
La salita al Rifugio delle Guide di Ayas, il più alto della Val d'Ayas con i suoi 3425 metri di quota, viene inserito in questa raccolta di itinerari alpinistici benchè gradato EE+ a causa della necessità di attraversare un ormai sottile e sicuro lembo del Ghiacciaio di Verra, escludendo secondo la classificazione degli itinerari la possibilità di considerarlo pienamente EE; l'uso dei ramponi ed eventualmente della piccozza, seppur facoltativo, non è da sconsigliare. In determinate condizioni di innevamento particolarmente scarso, il ghiacciaio può essere aggirato alla base guadando il torrente formato dall'acqua di fusione.| Salita: Rifugio Mezzalama (m. 3036) - Rifugio Guide di Ayas (m. 3420).
Tempo di percorrenza: 80 - 120 minuti. |
Sul fianco sinistro del Rifugio Mezzalama si trova subito una palina che riporta le indicazioni per il Rifugio Guide di Ayas. Si riprende dunque il cammino sulla morena a ovest del rifugio; si supera la piazzola per l'elicottero e si segue il sentiero (foto 1). Il cammino è generalmente ben visibile, indicato da segni sulle rocce e da grandi ometti (foto 2). Nota: con innevamento scarso il ghiacciaio può essere aggirato alla base guadando il torrente formato dalla sua acqua di fusione; in questo caso mantenersi sulle rocce alla base del ghiacciaio per portarsi al torrente; superatolo, riunirsi alla traccia di salita leggermente più a monte.
Al termine del facile attraversamento si inizia la salita al rifugio, ormai ben visibile. Circa metà del dislivello tra un rifugio e l'altro è concentrato in questo tratto, che richiede un certo impegno.Il terreno è inizialmente formato da sassi medio-piccoli e terriccio; la stabilità è quasi nulla e ogni passo va affrontato con attenzione. La traccia a terra non è chiarissima, ma ci sono comunque - seppur non sempre visibilissimi - alcuni segni di vernice gialla sulle rocce (foto 5). Se la zona è coperta di neve può essere consigliabile tenere i ramponi; la piccozza o i bastoncini possono servire comunque come appoggio e aiuto per mantenere l'equilibrio. Poco prima del rifugio si svolta decisamente a sinistra, in direzione del tratto attrezzato con passerelle di legno (foto 6), che salgono a tornantini fino al piazzale superiore. Qui si tolgono sicuramente i ramponi e si può contare anche sull'aiuto di una serie di corde fisse. Con un ultimo sforzo si supera anche quest'ultimo tratto (foto 7) e si raggiunge finalmente la terrazza del rifugio. Per entrare si passa da un'anticamera in cui depositare scarponi e attrezzatura, e si prelevano delle ciabatte da usare all'interno. |
||||||||||
| Discesa: Rifugio Guide di Ayas - Rifugio Mezzalama.
Tempo di percorrenza: 60 - 90 minuti.
|
La ritorno a valle avviene lungo lo stesso itinerario utilizzato per la salita. Lasciata la terrazza del rifugio (foto 8), il primo tratto di discesa avviene sul ripidissimo pendio attrezzato con le passerelle e le corde fisse (foto 9), senza correre e con la necessaria attenzione. Finito il tratto attrezzato si affronta la pietraia; come sempre bisogna cercare appoggi sicuri per i piedi perchè i sassi sono piuttosto instabili. Il pendio diventa meno ripido man mano che ci si avvicina al ghiacciaio, che si attraversa (foto 11) senza problemi, eventualmente con l'uso dei ramponi. Nota: se l'innevamento è scarso o nullo, il ghiacciaio può essere aggirato alla sua base. In questo caso lasciarlo a destra e guadare il torrente, costeggiando poi sulle rocce circostanti la lingua di ghiaccio.
Dopo il ghiacciaio si affrontano le roccette sopra il Mezzalama, che richiedono un po' di attenzione a dove si passa; in breve si raggiunge il rifugio (foto 12) e da qui si può tornare a St.-Jacques via Pian di Verra Superiore, Pian di Verra Inferiore, Beaubois, Fiery come descritto nei tratti 3 e 4 dell'itinerario escursionistico 13.
|
Il tracciato satellitare della salita dal Rifugio Mezzalama al Guide di Ayas.
Si nota subito la ridotta distanza tra i due, con il secondo però circa 400 metri più in alto del primo.
Cliccare sull'immagine qui sopra per scaricare i tracciati in formato .GPX, per GPS Trackmaker e Google Earth (completi dei necessari waypoints).
NOTA: il tracciato che fornisco è relativo ai MIEI movimenti nel giorno in cui ho seguito l'itinerario, e può contenere imprecisioni dovute a miei spostamenti non inerenti il tragitto e ad errori dello strumento. Utilizzatelo come riferimento, eventualmente come traccia approssimata e per il calcolo delle distanze dai waypoint, e NON seguitelo se si dirige in posti assurdi, soprattutto su ghiacciaio.