra, all'alpeggio successivo, la strada sterrata ma si prosegue sul sentiero, superando Champ Charlec e scendendo verso il sottostante ponte; si attraversa così il torrente nei pressi della vecchia segheria e si riprende il cammino questa volta sulla strada principale verso destra.
Si evitano la deviazione stradale a sinistra verso gli alpeggi sul versante nord-est della Cleve di Moulaz e il sentiero 9C, sempre a sinistra, per la Cleve di Moulaz; si attraversa Restol (foto 36) incontrando subito dopo, a destra, la possibilità di lasciare per un breve tratto la strada accorciando lievemente il cammino grazie ad una mulattiera; ritrovata la strada nei pressi di Collet si raggiunge Charbonnière, dove - non visibilissima - si riprende a sinistra la mulattiera che accorcia il cammino (foto 37) e scende più direttamente verso il torrente, che viene attraversato su un ponte ritrovando così la strada, dove si riprende il cammino verso sinistra.
Da qui sempre sulla stessa strada e senza ulteriori deviazioni - ma con un piacevole ultimo tratto con il castello come sfondo (foto 38) - si torna a Graines, punto di partenza di questa escursione. |