
| Salita: Colle Ranzola m. 2170 - M. Ciosè m. 2647.
Sentiero: inesistente. |
Il cammino verso il m. Ciosè inizia al Colle Ranzola, per raggiungere
il quale sono necessarie poche decine di minuti da Estoul (escursione 24,
tratto 1). È la cima apparentemente semplice ed innocua che si alza
a nord del colle, da cui però è visibile (foto 1) solo una parte (fino al primo spuntone roccioso). Il percorso inizia con la risalita della cresta sud-est (foto 2) quasi fino alla base del suddetto spuntone. Ci sono tracce di sentiero, ma sono incerte e frammentate. Prima di raggiungere la roccia si devia a sinistra, portandosi sul versante sud-ovest (foto 3), iniziando ad affrontare le prime zone pietrose. Ovviamente non esiste alcun sentiero tracciato a terra, ma si possono trovare degli ometti di pietre, che indicano un percorso verso nord-ovest a salire. Le pietraie si fanno più insidiose; i pericolosi spazi tra i grandi massi sono spesso nascosti dall'erba, ed è necessario fare grande attenzione a non caderci, anche perchè molti macigni anche di considerevoli dimensioni sono instabili e possono muoversi o peggio rotolare. Più si sale, più il pendio si fa ripido e più gli ometti si fanno radi e difficili da individuare (foto 4), quindi conviene proseguire direttamente verso la cima, che è già in vista. Non esistendo tracce certe, il percorso va ovviamente inventato. Lo scenario è quello della foto 5. A titolo del tutto indicativo, sconsiglierei di salire lungo il canalino in rosso (cosa da me fatta ma è davvero pericoloso), mentre un possibile percorso potrebbe essere quello segnato in giallo, che è quello approssimativamente seguito da me in discesa. Il canalino, apparentemente e inizialmente più facile, è composto da roccette friabilissime, e inoltre sbocca lontano dalla cima, su una cresta aerea molto esposta sulla parete nord, composta anch'essa da roccette appena incastrate tra loro e dalla stabilità pressochè nulla. In ogni caso ci si trova ad affrontare un tratto piuttosto lungo su terreno molto ripido (45-50°), composto da ghiaia, qualche sasso ed erba, senza alcuna traccia. L'erba, pettinata verso il basso, rappresenta un'insidia non indifferente, perchè non permette allo scarpone di fare alcuna presa, se afferrata con le mani è a volte l'unico appiglio possibile (dando una debole nonchè falsa situazione di sicurezza) e infine è estremamente pungente. Una piccozza qui può aiutare, conficcandosi più in profondità nel terreno o permettendo di raggiungere appigli più lontani o più sicuri. La situazione generale è visibile nella foto 6, che però non rende a pieno l'idea della pendenza. A seconda del punto in cui avete attaccato l'ultimo tratto vi potete ritrovare direttamente nei pressi della cima oppure sulla cresta est, che presenta un unico segno di passaggio umano (una lastra di pietra piazzata in posizione quasi verticale, foto 7) e va percorsa in direzione della cima con molta attenzione, superando anche alcuni salti. La cima è parte integrante della cresta, ma è sufficientemente ampia da poterci trovare finalmente una posizione sicura e stabile. Il panorama dalla cima è piuttosto ampio, e più che la Val d'Ayas, coperta da altre cime ben più alte, è possibile osservare buona parte dell'alta valle di Gressoney e la Valle Centrale fino ad Aosta. |
| Discesa: M. Ciosè - Colle Ranzola.
Sentiero: inesistente. |
Tanto
quanto la salita, la discesa dal Ciosè è uno spinoso problema
da risolvere e va affrontata con grande attenzione. Mi sento di consigliare una discesa direttamente dalla cima (foto 8), senza allontanarsi lungo la cresta, ed evitando così il canalino della foto 5. Praticamente non esiste alcuna traccia di sentiero, ma il ripido pendio può essere affrontato con un costante zigzagare in continua ricerca dei pochi punti dove appoggiare in sicurezza almeno parte della suola. Il costone roccioso che scende verso sud dalla cresta può fungere per un breve tratto da ringhiera, ed è una delle poche parti in cui le mani possono far presa su qualcosa di solido; è poi possibile piegare verso sinistra puntando per quanto possibile verso lo spuntone della foto 2, che però è ancora lontano (foto 9). Potrebbe essere necessario superare orizzontalmente alcune scivolose placche di roccia come quella visibile nella foto 10, facendo ovviamente attenzione a non scivolare, e servendosi dei pochi appigli per le mani. Ci si potrebbe trovare ad avere a che fare, allo scopo di tagliarlo orizzontalmente (sconsiglio di seguirlo verso il basso) il canalino già notato nella foto 5; come sempre, va posta grande attenzione nel non scivolare sul ripidissimo e friabile terreno (foto 11, scattata quasi in verticale). Dopo, però, si riesce finalmente ad uscire dalla zona peggiore, e a riportarsi sulla pietraia (comunque insicura), da cui si può puntare più tranquillamente verso la base del noto spuntone sulla cresta sud-est, e da lì scendere finalmente al Colle Ranzola (foto 12). |
L'immagine a sinistra riporta, completo di reticolo, il tracciato satellitare
della mia salita sul Ciosè del 10/8/2006.NOTA: il tracciato che fornisco è relativo ai MIEI movimenti nel giorno in cui ho percorso il sentiero, e può contenere imprecisioni dovute a miei spostamenti non inerenti il tragitto e ad errori dello strumento. Utilizzatelo come riferimento, eventualmente come traccia approssimata e per il calcolo delle distanze dai waypoint, e NON seguitelo se si dirige in posti assurdi.