
Una cima che non può mancare
nel "repertorio" di qualsiasi alpinista della Val d'Ayas e dintorni, una
superclassica salita su una facile ma splendida cima del Rosa. Per molti
il Castore è il primo 4000 (per qualcuno anche l'unico), ma è
senza dubbio una meta da mettere in programma. Richiede ovviamente capacità
e attrezzatura alpinistiche.
La via normale è quella che parte dal rifugio Quintino Sella (
itinerario
17), risale il Ghiacciaio del Felik fino all'omonimo colle, e poi percorre
la sottile cresta sud-est superando la Punta Felik
* e l'anticima e raggiungendo infine
i 4221 metri della vetta. In alternativa il Castore può essere salito
da ovest, dal rifugio delle Guide di Ayas. La traversata ovest - est è
parte integrante del percorso dell'annuale gara di sci-alpinismo Trofeo Mezzalama,
e la cima del Castore ne è il punto più alto.
Il panorama dalla cima, in condizioni ideali, è sconfinato, e comprende
quasi tutto il Rosa, il Cervino, le valli d'Ayas e di Gressoney, nonchè
il versante svizzero con il grandioso Gornergletscher e il massiccio del
Mischabel e la Jungfrau.
Tecnicamente l'unica difficoltà può venire dal lungo tratto
in cresta, che potrebbe essere affilata e presentare cornici di neve e che
giustifica la classificazione
F+. Il percorso è comunque molto frequentato
e la traccia generalmente molto evidente.
Il dislivello è di 636 metri, che possono approssimativamente essere
suddivisi in tre parti uguali: 1/3 dal rifugio alla base della salita del
Colle Felik, 1/3 dalla base alla sommità del Colle, 1/3 dal Colle
alla vetta.
Trattandosi di percorso di alta montagna, ovviamente va affrontato con la
necessaria preparazione. Se i componenti della cordata non dispongono di
sufficiente preparazione tecnica da essere autonomi, è possibile farsi accompagnare da
una guida.
Nota: i ghiacciai sono superfici in movimento e in continua trasformazione,
pertanto le foto sotto riportate rappresentano la situazione nel giorno in
cui io ho seguito il percorso (il resoconto della spedizione è nel
diario n. 6). La traccia potrebbe essere anche considerevolmente
diversa.

L'immagine a sinistra riporta, completo di reticolo WGS1984, il tracciato satellitare
della mia salita sul Castore del 4/9/2006.
Il
tracciato - che è stato registrato durante la discesa e poi invertito
- comprende anche una brevissima digressione verso la sommità della calotta ghiacciata a est del Colle.
È evidenziata la zona dove è possibile incontrare dei crepacci (vedi descrizione del percorso e
foto 3).
La serie di curve a sud della suddetta calotta sono quelle visibili nella
foto 4.
ATTENZIONE: trattandosi di percorso
interamente su ghiacciaio, la traccia a terra può variare anche considerevolmente
in funzione dello spostamento del ghiacciaio stesso e della presenza e posizione
dei crepacci. Il tracciato GPS va pertanto considerato assolutamente indicativo.
NOTA: il tracciato che fornisco è relativo ai MIEI
movimenti nel giorno in cui ho seguito il percorso, e può contenere
imprecisioni dovute a miei spostamenti non inerenti il tragitto e ad errori
dello strumento. Utilizzatelo come riferimento, eventualmente come traccia
approssimata e per il calcolo delle distanze dai waypoint, e NON seguitelo
se si dirige in posti assurdi.
Il tracciato altimetrico dal Quintino Sella alla cima del Castore. La lunghezza totale del cammino è piuttosto modesta.
Si nota la pendenza quasi nulla all'inizio, seguita da una sezione più ripida e da un nuovo falso piano.
Sono riconoscibili la Punta Felik e l'anticima (in corrispondenza rispettivamente dei chilometri 2.8
e 3.2).
Note meteorologiche:
Salire
sul Castore richiede per lo meno una giornata parzialmente serena. Con visibilità
scarsa o nulla procedere può essere pericoloso. Il panorama dall'alto
può essere comunque piacevole se il top delle nubi è a quota
inferiore. Il vento può giocare un ruolo determinante nella fattibilità
della salita, e aggiungere un fattore di rischio.
Periodo consigliato:
Sicuramente durante il periodo di apertura
del rifugio Quintino Sella, ma ovviamente è necessario informarsi
preventivamente sullo stato del ghiacciaio e della cresta. Al di fuori dell'estate
la cima può comunque essere praticabile, ma grandi accumuli di neve
possono rappresentare un ulteriore pericolo.
Attrezzatura:
Ramponi, piccozza, imbrago, cordini, moschettoni
e abbigliamento da alta montagna rappresentano la dotazione standard. Attrezzature
aggiuntive (es. chiodi da ghiaccio e il necessario per i recuperi da crepaccio)
non sono indispensabili ma possono aggiungere sicurezza in caso le cose non
andassero come dovuto (nota: nel mio caso specifico, un chiodo da ghiaccio
è stato utilizzato per assicurarci sulla vetta a causa del forte vento).
Incontri:
Durante la bella stagione il Castore è una cima
molto frequentata. Al di fuori del periogo giugno-agosto, e soprattutto con
i rifugi chiusi, può essere invece più difficile incontrare
altre cordate.